Nel verde umbro, più acceso che mai in questa stagione, una agriturismo “bucolico” che fa parlare di sé con pacatezza e misura. Siamo a Borgo dei Cipressi, con il ristorante l’Aurora. In un’epoca in cui la ristorazione sembra spesso inseguire l’effetto sorpresa, ci sono luoghi che scelgono una strada diversa. Luoghi in cui la cucina non cerca di impressionare con artifici, ma conquista attraverso la sincerità del gusto, la qualità delle materie prime, idee e una visione chiara dell’ospitalità. È il caso de L’Aurora, il ristorante dell’agriturismo Borgo dei Cipressi, immerso nelle dolci colline che circondano Todi (Pg), in uno degli angoli più suggestivi e bucolici dell’Umbria.
Lo splendido casale in pietra di Borgo dei Cipressi, un'oasi bucolica immersa in 14 ettari di natura umbra
Borgo dei Cipressi: agriturismo a Todi tra natura e uliveti
Qui il paesaggio sembra uscito da un dipinto: quattordici ettari di natura, ulivi, orti, cipressi e il profilo medievale della città tuderte che si staglia all’orizzonte. Un contesto che racconta immediatamente la filosofia del progetto, nato dalla volontà di Federica Pasetto e Davide Barone di trasformare una storica proprietà di famiglia in un luogo dedicato all’accoglienza e alla buona tavola.
I volti dietro l'ospitalità e la cucina di Borgo dei Cipressi: Federica Pasetto e lo chef Davide Barone
Il nome del ristorante è un omaggio alla nonna Aurora, che aveva sognato e amato questa tenuta, contribuendo personalmente alla piantumazione dei cipressi che oggi ne definiscono il carattere e, ca van sans dire, il nome. Dopo la trasformazione del casale in B&B e poi in agriturismo, nel 2023 è arrivato il ristorante, completando un percorso che unisce ospitalità, agricoltura e cucina.
La cucina dello chef Davide Barone
L’Aurora non è un ristorante che cerca di stupire. La sua forza risiede nella capacità di mettere l’ospite al centro, attraverso una cucina leggibile, rassicurante e profondamente radicata nel territorio. Una proposta che parla il linguaggio delle stagioni e delle campagne umbre, costruita attorno a ingredienti provenienti dall’orto aziendale o da piccoli produttori situati entro pochi chilometri dalla struttura.
Tradizione e consistenze: la croccante e ben eseguita milanese di cinghiale dello chef Barone
Ai fornelli c’è Davide Barone, chef con un curriculum che comprende anche un’importante esperienza presso la il tristellato La Pergola di Heinz Beck a Roma, prima di un passaggio presso Attimi, lo spazio firmato dallo chef tedesco un tempo presso l’aeroporto di Fiumicino. Un percorso che gli ha fornito tecnica e rigore, ma che oggi si traduce in una cucina essenziale, dove la complessità non viene esibita bensì messa al servizio del sapore. Il risultato sono piatti che trovano equilibrio tra tradizione e contemporaneità, senza perdere il contatto con la dimensione conviviale della tavola.
Piatti tipici umbri e selvaggina: specialità del ristorante
Tra le preparazioni che meglio raccontano l’identità del ristorante spicca la focaccia ripiena di cinghiale sfilacciato, diventata negli anni una sorta di firma della casa. Antipasto abbondante, un piatto che sintetizza alla perfezione la filosofia di Davide: ingredienti riconoscibili, esecuzione impeccabile e grande attenzione al gusto. Menzione doverosa per la focaccia che racchiude il pulled, davvero ben fatta.
Il piatto iconico de L'Aurora: la focaccia artigianale ripiena di cinghiale sfilacciato fatto in casa
Sempre tra gli antipasti sorprendono il toast di quaglia ma ancor di più la cipolla di Cannara cotta alla brace, servita con spuma di caprino e pane tostato, esempio virtuoso di come un ingrediente umile possa diventare protagonista senza perdere la propria identità.
Un ingrediente umile che diventa protagonista: la cipolla di Cannara cotta alla brace con spuma di caprino
La selvaggina occupa un ruolo centrale nella proposta gastronomica. Non è un caso che tra i secondi trovi spazio una convincente milanese di cinghiale, croccante e ben eseguita, mentre il piccione, tra i must della tradizione umbra, viene valorizzato con accompagnamenti che seguono il ritmo dell’orto, come la salsa ai piselli freschi proposta nella stagione primaverile. Una cucina che guarda alla campagna circostante non come semplice fonte di approvvigionamento, ma come riferimento culturale e gastronomico.
Ospitalità e vino in Umbria: l'accoglienza a Borgo dei Cipressi
Fondamentale è anche il contributo di Federica Pasetto, anima poliedrica del progetto. Oltre a dirigere la sala con naturalezza e calore, si occupa della panificazione, della pasticceria, dell’orto e della gestione degli animali da cortile presenti nella tenuta. Il suo lavoro emerge in particolare nei lievitati: pani fragranti, focacce e preparazioni per la colazione degli ospiti dell’agriturismo raccontano una cura artigianale che attraversa l’intera esperienza gastronomica.
Cura del dettaglio e freschezza: il toast di quaglia guarnito con le erbe dell'orto aziendale
Anche la carta dei vini segue la stessa filosofia, privilegiando produttori umbri e realtà territoriali, con alcune aperture mirate verso altre regioni italiane. Una selezione pensata per accompagnare la cucina senza sovrastarla, mantenendo coerenza con l’identità del luogo. L’Aurora rappresenta oggi una delle realtà più interessanti, conviviali e genuine del panorama gastronomico umbro. Non perché insegua le mode o le tendenze del momento, ma perché interpreta con autenticità un concetto sempre più raro: quello di una ristorazione che mette al primo posto il piacere dell’ospite.
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