Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
venerdì 03 luglio 2026 | aggiornato alle 18:39| 120160 articoli in archivio

Cene letterarie

Il Gran Tour e i suoi protagonisti rivivono nella cucina del Goethe Hotel di Roma

Mariella Morosi
di Mariella Morosi
03 luglio 2026 | 14:49

Il viaggio ha arricchito la visione artistica e l'opera di molti protagonisti della letteratura e dell'arte e, per far rivivere agli ospiti le emozioni del Gran Tour, il The Goethe Hotel di Roma, in via del Fiume, ha organizzato una serie di appuntamenti del gusto. La regia e il racconto sono del professor Vittorio Maria De Bonis, storico della letteratura e critico d'arte, mentre il menu è curato da un giovane chef di grande esperienza, Christian Belli. Romano, vanta una formazione internazionale e un percorso al fianco di Fulvio Pierangelini, mentre una cantina con oltre 180 etichette racconta territori e stili enologici di tutto il mondo.

Vittorio Maria De Bonis, Christian Belli e Viorica Rusu, residente manager dell'hotel
Vittorio Maria De Bonis, Christian Belli e Viorica Rusu, residente manager dell'hotel

Sulle orme di Johann Wolfgang von Goethe

La tavola è sempre stata lo specchio fluido dei tempi e qui il racconto si integra all'esperienza gustativa, con un percorso a tema scelto volta per volta per gli appuntamenti del format. Le cene letterarie, ma anche merende, workshop e presentazioni di libri, si svolgono nel suo elegante ristorante, l'Affinity Kitchen & Alchemy, esplicito rimando a una delle opere più celebri di Goethe e, in generale, del Romanticismo: "Le affinità elettive". L'hotel prende il nome dal poeta e scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe che, innamorato del mito di Roma, vi giunse nell'ottobre del 1786 e vi si stabilì per due anni. La sua casa, in via del Corso, oggi museo, è proprio a un passo. Come altri viaggiatori illustri, vi ha lasciato il segno, conquistato dalla città non a caso definita eterna. E la bellezza invita all'amore. Come quello di un'altra viaggiatrice, la pittrice svizzera Angelika Kauffman, che frequentò a lungo Goethe.

La sala del ristorante del Affinity Kitchen & Alchemy
La sala del ristorante del Affinity Kitchen & Alchemy

Ne fu affascinata, tanto che alla sua partenza di lui scrisse: «Il suo commiato mi ha trafitto l'anima. È stato tra i giorni più tristi della mia vita». Più tiepido il commento del poeta, che la definì la sua «miglior conoscenza» fatta a Roma. Non si può non citare anche Casanova tra gli altri viaggiatori illustri ricordati al The Goethe che hanno lasciato memorie dei loro itinerari. In un linguaggio mutuato dal presente, potremmo definirli influencer settecenteschi. Il gaudente veneziano viaggiava molto, e talvolta per sfuggire a chi lo inseguiva. La paura dell'arresto non gli impediva tuttavia di lasciarci memoria dei luoghi, delle locande dove si fermava, dei cibi gustati e di quelli offerti alle signore per minarne la resistenza all'amore.

Un viaggio tra sapori, racconti e atmosfere del Grand Tour

Tutto questo e altro è stato raccontato agli ospiti di Affinity Kitchen & Alchemy dal professor De Bonis nell'evento inaugurale della serie, mentre dopo l'aperitivo di benvenuto dalla cucina arrivavano i piatti dello chef: Mazzancolle grigliate, bisque al latte di cocco, taccole al pomodoro e macadamia, seguita dalla Fregola aglio, olio, peperoncino e seppia. Conclusione dolce con Genmatcha mousse, cremoso al mascarpone, lampone e mandorle. Inappuntabile il servizio, coordinato dalla resident manager Viorica Rusu. «Così come Goethe - dice lo chef - anche noi vogliamo comunicare l'importanza e la grandezza di questo meraviglioso territorio, rendendolo più contemporaneo attraverso una cucina che guarda con rispetto al passato.

A sinistra le Mazzancolle grigliate; a destra la Fregola aglio, olio, peperoncino e seppia
A sinistra le Mazzancolle grigliate; a destra la Fregola aglio, olio, peperoncino e seppia

Una curiosità: Goethe era ghiotto di carciofi, per questo qui, compatibilmente con la stagionalità, hanno un ruolo importante». Ogni suo piatto, in sintonia col format De Bonis, racconta una storia. Ed è stato creato anche un Maritozzo da viaggio, il tipico dolce romano, da consumare passeggiando o tra una sosta e l'altra di shopping. I pezzi d'arredo sono evocativi in questa struttura a cinque stelle: il viaggio è dovunque. Nella hall e nei salottini tanti bauli, valigie e cappelliere di cuoio, costellati di etichette pubblicitarie di alberghi, sono posati a terra in ordine casuale, quasi in attesa dei proprietari. Le suite hanno il nome delle mete preferite come Napoli, Firenze e Venezia.

Affinity Kitchen & Alchemy: dal pranzo alla Merenda letteraria e alla cena

Ogni pomeriggio, dalle 16 alle 20, c'è la Merenda letteraria, momento di pausa e relax, un invito ad accomodarsi negli spazi dell'hotel, sfogliare un libro o lasciarsi ispirare dai volumi della Libreria Infinita. La proposta food si amplia anche per la colazione con pani, croissant, piccola pasticceria, torte, omelette, french toast e altro.

I piatti della merenda al ristorante Affinity Kitchen & Alchemy
I piatti della merenda al ristorante Affinity Kitchen & Alchemy

Poi il pranzo, con una proposta snella che lascia spazio ai classici della romanità come il carciofo alla giudia e Pecorino falisco, tonnarelli cacio e pepe, carbonara, amatriciana e pescato del giorno alla griglia, dolci e specialità regionali. Per la cena la proposta è più vasta, con Seppia con puntarelle e bottarga, Girello di manzo con melanzana fondente e capperi, Tortello di baccalà con guazzetto all'arrabbiata e salicornia, Rana pescatrice glassata, macco di piselli primaverile, patate novelle alla brace.

© Riproduzione riservata