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nuovo locale

A Miami Beach apre San Marco, il 4° ristorante italiano in Florida di Mattia Cicognani

di Redazione CHECK-IN
06 luglio 2026 | 12:58

Con l'apertura di San Marco, inaugurato lo scorso 30 maggio a Miami Beach, il gruppo guidato dall'imprenditore faentino Mattia Cicognani porta a quattro i ristoranti aperti in Florida in meno di due anni. Una crescita che racconta un modello di business della ristorazione italiana che funziona. L'ultimo locale si aggiunge infatti a Cotoletta, San Lorenzo e Sì Papà, i tre progetti avviati dal 2024 da 84 Magic Hospitality, la società fondata da Cicognani insieme a Ignacio Lopez Mancisidor. Un percorso che oggi coinvolge una squadra di 45 persone, con una forte presenza di professionisti romagnoli. «Non vendiamo soltanto un piatto di pasta. Cerchiamo di far vivere l'essenza di ciò che siamo, il bello dell'Italia e della sua cultura. È l'obiettivo che mi sono posto negli Stati Uniti» ha raccontato Cicognani a Il Piccolo Faenza.

L'imprenditore faentino Mattia Cicognani
L'imprenditore faentino Mattia Cicognani

Dalla Romagna alla Florida: la crescita di un progetto imprenditoriale

Classe 1990, dopo una lunga esperienza nel settore dell'ospitalità in Romagna, Cicognani ha deciso di trasferirsi negli Stati Uniti e costruire lì il proprio progetto imprenditoriale. La prima apertura è arrivata nell'autunno del 2024 con Cotoletta. Da quel momento il percorso ha seguito un ritmo serrato: prima San Lorenzo, poi Sì Papà, dedicato alla lasagna, e infine San Marco, inaugurato questa primavera a South Beach. «Sono ambizioso e ho sempre avuto paura di non fare le cose bene. In Italia avrei potuto trovare gli strumenti per lavorare, ma sarei stato uno dei tanti. Qui ho costruito qualcosa che mi rappresenta davvero».

Un angolo della sala del ristorante San Marco di Miami Beach
Un angolo della sala del ristorante San Marco di Miami Beach

A sostenere la crescita del gruppo, come anticipato, c'è anche una squadra che parla romagnolo. Tra le figure chiave c'è Davide Rosselli, executive chef di San Lorenzo, che ha raccolto il testimone di Giulio Rossi. Cicognani e Rosselli si conoscono fin dall'asilo e hanno condiviso buona parte del proprio percorso professionale. Dopo gli studi all'Istituto alberghiero di Riolo Terme (Ra), Rosselli ha lavorato in diverse cucine, fra cui quella del Pineta di Milano Marittima, prima del trasferimento negli Stati Uniti. Accanto a loro opera Fabio Zama, direttore operativo dei ristoranti del gruppo e amico di Cicognani dai tempi delle scuole superiori, mentre l'organizzazione quotidiana è affidata a Lara Como, moglie di Rosselli. «Lara è il mio braccio destro. Oggi abbiamo 45 dipendenti e una squadra in crescita. Cerchiamo personale anche femminile, ma non è sempre facile trovarlo perché il nostro è un lavoro faticoso».

San Marco, il locale che va controcorrente a Miami Beach

L'ultima apertura, San Marco, rappresenta un progetto con un'identità ben definita. Il locale si trova nell'area di South of Fifth, uno dei quartieri più esclusivi di Miami Beach, ed è stato pensato come una trattoria italiana di quartiere. Anche il nome nasce da questa idea. «Marco è un nome che tutti sanno pronunciare e richiama una delle piazze più belle e conosciute d'Italia. Quello che accade qui non si spiega, si percepisce». L'obiettivo dichiarato è offrire un ambiente nel quale le persone possano fermarsi con calma, in controtendenza rispetto a un modello di ristorazione cittadino spesso caratterizzato da musica ad alto volume e atmosfere più orientate all'intrattenimento. «Qui la musica è quasi sempre altissima, anche nei ristoranti. Noi abbiamo scelto il jazz in sottofondo. Vogliamo che le persone stiano bene, parlino tra loro e tornino spesso».

Il San Marco è pensato come una trattoria italiana di quartiere
Il San Marco è pensato come una trattoria italiana di quartiere

Anche la proposta gastronomica segue la stessa filosofia. In carta trovano spazio piatti che richiamano la tradizione italiana senza inseguire effetti scenografici: dal carpaccio di funghi freschi ai bignè con crema di parmigiano e tartufo, dal roast beef con rucola e parmigiano agli gnocchetti gratinati, passando per la pasta al ragù, i cappelletti preparati come a Faenza, i paccheri ai crostacei, il galletto al forno, il filetto al pepe verde e la steak tartare servita al tavolo. «Penso che San Marco possa diventare il ristorante di quartiere che ospita migliaia di persone al mese. Un posto dove puoi venire tutti i giorni senza sentirti obbligato a vivere un'esperienza speciale ogni volta. Un luogo semplice e accogliente». A poche settimane dall'inaugurazione, aggiunge, «siamo già sopra le aspettative».

Da Infantino a Howard Schultz: i clienti illustri che hanno scelto San Marco

Fra i clienti sono passati anche il presidente della Fifa (Fédération Internationale de Football Association) Gianni Infantino e Howard Schultz, l'imprenditore che ha guidato la crescita globale di Starbucks. «Howard è uno dei miei clienti più affezionati, innamorato dei nostri locali» ha raccontato Cicognani. Poi il ricordo di un episodio che gli ha fatto comprendere quanto il locale fosse ormai entrato nei circuiti più frequentati della città. «Una sera c'erano molte auto della sicurezza fuori dal locale. Tra gli ospiti avevamo il noto fotografo Bruce Weber. Solo più tardi ho scoperto che nel locale era seduta anche Tiffany Trump, figlia del presidente degli Stati Uniti. Nessuno lo sapeva. Da qui capisci che il tuo ristorante è diventato un punto di riferimento».

Gianni Infantino, presidente della Fifa, è tra gli ospiti illustri già passati da San Marco
Gianni Infantino, presidente della Fifa, è tra gli ospiti illustri già passati da San Marco

I prossimi obiettivi: New York, franchising e nuove aperture

Parallelamente, ha spiegato Cicognani, continua anche lo sviluppo degli altri marchi. Sì Papà cresce attraverso il servizio di consegna con Uber Eats, mentre l'espansione del gruppo guarda già oltre la Florida. New York resta l'obiettivo dichiarato. «A febbraio ci siamo andati molto vicini. Abbiamo preferito aspettare il momento giusto. Intanto cerchiamo investitori che possano accompagnarci nell'espansione». Tra i progetti sul tavolo c'è anche il franchising. «Cotoletta e Sì Papà sono modelli facilmente replicabili. Il marchio è registrato, ma ci hanno già copiato in maniera quasi identica a Milano». Insomma, un progetto che continua a crescere e che guarda già alle prossime aperture.

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