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Ad Aquileia il fuoco del flambé parla al femminile e accende la sfida in sala

di Redazione Italia a Tavola
11 febbraio 2026 | 11:05

C’è un gesto che, più di altri, racconta la sala: la padella che si inclina, la fiamma che si alza controllata, lo sguardo che resta fermo mentre il servizio continua senza esitazioni. Il flambé è tecnica, certo, ma è soprattutto presenza. E a marzo sarà il cuore della nona edizione de “Le donne nell’arte del flambé - Maria Luisa Speri Challenge”, in programma ad Aquileia (Ud), con l’obiettivo dichiarato di mettere al centro competenza e leadership femminile nell’ospitalità.

Ad Aquileia il fuoco del flambé parla al femminile e accende la sfida in sala

A marzo la nona edizione de “Le donne nell’arte del flambé - Maria Luisa Speri Challenge”

L’iniziativa è promossa da Amira - Associazione maitre italiani ristoranti e alberghi - e curata da Giacomo Rubini insieme ad Antonio Boemo. Dopo le prime edizioni a Grado, la manifestazione si sposta quest’anno ad Aquileia per ragioni logistiche e trova casa all’Hotel Ai Patriarchi, struttura che ben rappresenta l’ospitalità del territorio. Il cambio di scenario aggiunge un livello di lettura interessante: Aquileia è una città di stratificazioni, incrocio di culture e commerci, e in questo senso diventa cornice coerente per un evento che parla di crescita professionale e di nuove geografie della sala.

Una competizione che è anche palestra professionale

“Le donne nell’arte del flambé” nasce come competizione, ma negli anni ha assunto un respiro più ampio. In pedana saliranno maitre professioniste e studentesse degli istituti alberghieri provenienti da diverse regioni italiane. Il dato che colpisce è proprio questo: l’interesse delle giovani generazioni verso un ruolo che richiede preparazione tecnica, gestione del tempo, capacità relazionale e sangue freddo. Il flambé, con la sua dimensione spettacolare, costringe a tenere insieme precisione e controllo emotivo; ed è forse per questo che funziona come metafora del mestiere.

Formazione, confronto e una rete che sostiene la sala

Ma la giornata non si esaurisce nella gara. Attorno alla sfida ruota infatti un programma di workshop, dimostrazioni e momenti di confronto che trasformano l’appuntamento in un laboratorio. Si parla di tecniche di servizio, di organizzazione della brigata di sala, di rapporto con l’ospite e di come trasformare un gesto tecnico in esperienza.

Ad Aquileia il fuoco del flambé parla al femminile e accende la sfida in sala

Non solo la gara: a “Le donne nell’arte del flambé ” anche workshop, dimostrazioni e momenti di confronto

Il territorio crede nell’iniziativa, come dimostrano i patrocini della Regione Friuli Venezia Giulia, di PromoTurismoFVG, del Comune di Aquileia, della Fondazione Aquileia e di BCC Venezia Giulia. Un sostegno che va oltre la vetrina e intercetta un tema strutturale: la presenza femminile nei ruoli di responsabilità in sala e nella gestione dell’accoglienza. Se la cucina ha vissuto negli ultimi anni una narrazione più esposta, la sala sta costruendo ora un racconto diverso, più consapevole e meno subordinato.

Leadership femminile e prospettive concrete per la sala

Dunque, in un passaggio storico in cui l’ospitalità italiana è chiamata a ridefinire priorità e modelli, “Le donne nell’arte del flambé” sceglie una strada chiara: mettere il talento femminile al centro significa interrogarsi su formazione, accesso ai ruoli apicali, riconoscimento economico e culturale del lavoro in sala. Ma significa anche offrire alle più giovani esempi concreti, visibili, replicabili.

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