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“Pizza napoletana 100% made in Campania”: il progetto Avpn sulla tracciabilità

Coinvolte 16 pizzerie tra Italia ed estero in un percorso che introduce un sistema digitale basato su QR Code, attraverso cui il cliente può consultare in tempo reale provenienza, produttori e caratteristiche degli ingredienti utilizzati. Un modello che valorizza piccoli produttori campani e costruisce una filiera verificabile, rafforzando il legame tra territorio, pizzaioli e consumatori

Antonio Pace
di Antonio Pace
Presidente Associazione Verace Pizza Napoletana
16 aprile 2026 | 11:06
“Pizza napoletana 100% made in Campania”: il progetto Avpn sulla tracciabilità

La pizza napoletana da sempre racconta una storia di genuinità, territorialità e di materie prime d’eccellenza che dialogano tra loro su un disco di pasta che porta con sé tutta la storia di Napoli, dei suoi vicoli, della sua tradizione. Oggi questa storia diventa tracciabile con "Pizza napoletana 100% made in Campania", un progetto pilota promosso dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania che noi di Avpn abbiamo firmato insieme ad altre realtà del settore. Si tratta di un’iniziativa ambiziosa che vuole trasformare la pizza nel veicolo più potente per valorizzare il paniere di eccellenze agroalimentari regionali.

Una filiera certificata che mette al centro il territorio

Non una semplice etichetta ma una vera rivoluzione di trasparenza, un impegno concreto da parte dei pizzaioli di raccontare ogni ingrediente, parte fondamentale dell’identità culinaria campana. Sono già coinvolte 16 pizzerie Avpn, tra le prime certificate nomi simbolo come Giovanni Grimaldi e la Notizia di Enzo Coccia, spaziando da Napoli all’hinterland campano fino al Nord Italia, ma anche all’estero con la pizzeria Zielona Górka in Polonia, Pizzeria Neapolitan Pizza Truck in Georgia e Song 'e Napule a New York.

Dalla tradizione alla tracciabilità: il valore degli ingredienti

Il progetto prevede dieci pizze della tradizione, dalla Margherita alla Marinara, fino alla Cosacca e altri grandi classici, da realizzare esclusivamente con 25 tra i prodotti più rappresentativi della tradizione campana, frutto del lavoro e dell’esperienza di piccoli produttori locali. Tra questi ovviamente immancabili la mozzarella di Bufala Dop, il San Marzano, il piennolo del Vesuvio, il provolone del Monaco e le alici di Cetara ma anche spazio alle altre produzioni d’eccellenza come l’origano Matese, il pomodoro Cannellino Flegreo, il Pecorino bagnolese tipico dell’Irpinia e le olive CaiatineSarà un QR Code presente sul menu delle pizzerie certificate a dare la possibilità al cliente di scoprire in tempo reale l’intera filiera tracciata dalla piattaforma Authentico, partner tecnico del progetto, garantendo così trasparenza dal campo al forno, fino alla tavola.

Il progetto prevede 10 pizze tradizionali con 25 prodotti campani
Il progetto prevede 10 pizze tradizionali con 25 prodotti campani

Il messaggio è chiaro: oggi più che mai è fondamentale tutelare e valorizzare l’identità della pizza e i primi a farlo sono i pizzaioli, anche di altri continenti ma comunque fedeli alla tradizione e ai prodotti partenopei. Un progetto che l’associazione ha presentato e continuerà a presentare su alcuni dei palcoscenici più importanti del settore, dal Pizza Expo di Las Vegas, al TuttoFood di Milano e l’Alimentaria di Barcellona, consolidando il suo ruolo di ponte tra il territorio campano e il resto del mondo, capace di divulgare e difendere l’artigianalità del gesto e la provenienza degli ingredienti in tutte le sue pizzerie affiliate, contribuendo così a sensibilizzazione il consumatore del terzo millennio sulla qualità e l’origine del prodotto.

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