Arriviamo a Palau, gioioso porto del nord della Sardegna, in Gallura, per incontrare Nicola Pittorru. Chi è Nicola? un giovane Gallurese di Tempio Pausania, città silenziosa e solenne: le mura del suo centro storico sono colme di storia e raccontano riti antichi e maestosi. A Palau Nicola lavora in un resort di lusso che si sviluppa lungo la costa di Capo d’Orso. Un Leading Hotel con annessa la Thalasso & SPA, capace di rendere ogni soggiorno un momento di pura magia. in questo ambiente raffinato, Nicola riesce a creare la giusta armonia tra le richieste degli esigenti clienti e la sua naturale capacità di assecondarli, coccolandoli e facendoli sentire a proprio agio.

Nicola Pittorru, giovane barman emergente di Abi Professional
Gli inizi di Nicola Pittorru nella ristorazione e nel bar
Dicevamo appunto che Nicola, ha trascorso la sua gioventù nel paese di nascita, Tempio Pausania, dove ha svolto i suoi studi presso l’istituto tecnico industriale, con risultati non brillanti, come ammette candidamente «non era il mio futuro e lo sentivo, per questo non mi impegnavo a scuola». A 16 anni comincia ad avvicinarsi al mondo della ristorazione e inizia a fare le prime stagioni estive; sicuramente la vicina costa sarda lo aiuta nella ricerca di un locale, anche di lusso, dove muovere i primi passi. «Mi è capitato anche di svolgere mansioni meno attrattive, come lavare i piatti, ma avevo sempre un occhio rivolto al lavoro vero. Soprattutto al banco bar, dove ammiravo i bartender che lavoravano con grande eleganza e maestria. Così cresceva sempre più la voglia di mettermi alla prova in un altro ambito. sapevo di potercela fare».
Accetta di andare a lavorare in un resort di lusso con diversi bar. Al timone di questi c’erano Ernesto Molteni, attualmente Segretario di Abi Professional, e Irene Deiara, Consigliere Nazionale di Abi Professional. Grazie alla loro guida e al loro esempio, Nicola matura la convinzione che il suo lavoro futuro sarà quello del barman.
Inizia così a seguire l’Abi Professional e lì trova molte risposte alle sue prime titubanze professionali. Partecipa a competizioni locali e anche nazionale, ottenendo buoni risultati. Ne approfittiamo allora per chiedergli, in poche parole, cosa lo abbia fatto innamorare della professione del barman: «Come dicevo prima, ho iniziato dalla gavetta, proprio dal gradino più basso della scala gerarchica, ma non riuscivo a smettere di immaginarmi barman. Guardare come lavoravano, con così tanta facilità e classe, mi aveva completamente magnetizzato. Per me, poi, riuscire a salire sul banco e cominciare a preparare i primi cocktail era un’emozione fortissima, che sento ancora oggi. Perché so che quello che preparo deve essere perfetto e, soprattutto, oltre a mostrare la mia competenza, deve arrivare al cuore del cliente».
L’importanza delle associazioni e della formazione per i bartender
Chiediamo a Nicola se pensa che le associazioni siano anacronistiche rispetto ai tempi che viviamo. «Le associazioni oltra a darti il senso di una comunità, sono un ottimo strumento per chi vuole avvicinarsi a questa professione. Ovviamente parlo di quelle che si occupano realmente dello status del bartender, di creare momenti formativi e di condivisione sociale, che hanno una missione orientata verso il bere consapevole e moderato e che credono fortemente che la figura professionale debba essere valorizzata».
Gli domandiamo poi cosa abbia trovato in ABI Professional che lo ha convinto a coinvolgersi al punto di diventare un socio attivo e, soprattutto, che cosa consiglierebbe all’Associazione per le future generazioni che si avvicinano al mondo del bar. «Di sicuro continuerei l’ottimo lavoro che stanno facendo in Sardegna nel coinvolgere le migliori Barlady e i migliori Barmen. Un gruppo forte e coeso può sicuramente dare valore alla professione e invogliare i giovani a intraprendere la carriera del bartender».
Quanto pesa la formazione, sia scolastica sia personale, nel mondo del bar? E cosa ne pensi dell’accoglienza, considerando la tua forte attitudine all’accoglienza: dove si possono acquisire queste competenze?
«Penso che la formazione debba essere continua per chi vuole creare una solida base per la professione del barman. Non deve mai fermarsi, perché il mondo del bar è in costante evoluzione e competenza, conoscenza e capacità vanno sempre affinate. Per quanto riguarda l’accoglienza, oltre a una naturale attitudine personale, credo che la si acquisisca soprattutto frequentando e lavorando in strutture che fanno dell’ospitalità il loro punto di forza. Io ho avuto la fortuna di vivere questa esperienza e di essere affiancato da persone che sono dei veri maestri dell’accoglienza. Per questo sono profondamente grato alle persone con cui ho lavorato, perché mi hanno permesso di crescere, partendo da quel ragazzo di Tempio Pausania, e di confrontarmi con una clientela cosmopolita e raffinata».
Sparkling Spring: un cocktail dal carattere sardo
Ringraziamo Nicola per il prezioso tempo concesso e gli chiediamo di regalarci la ricetta del cocktail presentato all’ultimo concorso regionale Abi Professional. Uno Sparkling fresco, ma nello stesso tempo ricco del carattere di Nicola: nelle note si ritrovano il sole, la macchia sarda e il vento che, contrariamente a quanto accade alla terra arida, non inaridisce ma appaga, con la certezza che questa terra non tradisce.

Nicola Pittorru mentre prepara il suo Sparkling Spring
Lo Sparkling si chiama Spring ed è così composto:
- 15 ml Vermut rosso di Bonaventura Maschio
- 50 ml spremuta d’arancia
- 60 ml prosecco Cà Bertoldo
- 25 ml Passion Fruit Fabbri
- una crusta di Bitter Campari e zucchero semolato
- 2 gocce di essenza di mandarino.
«In un bel bicchiere da vino bianco - conclude Nicola - shakeriamo la spremuta col vermut e la frutta della passione. Versiamo in un bicchiere col ghiaccio che abbiamo bordato con una crusta composta da bitter Campari e zucchero e aggiungiamo il prosecco. Una spruzzata in superfice di essenza di mandarino ed è pronto. Cin cin».