Il settore del food delivery torna sotto la lente della magistratura milanese. Dopo il recente intervento nei confronti di Glovo, anche Deliveroo Italia è stata posta in controllo giudiziario con l’obiettivo di verificare e correggere le modalità di gestione dei rider, figura ormai centrale nella filiera della ristorazione contemporanea. L'azienda, in ogni caso, fa sapere che sta esaminando la documentazione ricevuta dalle Autorità e sta collaborando alle indagini.

Deliveroo sotto controllo giudiziario
Il peso del delivery nella filiera della ristorazione
In Italia la piattaforma conta circa 20 mila ciclofattorini, di cui 3 mila a Milano, e un fatturato di circa 240 milioni di euro. Numeri che confermano il ruolo del delivery come infrastruttura operativa per migliaia di ristoranti, soprattutto nelle aree urbane, dove la consegna a domicilio rappresenta una quota crescente del servizio. Proprio questa integrazione strutturale con il comparto food rende rilevanti gli effetti di eventuali interventi normativi o giudiziari sull’organizzazione del lavoro e sui costi della distribuzione.
L’algoritmo e l’organizzazione del lavoro
Secondo la Procura di Milano, la piattaforma gestirebbe la prestazione dei rider attraverso un sistema digitale che assegna gli ordini, monitora gli spostamenti, valuta la disponibilità e collega le performance alle opportunità di guadagno. Un modello che, pur formalmente basato su collaborazioni autonome con partita Iva, presenterebbe elementi riconducibili a un’organizzazione di tipo subordinato.

Il rider non determinerebbe in piena autonomia il proprio processo operativo
Per gli inquirenti, il lavoratore non determinerebbe in piena autonomia il proprio processo operativo, soprattutto nella fase esecutiva della consegna, caratterizzata da procedure standardizzate e da indicatori reputazionali che incidono sulla continuità delle chiamate.
Compensi e soglia di sostenibilità
L’indagine ha incrociato l’analisi del funzionamento della piattaforma con le testimonianze di un campione di rider. Da qui emergerebbe una situazione economica fragile: molti lavoratori, pur dichiarando un impegno orario elevato, registrerebbero redditi annui inferiori alla soglia di povertà e lontani dai livelli previsti dal contratto collettivo della logistica. Il riferimento giuridico richiamato è l’articolo 36 della Costituzione, che prevede una retribuzione proporzionata e sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa.
Cosa prevede il controllo giudiziario
Il provvedimento dispone l’affiancamento di un amministratore giudiziario al management aziendale, con il compito di verificare le condizioni di lavoro, regolarizzare eventuali criticità e adottare assetti organizzativi idonei a prevenire fenomeni di sfruttamento. La misura non interrompe l’attività, proprio per evitare effetti occupazionali e ripercussioni sulla rete di esercizi che utilizza la piattaforma.

Deliveroo conta in Italia 20mila ciclofattorini
Il tema si inserisce in un contesto di evoluzione del settore: alcune realtà, come Just Eat, hanno già avviato modelli basati sull’assunzione diretta dei rider con retribuzione oraria e tutele contrattuali.
Un passaggio delicato per il food delivery
L’intervento della magistratura rappresenta un passaggio significativo per l’equilibrio tra innovazione, sostenibilità economica e tutela del lavoro. Per ristoratori e operatori della filiera, l’attenzione resta focalizzata sull’impatto che eventuali cambiamenti organizzativi potranno avere sui costi, sui tempi di consegna e sulla stabilità del servizio.