Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
mercoledì 08 luglio 2026 | aggiornato alle 20:55| 120241 articoli in archivio

da varese

Alice Pedrinelli è la nuova miglior sommelier di Ais Lombardia

Guido Gabaldi
di Guido Gabaldi
08 luglio 2026 | 18:27

Giornata da leoni, il 7 luglio, per Ais Lombardia e i suoi soci: in occasione dell'anniversario della nascita dell'Associazione italiana sommelier (61 anni), Ais Lombardia ha organizzato una giornata piena di appuntamenti, all'insegna della convivialità e dell'approfondimento. Presso le sale dell'hotel “The Westin Palace” di Milano, i wine lovers hanno potuto saltare da un applauso all'altro e da un calice all'altro, dividendosi tra il concorso per la scelta del miglior sommelier di Lombardia e il banco d'assaggio con oltre 1.000 presenze registrate, che ha consentito di degustare i vini di più di 200 cantine provenienti da tutta Italia. Per chiudere in bellezza, in serata ha preso vita una masterclass guidata dal docente e scrittore Armando Castagno, con protagonista il Verdicchio dei Castelli di Jesi. È stata la giovanissima Alice Pedrinelli di Ais Varese ad aggiudicarsi il titolo di miglior sommelier di Lombardia.

Alice Pedrinelli è la nuova miglior sommelier di Ais Lombardia

Alice Pedrinelli ha conquistato il titolo di miglior sommelier di Ais Lombardia

Nata a Varese, laureata in Hospitality Management a Losanna, Alice Pedrinelli lavora nel ristorante di famiglia Da Venanzio a Induno Olona, come responsabile di sala e cantina. «L'amore per il vino - racconta Alice - è nato all'università, dopo aver sostenuto l'esame di enologia. A quel punto ho cominciato a degustare alla cieca con un gruppo di amici. I miei obiettivi? Completare il percorso Wset (Wine & spirit education trust), e difatti a ottobre sosterrò l'ultimo esame con la presentazione della tesi. Dopo voglio continuare a studiare e a fare concorsi, mantenendomi sempre allenata». Per assaporare fino in fondo la premiazione e l'evento ci siamo fatti dare da Hosam Eldin Abou Eleyoun, presidente di Ais Lombardia, qualche dritta sulle novità interne che hanno fatto discutere, e poi deliberare, i soci di Ais.

Intervista a Hosam Eldin Abou Eleyoun

Hosam Eldin Abou Eleyoun, presidente di Ais Lombardia
Presidente, a marzo 2026 è stato approvato il nuovo Statuto che ha sancito l’ingresso dell'associazione nel Registro unico nazionale del terzo settore come Ets. Perché è stato tanto importante questo passaggio?

Gli Ets (Enti del terzo settore) sono organizzazioni private senza scopo di lucro che perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Siamo iscritti, per questo motivo, a un Registro unico nazionale: ora facciamo in forma ufficiale, e con il riconoscimento dello Stato, attività che da tempo ci qualificavano come servizio a beneficio della collettività. Tra i tanti esempi, posso citare l'iniziativa presa in collaborazione con la Fondazione Tavecchio Onlus: aiutare le persone diversamente abili a mettere in piedi un vigneto sperimentale all'interno della città di Monza. Per fare in modo che chi, per ignoranza o discriminazione sociale, si sente quotidianamente messo da parte possa assumere un ruolo da protagonista e diventare un punto di riferimento per i suoi concittadini

Tornando ora al core business, ossia al vino: come è cambiata negli ultimi tempi la percezione del consumatore rispetto a questa bevanda millenaria?

La gente tende a consumare meno vino: dobbiamo tutti chiederci perché e dove si va a finire, se il trend continua. Il mood è cambiato, un po' per l’attenzione maniacale alla salute, un po' perché le bevande concorrenti e analcoliche stanno vivendo un momento di successo. E qui l'Ais e i suoi sommelier si devono giocare le carte che hanno in mano: chi frequenta i nostri corsi deve essere in grado di comunicare in modo professionale, senza enfasi, i segreti e la bellezza di un comparto produttivo che nel 2025 ha fatto registrare, in Italia, un fatturato complessivo di 14 miliardi di euro. Tutti i giorni ci sforziamo di raggiungere questo obiettivo: scegliere con competenza, comunicare incisivamente, togliendoci la divisa da sommelier e vestendo i panni del consumatore o del ristoratore, se necessario

C'è un problema di abbassamento dei livelli di qualità nel mondo del vino?

In Italia direi proprio di no, la qualità in media è più alta rispetto a un passato in cui si bevevano vini mediocri o addirittura pastorizzati, senza neanche rendersene conto. Oggi ci sono più controlli, il consumatore è mediamente più preparato, vendere un vino pessimo è più difficile. Il nostro compito, come associazione di sommelier, è quello di assaggiare, selezionare, studiare i migliori prodotti della terra e coinvolgere gli altri, essere entusiasti noi per far entusiasmare gli altri, trovare strade nuove per avvicinare chi fino a ieri non beveva vino e attrarre le nuove generazioni

© Riproduzione riservata