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«Buon appetito» si può dire oppure no? Cosa cambia davvero e cosa dice il galateo

«Buon appetito» è una delle espressioni più usate a tavola, ma secondo il galateo non sarebbe sempre appropriata. Dalle regole dell’etichetta francese fino alle abitudini moderne nei ristoranti e nelle case italiane, il dibattito resta aperto. Oggi tutto dipende dal contesto, dal tono e dal tipo di ospitalità che si vuole creare durante il servizio o un semplice pranzo tra amici

Antonio Rotondaro
di Antonio Rotondaro
Vicepresidente nazionale Amira
27 maggio 2026 | 15:03
RIVISTA - «Buon appetito» si può dire oppure no? Cosa cambia davvero e cosa dice il galateo

La frase «Buon appetito!» è tra le più comuni nei contesti di ristorazione e convivialità. Un augurio semplice, diretto, usato quotidianamente. Ma è davvero corretto dirlo? Oppure, come sostiene qualcuno, andrebbe evitato secondo il galateo? Dire «buon appetito» significa augurare che il pasto sia gradito, che si mangi con piacere. È un gesto di cortesia, quasi affettuoso, che sottolinea la condivisione del momento a tavola.

Perché il galateo ha sempre guardato con diffidenza a questa espressione

Cosa dice il galateo? Quello tradizionale (soprattutto quello francese, da cui derivano molte regole di etichetta) suggerisce di non dirlo, perché a tavola non si parla di bisogni fisiologici, come la fame o l'appetito. Secondo questa visione si mangia per piacere, non per necessità, e quindi l’espressione sarebbe fuori luogo.

Non sempre è corretto dire «buon appetito»: in un contesto molto formale sarebbe meglio evitarlo
Non sempre è corretto dire «buon appetito»: in un contesto molto formale sarebbe meglio evitarlo

Tuttavia, nella cultura italiana moderna questa regola è stata ampiamente superata. “Buon appetito” è visto come un segno di educazione e accoglienza, soprattutto in ambito familiare.

Al ristorante si dice ancora «buon appetito»? Le regole della sala oggi

E nei ristoranti? Molti professionisti della sala scelgono di non usare “buon appetito” in contesti formali o di alto livello, preferendo frasi più neutre come: prego, buon pranzo/cena, buona degustazione, buon proseguimento. Tuttavia, in contesti più informali, dire “buon appetito” non è affatto scorretto e, anzi, può contribuire a creare un clima più cordiale e rilassato.

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In conclusione, dire “buon appetito” non è sbagliato, ma va contestualizzato. In casa, tra amici o in locali informali, è un gesto gentile e gradito. In ambienti più raffinati, si può optare per espressioni più eleganti. Come sempre nell’ospitalità, la regola d’oro è capire chi si ha davanti e adattare linguaggio e tono con discrezione e sensibilità.

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