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Dalla cucina alla sala: oggi il lusso dell’Horeca è prevenire errori, frodi e improvvisazioni

Con la Legge n. 75/2026 i reati agroalimentari entrano nel perimetro del D.lgs. 231/2001, estendendo la responsabilità anche a ristoranti, hotel e wine bar. Diventa centrale il Risk Assessment: mappare acquisti, cucina, magazzino e sala per individuare le vulnerabilità. Tracciabilità, menu e fornitori diventano punti critici di responsabilità aziendale e legale

Salvatore Schiavone
di Salvatore Schiavone
26 maggio 2026 | 11:41
Dalla cucina alla sala: oggi il lusso dell’Horeca è prevenire errori, frodi e improvvisazioni

C’è una scena cult di “Wall Street (1987)” del regista “Oliver Stone”, in cui Gordon Gekko passa al setaccio i bilanci delle aziende che vuole conquistare. Non guarda i successi. Cerca le crepe. Cerca il punto esatto in cui il sistema diventa vulnerabile. Oggi il mondo Horeca deve fare esattamente lo stesso esercizio, ma al contrario: non per attaccare, bensì per difendersi. Con l’entrata in vigore della Legge n. 75/2026, il rischio alimentare non riguarda più soltanto la qualità del piatto o la reputazione del locale. La nuova normativa inserisce infatti i reati agroalimentari nel perimetro del D.lgs. 231/2001, estendendo la responsabilità amministrativa anche alle società della ristorazione e dell’ospitalità. Tradotto in termini pratici: se all’interno di un ristorante, hotel o wine bar viene commessa una frode alimentare, l’azienda può subire sanzioni economiche rilevanti, misure interdittive e danni reputazionali capaci di compromettere il valore stesso dell’attività. Ecco perché il primo vero passo operativo non è acquistare nuove attrezzature o rifare il menu, ma eseguire un Risk Assessment: una mappatura concreta dei punti vulnerabili della struttura.

Nel film “Wall Street” il protagonista cerca le crepe nelle aziende da acquistare: lo stesso, ma per difendersi, deve fare il mondo Horeca
Nel film “Wall Street” il protagonista cerca le crepe nelle aziende da acquistare: lo stesso, ma per difendersi, deve fare il mondo Horeca

Dove si nasconde oggi il rischio in un’attività Horeca

Nel settore dell’ospitalità il rischio non nasce quasi mai da un grande complotto. Nasce spesso da una leggerezza quotidiana, da una sostituzione improvvisata, da una dicitura scritta male o da una fornitura accettata troppo velocemente durante il servizio.

La nuova normativa sposta quindi l’attenzione su tutta la filiera interna del locale:

  • acquisti;
  • stoccaggio;
  • cucina;
  • comunicazione al cliente;
  • tracciabilità;
  • formazione del personale.

Mappare il rischio significa analizzare il percorso della materia prima dal momento dello scarico fino all’arrivo al tavolo.

Le quattro aree più esposte ai controlli

  1. L’area acquisti: il rischio del “prezzo troppo conveniente” - Il primo campanello d’allarme è il food cost esasperato. Acquistare prodotti da canali paralleli o accettare merci con etichette ambigue può esporre il locale a contestazioni su provenienza, autenticità e tracciabilità. Nel nuovo scenario normativo il risparmio immediato può trasformarsi rapidamente in un costo enorme.
  2. Magazzino e celle frigorifere: la tracciabilità invisibile - La riforma rafforza il concetto di responsabilità sulla detenzione dei prodotti. Una merce priva di corretta identificazione, con lotto mancante o etichettatura alterata, può diventare un problema anche prima della somministrazione. Per questo magazzini, dispense e celle frigorifere diventano oggi aree strategiche di controllo.
  3. La cucina: la sostituzione “temporanea” che diventa illecito - È probabilmente il punto più delicato dell’intero sistema. Cosa accade se durante il servizio termina un ingrediente Dop e viene sostituito rapidamente con un prodotto generico senza aggiornare il menu o informare la sala? Nel nuovo impianto normativo quella che per anni è stata considerata una “soluzione pratica” rischia di essere interpretata come una frode alimentare o un utilizzo di segni mendaci.
  4. Sala e menu: il peso giuridico delle parole - La comunicazione gastronomica entra definitivamente nell’area della responsabilità.

Magazzino e celle frigorifere sono tra gli ambienti che saranno più esposte a controlli
Magazzino e celle frigorifere sono tra gli ambienti che saranno più esposte a controlli

Espressioni come:

  • “nostrano”;
  • “artigianale”;
  • “fatto in casa”;
  • “tipo”;
  • “stile”;
  • “gusto Dop”

non possono più vivere in una zona grigia narrativa. Ogni richiamo territoriale o qualitativo deve essere coerente con documenti, fatture e reale provenienza del prodotto.

Il primo documento da costruire: la matrice dei rischi

Ogni struttura Horeca dovrebbe iniziare a predisporre una vera e propria matrice interna del rischio alimentare, indicando:

  • le attività più esposte;
  • i soggetti responsabili;
  • i controlli già esistenti;
  • le eventuali criticità;
  • le procedure correttive.

Non si tratta soltanto di burocrazia. È il passaggio che trasforma la gestione del cibo in governance aziendale. Per anni la competitività si è giocata soprattutto sul marketing, sull’estetica del piatto e sullo storytelling. Oggi la differenza la farà soprattutto chi saprà dimostrare autenticità, controllo e trasparenza. Proprio come Gordon Gekko, anche il ristoratore deve imparare a cercare le crepe del proprio sistema. Con una differenza fondamentale: individuarle prima che lo facciano gli ispettori.

Wm Crociera

L'autore tiene a precisare che il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e divulgative e non costituisce consulenza legale o professionale. Per l’adeguamento ai modelli organizzativi ex D.lgs. 231/2001 e alla normativa agroalimentare si raccomanda di avvalersi del supporto di professionisti qualificati. I riferimenti cinematografici e le eventuali immagini illustrative sono utilizzati esclusivamente a fini di commento culturale, critica cinematografica e approfondimento giornalistico.

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