Vivere la storia è esperienza da meritare mediante il desiderio di capire e la volontà di imparare. Goethe, lui sì che nel saper viaggiare introitava e divulgava concetti preziosi, ebbe a dire che chi non conosce gli ultimi tremila anni brancola nel buio e vive alla giornata. Abitare la storia è esperienza non da tutti. La si cerca e, trovatala, la si vive avidamente. Nel nostro Bel Paese può accadere con relativa facilità. Di certo lo è a Santa Maria Capua Vetere (Ce), l’Anfiteatro Campano, il secondo più grande anfiteatro al mondo, laddove il primo è il Colosseo, che però arriva dopo. Poteva contenere fino a 60mila spettatori e qui c’era la scuola dei gladiatori, dove si allenava un certo Spartaco. I gladiatori erano denominati anche suspirium puellarum! È proprio vero che… o tempora, o mores.
L’Anfiteatro Campano visto dall’alto
Abitare la storia tra Anfiteatro e tavola
Abitare la storia, si diceva. E se l’abitare è nei fatti il vivere quotidiano e se nella quotidianità c’è anche il piacere della tavola, allora abitare la storia a ridosso dell’Anfiteatro Campano a Santa Maria Capua Vetere è regalarsi il pranzo e/o la cena al ristorante Amico Bio Spartacus Arena, l’ingresso del quale funge anche da biglietteria e da shop per quanti all’Anfiteatro Campano vogliono dedicare una non frettolosa visita. E come si potrebbe non visitarlo? Camminare nei sotterranei è “vivere” il sapiente azionamento dei meccanismi atti a far salire belve e gladiatori nell’arena. I gladiatori erano denominati suspirium puellarum. Ma lo si era già detto. E si era anche aggiunto… o tempora, o mores.
Una sosta consapevole: cucina e filiera
Ci si accomoda al tavolo, mise en place essenziale, sedute comode, vista sugli spalti dell’Anfiteatro. Garbato e al contempo professionale il servizio. Il menu cambia giorno per giorno. Buona parte degli ingredienti che compongono buona parte delle proposte provengono in filiera corta e certa (certa nel senso di certificata!) dalle aziende agricole e zootecniche dei titolari. Il cognome della famiglia titolare!? Amico: nomen omen. Se la visita all’Anfiteatro Campano è stata opportunamente e doverosamente non frettolosa, altrettanto non frettolosa ha da essere questa ghiotta e confortevole sosta ristoratrice.
La sala del ristorante Amico Bio Spartacus Arena con vista sull’Anfiteatro Campano
Essendo in coppia, non si rinuncia all’intrigante antipasto dal nome fantasioso: tagliere del gladiatore. In degustazione coppa, lardo e prosciutto crudo ottenuti dalla lavorazione del maiale nero casertano, allevato secondo i principi del rispetto dell’animale nell’azienda zootecnica di famiglia in territorio di Giano Vetusto, grazioso paesello ai piedi del Monte Maggiore. In questa azienda si allevano anche le vacche di razza marchigiana. Buono a sapersi; sì, ma buono anche da mangiare. E difatti, dopo un ottimo primo piatto vegetariano, wok di riso e verdure, ci giunge a tavola una sontuosa bistecca di marchigiana. In appropriato calice, corretta la temperatura di servizio, ci viene versato il Casavecchia fatto da Vigne Chigi.
Contorni, dolci e un’offerta pensata per tutti
Controcorrente rispetto a una ristorazione che ha “dimenticato” quella pietanza accessoria ma non perciò ancillare che è il “contorno”, qui di contorni opportunamente denominati “singoli”, a voler intendere che, suvvia, se si opta per un contorno al posto di un secondo non si scandalizza nessuno, di proposte ve ne sono, e sono tutte appetibili! Squisita davvero la scarola alla napoletana. Anche la scarola, pressoché inutile sottolinearlo, proviene dall’azienda agricola di famiglia. Ottimi anche i dolci. Memorabile per bontà la sbriciolata con ricotta e cioccolato. A chiudere, originale e gradevole, un liquorino alla mela annurca Igp.
Il menu del ristorante Amico Bio Spartacus cambia ogni giorno
Essendo l’Anfiteatro Campano luogo visitato da moltitudini di turisti, anche (ma il soprattutto non stonerebbe!) stranieri, e non tutti nelle condizioni di voler pranzare/cenare, a costoro, venendo incontro, il locale propone anche appetitosi hamburger fatti con carne della succitata azienda zootecnica di Giano Vetusto. Il locale è saggiamente, in ottica di servizio erogato all’eterogenea clientela, impostato sul concetto all day long. Difatti è aperto sette giorni su sette dalle 8 di mattina a mezzanotte. I prezzi, va detto, sono di commovente onestà. Vivere la storia, va bene. Abitarla, laddove ciò significa pranzare e/o cenare a ridosso dell’Anfiteatro Campano, è deliziosa esperienza cognitiva ed emozionale.