Andrea Catalano si racconta così: «sono figlio d’arte, alla terza generazione di ristoratori e chef. Prima nonno Andrea e poi papà Ignazio che è il mio maestro di cucina. Con lui ho cominciato all’età di 10 anni. “Pa’ oggi vengo con te a lavorare", gli dissi quasi per scherzo. Lui mi rispose “e vieni”. Da lì è cominciato tutto! Poi diverse esperienze in strutture tutte di livello (5 stelle, eventi, matrimoni) e corsi di formazione. Ma in generale tanto, ma tanto duro lavoro. Insomma la gavetta di una volta. Infine, nel 2017, ho aperto Dissapore Ristorante a Carovigno (Br) e nel 2025 abbiamo preso la nostra prima stella Michelin».
Andrea Catalano, chef di Dissapore Ristorante a Carovigno (Br)
Formazione, esperienze e visione della cucina contemporanea
Catalano, nella cucina di famiglia, ha ricoperto tutti i ruoli possibili. Dapprima nei ritagli di tempo e poi come professione. Nel mezzo anche un corso di specializzazione all’Accademia Gualtiero Marchesi. Andrea è curioso per natura e ama sperimentare. Crede che la cucina sia il luogo migliore per esprimere la propria crescita. Un luogo sempre in evoluzione nel quale cogliere slanci, ispirazioni e trasformarli in piatti. Una cucina contemporanea, creativa e fedelmente classica basata su prodotti artigianali locali ma anche internazionali. Sostenuta dal desiderio di servire in tavola soltanto preparazioni elaborate in loco.
Allievo in viaggio di Andrea Catalano: seppia di Porto Santo Spirito, cacioricotta, zuppa e caviale
Dissapore Ristorante nel centro storico di Carovigno
Il ristorante a Carovigno è situato nel centro storico. Ormai sono passati 10 anni dall’apertura, quasi per scommessa. Oggi, lui e il suo staff possono essere orgogliosi della qualità della clientela locale, pugliese e internazionale che arriva qui, in provincia di Brindisi, spinta dalla classe e dall’accoglienza del luogo, una clientela che ritorna perché la cucina e la sala hanno soddisfatto le sue aspettative.
La sala di Dissapore Ristorante a Carovigno (Br)
In sala c’è Franca, moglie e collaboratrice in perfetta sintonia con le proposte delle vivande e con il pensiero di Andrea. Ma in continuo e divertente dissapore - da qui l’originale nome del ristorante - che scatena un ‘tira e molla’ molto apprezzato. Un dissapore che si evidenzia nei piccoli dettagli e dà modo al cliente di entrare nell’intimità degli abbinamenti fra materie prime ‘discordanti’ che, nel dissapore appunto, creano armonia e nuovi gusti da tenere a mente. I numerosi ospiti qui conoscono un’altra faccia della cultura gastronomica pugliese, al limite del gusto fino adesso conosciuto. Un’esperienza da fare e per la quale tornare.
Botta e risposta con Andrea Catalano
Da bambino cosa sognavi di diventare?
Un cuoco come mio padre
Il primo sapore che ti ricordi.
Il sapore della pizza Margherita.
Qual è il senso più importante?
Tutti i 5 sensi.
Il piatto più difficile che tu abbia mai realizzato.
Non c’è un piatto in particolare.
Come hai speso il primo stipendio?
Ho comprato il mio primo telefonino cellulare.
Quali sono i tre piatti che nella vita non si può assolutamente fare a meno di provare?
Pizza, pasta al pomodoro, millefoglie.
Cosa non manca mai nel frigo di casa tua?
Pomodoro e Parmigiano Reggiano.
Qual è il tuo cibo consolatorio?
Spaghetti olio extravergine e Parmigiano Reggiano.
Che rapporto hai con le tecnologie?
Buono ma non è un problema se non ci sono.
All’Inferno ti obbligano a mangiare sempre un piatto: quale?
La pizza.
Chi inviteresti alla cena dei tuoi sogni?
Mia madre.
Quale quadro o opera d’arte rappresenta meglio la tua cucina?
Troppo difficile, l’arte è creazione e percezione troppo singolari e personali.
Se la tua cucina fosse una canzone quale sarebbe?
Nona Sinfonia di Beethoven.
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