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Marta Valentini, 18 anni e una passione: il bar come libertà creativa

di Redazione Italia a Tavola
20 marzo 2026 | 15:17

Ci sono eventi che non sono solo appuntamenti in agenda, ma piccoli riti collettivi. A Saint-Vincent (Ao), nelle sale eleganti del Grand Hotel Billia, il Convegno Nazionale Abi Professional è proprio questo: un momento atteso dai soci, dai finalisti delle gare e da chi, per la prima volta, decide di “entrare davvero” nella vita associativa.

Marta Valentini, 18 anni e una passione: il bar come libertà creativa

Marta Valentini (foto Simone Mo e Laura Trenga)

L’atmosfera del convegno: incontro tra professionisti e nuove generazioni

Si respira movimento. Un brulicare continuo di persone, voci che si intrecciano nei corridoi, giovani volontari che corrono tra una sala e l’altra con gli occhi pieni di entusiasmo. È qui che si incontrano storie diverse, esperienze lontane, ma la stessa passione per il mondo del bar e dell’ospitalità. E tra questi volti nuovi, ce n’è uno che cattura l’attenzione: una ragazza romana, alla sua prima esperienza nazionale, finalista di sezione e con una calma un po’ emozionata che la rende subito simpatica.

Chi è Marta Valentini, giovane barlady tra lavoro e università

Marta Valentini ha diciotto anni, viene da Roma, ha studiato al liceo professionale Istituto Amerigo Vespucc, e oggi lavora come commis al Bistrot del Bulgari Hotel Roma. La mattina frequenta l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, indirizzo turismo enogastronomico. Insomma, una di quelle ragazze che hanno deciso presto che la ristorazione non è un ripiego, ma una strada vera. Quando le si chiede perché, così giovane, sogni di diventare barlady, non ha dubbi: per lei il bar è libertà. «Libertà di esprimersi, di creare, di stare in mezzo alle persone in modo diverso rispetto ad altri ruoli di sala. È un ambiente più aperto, più nelle mie corde», racconta. Un posto dove la creatività non è una prassi, ma una parte del lavoro quotidiano, fatto di routine ma anche di tanto “problem solving”. E forse è proprio questo che colpisce: l’idea che dietro una professione ci sia personalità e dietro un cocktail ci sia un’identità, non solo una ricetta.

Marta Valentini, 18 anni e una passione: il bar come libertà creativa

Marta Valentini, giovane barlady romana e finalista al Convegno Nazionale A.B.I. Professional di Saint-Vincent

Il valore delle associazioni professionali per i giovani bartender

Sul tema delle associazioni, Marta sorprende per lucidità. Le vede come un ponte: tra regioni, culture, modi diversi di vivere il lavoro. «Ti permettono di conoscere persone fuori dalla tua realtà», dice. «Prima le avevo vissute solo attraverso la scuola; ora, al mio primo Nazionale, mi rendo conto che dietro Abi Professional c’è una comunità vera, un grande gruppo, molto unito». Parole semplici, ma che raccontano bene cosa succede quando si esce dal proprio contesto e ci si misura con una rete più ampia. C’è poi il ricordo di un incontro che le ha lasciato il segno: quello con Carmine Mattia Perciballi. Al suo primo concorso, l’ha aiutata a sciogliere la tensione, parlandole al microfono, facendola sentire a suo agio. «Ci ha tranquillizzate, ci ha fatto parlare mentre gareggiavamo. È stato davvero carinissimo». A volte basta una persona così per cambiare il modo in cui vivi un momento di paura: non sparisce l’ansia, ma diventa gestibile.

Social media e intelligenza artificiale: la visione della nuova generazione

Chiediamo a Marta: se fosse presidente dell’associazione, cosa farebbe? «Investirei tutto sui social. Non per moda, ma per necessità: i giovani hanno bisogno di vedere che esistono gruppi così, pieni di energia. La visibilità come scintilla» continua Marta «quella che ti fa pensare “ok, posso provarci anch’io”, anche se non sai come andrà». Sui social vede luci e ombre: da una parte l’opportunità di farsi conoscere e di incontrare persone da tutto il mondo, dall’altra il peso di chi non accetta la tua passione e prova a smontartela. Quanto all’intelligenza artificiale, Marta è curiosa ma prudente: «la sento ancora non del tutto precisa. Può essere un aiuto, sì, ma non una scorciatoia magica».

Marta Valentini, 18 anni e una passione: il bar come libertà creativa

Marta Valentini durante la sua esperienza al Convegno Nazionale A.B.I. Professional

Rosso Relativo: il cocktail di Marta Valentini tra squadra e creatività

Il cuore dell’emozione, però, arriva quando racconta il cocktail con cui ha gareggiato. Si chiama Rosso Relativo ed è un mix di Campari, pompelmo rosa, sciroppo di zucchero e Prosecco. Dietro la ricetta c’è una storia di squadra: un’idea nata con i colleghi dell’hotel, «la mia azienda come una famiglia». Portare quel cocktail in gara è stato come portare con un pezzo delle persone che lavorano con lei ogni giorno. Anche gli ingredienti parlano: il Campari non è il suo preferito, ma è amato da chi le sta vicino. Il pompelmo gli freschezza, lo zucchero mitiga l’amertume e il Prosecco (Bertaldo) gli quella nota di leggerezza un po’ frivola. Un gesto di compromesso affettivo, più che di gusto. E poi c’è il rosmarino in decorazione, che richiama le note erbacee del Campari, a chiudere il cerchio.

Marta Valentini, 18 anni e una passione: il bar come libertà creativa

Marta Valentini durante la preparazione del cocktail “Rosso Relativo” al Convegno Nazionale Abi Professional

Una giovane barlady tra emozione e desiderio di migliorare

Marta non si definisce sicura di sé. Anzi, dice di partire sempre un po’ demoralizzata, con la sensazione di “potevo fare meglio”. Ma forse è proprio questa inquietudine gentile a renderla interessante: quella voglia di migliorare che non si spegne nemmeno dopo una buona prova. In mezzo al via vai del Convegno Nazionale Abi Professional, tra badge, strette di mano e sogni in controluce, storie come la sua ricordano perché questi incontri contano: non solo per decidere il futuro di un’associazione, ma per accendere quello di chi, timidamente, sta iniziando a costruirsi un futuro dietro un bancone.

Ringraziamo Marta e le chiediamo di ricordarci questo suo Rosso Relativo, un ottimo aperitivo sparkling, ed ecco la ricetta completa:

30 ml Bitter Campari
60 ml Prosecco Bertaldo
25 ml Succo pompelmo
15 ml Sciroppo di zucchero Fabbri

Shakerare Campari, pompelmo e zucchero, poi versare in un ampio bicchiere da vino colmandolo con il prosecco. Una leggera mescolata e il drink prende subito un colore rosso chiaro, con un sentore agrumato che ben si sposa con il gambo di rosmarino messo a decorare.

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