Il luogo è bello? Manco per niente. L’eleganza del dire ci impone di non definire “brutto” questo luogo. E però, per piacere, che nessuno ci imponga di definirlo “bello”. Siamo a ridosso di arterie stradali che disegnano, chissà chi è il tessitore, trame e orditi affinché ci sia movimentazione affidabile, sicura e veloce di merci. Merci di ogni tipo. Riflettiamo insieme. La società industriale è oramai alle spalle. Quando si produceva, quando c’erano gli stabilimenti e qui, in provincia di Caserta, il polo elettromeccanico era secondo solo al polo milanese (anni ’70 dello scorso secolo), la logistica era affare interno al processo di produzione. Materie prime e semilavorati in ingresso, merci da immettere sul mercato in uscita. Semplice, tutto sommato.
Negli anni ’70 la provincia di Caserta era seconda solo a Milano nell’elettromeccanica italiana
Il core business della famiglia Canciello
Ma adesso no, tutto è cambiato. La logistica è business a sé stante. Ne consegue che è business disporre di layout predisposti affinché i flussi di entrata e uscita delle merci, il loro transito in funzione di distanze/pesi/volumi e tempi schedulati, siano ottimizzati. Questi layout sono, in pratica, i cosiddetti capannoni. E sulla gestione di questi capannoni si fonda il core business della famiglia Canciello, proprietaria del Gruppo Marican. Viavai di mezzi pesanti, rigoglioso fiorire di aziende smart, dove la burocrazia tende allo zero e l’efficienza vive di tensione al miglioramento continuo.
Ferdinando Canciello, ceo di Marican Holding
Una qualità del lavoro che non può prescindere dalla qualità delle attività d’intorno, a partire, come potrebbe essere altrimenti, dal piacere di una prima colazione (sin dalle 6:30), viatico di “buongiorno” e quindi “giornata buona” (la pasticceria è favolosa), per poi arrivare alla pausa pranzo, che può essere sia veloce, il cosiddetto fast lunch, sia più che confortevole e dai ritmi consoni; sia l’happy hour, a suggello di operatività che… però, per oggi basta; sia sontuosa cena, dove l’orologio diviene optional, tra l’altro tanto inutile quanto sgradito: non abbiamo fretta.

Il Vega Restaurant (dentro Vega Palace)
Così la famiglia Canciello concepisce il suo Vega Restaurant, inserito all’interno di Vega Palace a Carinaro (Ce). L’executive chef è Agostino Malapena, non ancora cinquantenne; di lungo corso le sue esperienze all’estero e, nel suo territorio natio, al mitico Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui Due Golfi. Il sommelier Bohdan cura amorevolmente e con spiccata e robusta competenza una cantina forte di ben 400 referenze. Eroga consulenza per l’andamento di tutta la struttura il valente Massimo Turco. A seguire, narrazione breve di un pranzo in giorno feriale.
Un pranzo tra terra, mare e grandi calici
Pur in presenza di due proposte distinte, la terra e il mare, qualche saltello da qui a lì ci è consentito. Si comincia con “terra”: elogio al carciofo. E si prosegue con “mare”: tagliolino di seppia con piselli cento giorni in doppia consistenza. Il tagliolino di seppia è piatto correttamente ed abilmente eseguito. Un primo di pasta però ci vuole. E difatti giunge in tavola, il servizio di sala è impeccabile, altra pregevole creazione dello chef: eliconi Gragnano 28 Pastai con aglio di Voghiera Dop e ricciola. La ricciola, in sembianza di dovizioso trancio, si ripresenta come gradito secondo piatto. Qui si palesa la maestria dello chef nel trattare il pescato: passaggio sapiente in cucina, senza malversazione alcuna. A compimento di sì gustoso pranzo: cheesecake alle fragole e babbaiola.
La sala del Vega Restaurant
Si è taciuto dei calici. Non sia mai detto. La successione è meditata ed è frutto della competenza del prode Bohdan. Si comincia con Petris Collio Doc Malvasia 2023, ottenuto da sole uve Malvasia Istriana, fatto da Venica & Venica, cantina storica di Dolegna del Collio (Go). A seguire, il Pinot Nero di Borgogna fatto da Albert Bichot. Ancora, a rendere augusto l’abbinamento con la ricciola, il pregevole Fiano di Avellino Docg 2022 fatto da Guido Marsella. Vendemmia 2022 e sentirlo giovane, addirittura forse troppo giovane! Prodigio dei grandi bianchi irpini. Bianchi da invecchiamento, oseremmo definirli.
Eliconi Gragnano 28 Pastai con aglio di Voghiera Dop e ricciola
Il locale è di eleganza vera, quella ben distante dallo sfavillio di facciata; è l’eleganza dell’understatement. Il comfort è ovunque: parcheggi ampi, distanze brevi da Aversa, da Caserta e da Napoli. L’estate è vicina. Quanto c’è di strambo (proprio niente) e quanto c’è di originale e saggio (proprio tutto) nel suggerire a quanti avvedutamente anelano a serate estive “far from the madding crowd” (“via dalla pazza folla”) di scegliere un luogo come questo? Tra l’altro, sono già schedulate serate a tema.