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cultura e gusto

Al Resort La Monastica l'ospitalità toscana ha incontrato la cultura del tè

Annamaria Tossani
di Annamaria Tossani
16 giugno 2026 | 18:25

La Monastica Resort & SPA Una meta d’eccellenza per chi desidera assaporare la bellezza storica e paesaggistica della Toscana. Situata nell’ex Monastero di Santa Scolastica, nel borgo medievale di Buggiano Castello in Valdinievole, La Monastica Resort & SPA è di proprietà della famiglia Arrighetti, storica famiglia patrizia di origine pratese trasferitasi a Firenze nel XIV secolo. Inaugurata ad agosto 2024, accoglie gli ospiti con 19 camere e suite, un ristorante articolato in diverse aree, una raffinata SPA, un grande giardino terrazzato e due piscine.

Il giardino a nove terrazze de La Monastica Resort & SPA con vista panoramica sulla splendida Valdinievole
Il giardino a nove terrazze de La Monastica Resort & SPA con vista panoramica sulla splendida Valdinievole

Il recupero dell’ex Monastero di Santa Scolastica è iniziato nel 2005. I lavori hanno riguardato non solo l’antico edificio a vocazione religiosa, ma anche gli spazi pubblici e i percorsi interni alle mura settentrionali del borgo. L’obiettivo era restituire al convento e al piccolo centro storico l’integrità perduta, recuperando il disegno architettonico e l’atmosfera originali. È stata ripristinata anche l’antica via di Buona Cura che, dalla provinciale 29 Colligiana, conduce al parcheggio e poi a Piazza Pretorio. La strada era in totale abbandono, invasa da macerie e detriti.

Il restauro conservativo dell'ex Monastero di Santa Scolastica

Prima di iniziare i lavori la proprietà ha svolto un’importante ricerca documentale presso diversi archivi toscani e nazionali. Un compito arduo, perché nel corso dei secoli le mura degli edifici civili - la fortificazione originale dei “da Buggiano” risale all’XI secolo - si sono intrecciate con quelle degli edifici religiosi. La prima planimetria catastale disponibile è del 1789. Inoltre, dalla sua fondazione nel XVI secolo, l’ex Monastero ha subito molte trasformazioni, fino all’ultima nel 1907 a opera dell’architetto Pacini, che ampliò la chiesa e realizzò il loggiato esterno.

Un perfetto connubio tra passato e modernità: una delle stanze del resort
Un perfetto connubio tra passato e modernità: una delle stanze del resort

L’intervento di recupero è stato complesso, faticoso e oneroso. Dove possibile sono stati restaurati e riutilizzati elementi originali, dai legni ai soffitti. Le decorazioni sono state realizzate recuperando gli antichi colori. Sono stati scelti materiali il più possibile autentici e si è fatto affidamento su maestranze e artigiani specializzati, nel pieno rispetto dei vincoli della Soprintendenza Belle Arti.

Benessere e Ley Lines: le energie positive e il Biometro di Bovis

Oggi La Monastica mantiene l’originale fascino spirituale e trasmette una profonda sensazione di equilibrio e positività. Secondo alcuni, ciò dipenderebbe anche dal passaggio nelle vicinanze della “linea di San Michele”, una delle ley lines più note che collega idealmente i principali luoghi di culto dedicati all’Arcangelo Michele: Skellig Michael in Irlanda, St Michael’s Mount in Cornovaglia, Mont Saint-Michel in Normandia, la Sacra di San Michele in Piemonte, il Santuario di San Michele Arcangelo in Puglia, il monastero di San Michele sull’isola di Symi in Grecia e il Monte Carmelo a Gerusalemme. Non a caso, l’abbazia di Piazza Pretorio, costruita nel 1038, era originariamente intitolata anche a San Michele.

La SPA de La Monastica, un’oasi di quiete dove l’energia della Terra aiuta a contrastare lo stress
La SPA de La Monastica, un’oasi di quiete dove l’energia della Terra aiuta a contrastare lo stress

Secondo recenti rilevazioni, all’interno del Monastero ci sono due punti in cui il flusso energetico sarebbe particolarmente intenso, misurato con il biometro di Bovis. Questi due punti, segnalati nella Chiesa e nella SPA, sarebbero aree in cui l’energia vitale della Terra si irradierebbe con maggiore intensità, infondendo effetti positivi a livello fisico e psicologico. In pratica, le vibrazioni primordiali della Terra entrerebbero in sintonia con i nostri chakra, risvegliandone l’energia e aiutando a contrastare lo stress e la perdita di positività. A pochi metri dal resort si può visitare l’antica Piazza su cui si affacciano la Chiesa della Madonna della Salute, costruita nel 1038, e il Palazzo Pretorio, risalente alla seconda metà del XII secolo. Percorrendo le stradine in pietra, in gran parte chiuse al traffico, si scoprono edifici e ville storiche, immersi nell’atmosfera del borgo.

Il design degli interni e l'accoglienza di Stefania Arrighetti

Per valorizzare l’ampio spazio esterno, Stefania Arrighetti, AD di Monastero del Castello Srl - società proprietaria del resort - insieme a suo padre, ha seguito personalmente ogni decisione, a partire dall’illuminazione. Le luci valorizzano il paesaggio con discrezione e armonia, grazie a un mix sapiente di prodotti tecnici e decorativi che esaltano i dettagli delle aree verdi con la giusta quantità e qualità luminosa. Gli interni sono molto lineari. Nella living room gli arredi di design contemporaneo hanno colori brillanti e connessioni culturali con il territorio: oggetti curiosi come le statue di due Carabinieri tratti dalla storia di Pinocchio - Collodi è vicinissimo - fanno da sentinelle all’ingresso centrale. Un ambiente suggestivo e fresco, che costruisce un ponte tra passato e gusto personale dei proprietari. Ovunque, mazzi di fiori di campo lontani dalle composizioni appariscenti dei fioristi: riportano la molteplicità di profumi e colori di prati e giardini in modo naturale e insolito.

Con Stefania Arrighetti, Ad di Monastero del Castello Srl
Con Stefania Arrighetti, Ad di Monastero del Castello Srl

Le camere sono splendide. Secondo la psicologia ambientale, spazi alleggeriti aiutano l’umore e favoriscono il recupero psicofisico: ogni superficie ha un motivo per esserci, o per sparire, portando una quiete meno teatrale ma più profonda e silenziosa. Niente opulenza scontata, ma solo il massimo del comfort e quadri vivi sulla Valdinievole o sui tetti del borgo che, dalle finestre, rendono ogni camera unica. Fiori di campo - ginestre, elicriso con spighe, iperico e rose selvatiche - troneggiano sul tavolino del salottino insieme a piccoli pensieri di benvenuto e a un elegante biglietto scritto a penna stilografica. Da lontano, il rintocco della campana della torre entra di prepotenza nel cuore, portando ricordi di vite di comunità scandite da quel suono antico. Il servizio in camera è impeccabile e amorevole, come non si viveva da tempo. L’impronta decisa di Stefania Arrighetti si vede anche qui. Donna del mondo, abituata a spostarsi tra Dubai, la Svizzera e Milano, ha trovato il fulcro della vita qui e ha creato un modo di ospitare discreto e attento, mai invadente. Questo la rende amata da tutti quelli che lavorano al resort, giovani per lo più italiani, che comprendono il privilegio di vivere nel bello. La loro gentilezza è naturale ma perfetta e merita davvero complimenti. Ispirano serenità con sorrisi autentici, non di facciata. Perfetta anche la figura del direttore e General Manager Gianfilippo Mancioli.

Esperienza gastronomica al ristorante Devoti

Il ristorante Devoti, con lo chef Igor Rosi, è situato nell’ex chiesa e offre una visione moderna dell’antico refettorio. Il menu si basa sui prodotti coltivati nell’orto della tenuta e su piatti della tradizione tosco-lunigianese, senza effetti banali. La colazione nel loggiato, con la Valdinievole davanti agli occhi, è un momento di quiete. Non bisogna affrettarsi: si gustano miele, marmellate e dolci fatti in casa. Una delizia sono le uova al tegamino con pomodoro, servite nel pentolino di rame. La sintesi tra profumo, gusto, storia passata e presente allontana dalla realtà e invita al dolce far niente e al dolce pensare.

Gli spazi del ristorante Devoti, cornice della cena-evento dedicata alla cultura contemporanea del tè
Gli spazi del ristorante Devoti, cornice della cena-evento dedicata alla cultura contemporanea del tè

Il giardino, suddiviso in nove terrazze che seguono l’antico profilo del terreno medievale, si affaccia sulla Valdinievole. Le terrazze, delimitate da mura in pietra e torri storiche, ospitano una vegetazione ricca e resistente che si trasforma stagione dopo stagione. Due terrazze accolgono piscine con acqua micronizzata, perfettamente integrate nel verde dei prati e nelle cascate di rose.

Ferri 1905: la Giornata Internazionale del Tè a La Monastica

Questa descrizione spiega perché Albino Ferri, famoso Tea Master alla guida dell’Azienda Ferri fondata nel 1905, abbia scelto proprio questo luogo per celebrare la Giornata Internazionale del Tè e presentare le novità dell’Accademia Ferri. Per due giorni ha riunito professionisti dell’ospitalità, della ristorazione, della pasticceria e del beverage in un percorso dedicato alla cultura contemporanea dell’Horeca: momenti di sperimentazione dall’aperitivo alla cena, con la sorpresa conclusiva della visita alla più antica piantagione di tè d’Italia. La Giornata Internazionale del Tè, istituita dalle Nazioni Unite, promuove la produzione sostenibile, il commercio responsabile e il ruolo del tè nello sviluppo economico, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Il 21 maggio coincide con la stagione primaverile, quando si raccolgono i primi germogli, i più pregiati. Il tè è la bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua e ha avuto un ruolo centrale in molte culture. In Cina è originario di circa 2700 anni fa; in Europa è arrivato grazie ai commercianti olandesi e britannici, diventando simbolo di rituali quotidiani e cerimonie, dal tea time inglese alle cerimonie giapponesi. La produzione mondiale coinvolge oltre 60 Paesi. I principali produttori sono Cina, India, Kenya e Sri Lanka. Milioni di persone dipendono dal settore del tè, con attenzione crescente alla filiera etica e alla sostenibilità ambientale. La giornata serve anche a sensibilizzare i consumatori sull’importanza di scegliere tè da coltivazioni responsabili. L’Accademia Ferri, nata all’interno dell’azienda nel 2002, è una delle realtà formative più longeve nel settore del tè e degli infusi. Oggi lavora prevalentemente in ambito B2B, dialogando con il mondo del caffè, della mixology e dell’hotellerie.

L'arte dell'abbinamento con la cucina durante la Giornata Internazionale del Tè.
L'arte dell'abbinamento con la cucina durante la Giornata Internazionale del Tè.

Albino Ferri conosce bene le due anime del tè: il mondo delle origini, delle microproduzioni e delle foglie rare, e quello occidentale, nato dall’arte dell’assemblaggio e della miscelazione. È a quest’ultimo che si dedica con passione, raccontando nei locali i gusti, le abitudini e le nuove tendenze, diffondendo la cultura del tè applicata in modi diversi. L’Azienda Ferri, dal 1905, resta fedele a una scelta controcorrente: produrre in Italia, tutto. Dall’importazione delle materie prime fino alla tazza. Con l’amore dell’artigiano. «Perché alcune foglie non possono piegarsi alle esigenze di una macchina. Se le rompi per confezionarle meglio, cambiano» dice Albino Ferri. «Non diventano cattive, ma diventano altro. Una semplice tazza non basta per sorseggiare un tè: tutto deve corrispondere a esaltare l’essenza di questa preziosa foglia». Negli ultimi anni ha investito nel recupero delle botaniche italiane. Albino sostiene che creare esclusività parte dalle materie prime ricercate in tutto il mondo e dalle migliori botaniche italiane. La gestione autonoma di tutti i processi garantisce prodotti unici. Produrre tutto in Italia significa molto più di un marchio d’origine: è il simbolo di una cura artigianale che unisce l’artigianato italiano alla continua ricerca di innovazione, offrendo un’esperienza sensoriale autentica e rispettosa della natura e delle tradizioni locali. La produzione avviene in modo del tutto artigianale a Castel Goffredo, Mantova, curando nei minimi dettagli le lavorazioni più originali che contraddistinguono Ferri 1905 e l’hanno resa celebre nel mondo. «Il tè in pasticceria è molto più di una semplice bevanda: esalta il lavoro del pasticcere, ed è necessario avere miscele giuste. In hotel il tè serve a emozionare gli ospiti, offrendo un servizio su misura che trasforma ogni tazza, a ogni sorso, in un momento di piacere».

I personaggi della nuova striscia a fumetti firmata da Carlo Alberto Fiaschi, presentata durante la serata
I personaggi della nuova striscia a fumetti firmata da Carlo Alberto Fiaschi, presentata durante la serata

Materia è la linea con cui Ferri 1905 mette al centro competenza, selezione ed esperienza, interpretando il tè come materia prima da conoscere, scegliere e servire con identità e rito tutto italiano. Le infusioni naturali sono studiate con esperti erboristi seguendo principi salutistici, con ingredienti di alta qualità da preparare con le più innovative tecniche di infusione. Un lavoro costoso e complesso, ma soprattutto una passione. Rubriche video, format brevi, abbinamenti con chef e pasticceri, viaggi e conferenze a tema rappresentano stimoli per nuovi orizzonti che ruotano attorno al mondo del tè e ne approfondiscono la cultura. Durante la serata alla Monastica è stato presentato il nuovo progetto editoriale che prenderà il via con un grande evento il 18 giugno nel cuore di Milano, all’Hotel Indigo: la creazione di una striscia a fumetti con protagonisti la principessa Kamelya e il suo avatar Albin. L’autore è Carlo Alberto Fiaschi, noto nell’ambito del cinema e dei fumetti. Questi personaggi vengono dal futuro, dove si presuppone sia perso il gusto, e cercano di capire quali prodotti consumare e come.

L’evento è stato anche l’occasione per riflettere su due anni di collaborazione tra Accademia Ferri 1905 e Italia a Tavola, con contenuti tematici, redazionali e video su cinque aree. I partecipanti hanno vissuto queste cinque aree chiave durante la cena:

  • TeaTour: abbinamento tra cibo salato e un risotto al pomodoro fermentato con pecorino e note lattiche, servito su piatti di Geminiano Cozzi Venezia 1765, accompagnato dal tè verde “Toscana nel mondo” arricchito da foglie di ulivo.
  • Storie di pasticceria: unione di profumi e sapori tra il dessert preparato da Atelier Damiano Carrara e un’infusione agli agrumi della Costiera Amalfitana.
  • Colazioni speciali: per iniziare nel modo migliore la giornata.
  • Mixology: capire cosa accade nella miscelazione di oggi - e del passato - quando nella botanica - tè, erbe, fiori, frutta, radici - si innesta un’estrazione non solo in acqua calda, ma anche alcolica o per surgelazione, in modi molteplici e diversi. Preziosa la collaborazione tra Ferri 1905, Bugatti e Infinito Design, con oggetti che uniscono estetica e funzionalità per estrazione e servizio.
  • Gocce di tè: pillole informative di Guido Cattolica, uno dei più importanti studiosi di tè al mondo e proprietario a Sant’Andrea di Compito della più antica coltivazione di tè in Italia. Il giorno dopo ha entusiasmato tutti con la visita al suo giardino di Camellia japonica e alla piantagione.

La più antica piantagione di tè in Italia a Sant'Andrea di Compito

La passione di Guido Cattolica per le camelie ha radici profonde. Nel suo giardino a Sant’Andrea di Compito ha recuperato antiche cultivar e creato la prima piantagione di tè italiana. Nel 1990 ha iniziato l’ambizioso esperimento di coltivare Camellia sinensis. I risultati sono stati straordinari e hanno portato alla selezione di una linea specifica: l’ecotipo Sant’Andrea. Nel corso degli anni ha ottenuto oltre 100 nuove cultivar di camelie e ospita nella sua collezione una rarissima varietà originaria del Vietnam. Dal 1987 Guido produce tè: verde, bianco, nero e Oolong. La pianta è sempre Camellia sinensis; la differenza sta nella lavorazione delle foglie. I tè verdi derivano da foglie non ossidate; quelle del tè nero sono molto ossidate; quelle degli Oolong solo parzialmente. Il tè bianco si ricava dalle gemme o dalle prime foglie, prima che si aprano completamente. Si colgono solo le prime tre foglie. «I primi di maggio, durante la raccolta, mi siedo su uno sgabello e colgo a mano tre foglioline per pianta, per tutte le mie 2500 piante» racconta Guido Cattolica. Poi le porta nella soffitta di Villa Borrini e, sempre da solo, crea le varie tipologie. «La vera sfida è creare le confezioni: ho bisogno di due o tre mesi per finire». Tutto l’anno è scandito dalla sua passione.

I filari di Camellia sinensis e Guido Cattolica nel suo giardino botanico a Sant’Andrea di Compito
I filari di Camellia sinensis e Guido Cattolica nel suo giardino botanico a Sant’Andrea di Compito

La visita è stata straordinaria. Dopo una bella salita siamo arrivati davanti a un cancello arrugginito che Guido ha aperto con devozione. È stato come entrare nel Giardino segreto di Frances H. Burnett: alberi enormi di Camellia japonica intrecciano foglie e rami. Chiudendo gli occhi è facile immaginare la fioritura delle camelie. Viottoli scoscesi, volutamente lasciati accennati dalla natura, scendono verso la piantagione. La magia della storia delle foglie di tè attraversa secoli, con immagini di Paesi lontani che trasportano la mente in altri mondi. Siamo diventati tutti protagonisti della raccolta delle piccole e tenere foglie. In un silenzio avvolgente ho vissuto l’emozione della raccolta del tè in uno spazio atemporale che, guardando il nobile volto di Guido Cattolica mentre raccontava, si ricollegava a gesti semplici di mani delicate che da secoli, in Paesi lontani, si dedicano a quest’arte. A conclusione, la lezione sull’essiccazione e l’ossidazione delle foglie.

Scopri tutto sul tè

Cosa dire? Grazie ad Albino Ferri per avermi trasformata da amante del tè in appassionata della storia viva, vera e dei misteri di questa piccola foglia. Questi due giorni insieme mi hanno fatto riflettere sulle parole del grande sociologo e filosofo francese Edgar Morin“À force de sacrifier l’essentiel pour l’urgent, on finit par oublier l’urgence de l’essentiel”.

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