Ingredienti
-
Caciocavallo o provola fresca 600 g
-
Cipolle ramate medie 3 n
-
Passata di pomodoro 400 g
-
Cucchiai di olio extravergine d’oliva 3 n
-
Ciuffo di prezzemolo fresco tritato 1 n
-
Acqua 200 ml
-
Sale qb
-
Pepe nero macinato qb
-
Pane casereccio qb
Ncancarancà (che significa “mettere un punto”: un’espressione che allude alla necessità di accontentarsi di ciò che era disponibile in casa, trasformando ingredienti essenziali in un pasto completo e appaganti): una antica zuppa a base di pomodoro e formaggio, frequentea nelle case dei pescatori di Sciacca, in provincia di Agrigento; un piatto povero ma ricco di gusto, un’autentica dimostrazione dell’arte di arrangiarsi di una volta.
Preparazione
1) Tagliate a fettine i 600 gr di caciocavallo o provola fresca (ma a temperatura ambiente)
2) Sbucciate, lavate e affettate sottilmente (preferibilmente con una mandolina) tre di cipolle ramate medie
3) In un tegame, scaldate circa 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva e fate imbiondire le cipolle a fiamma media, quindi aggiungete 400 gr passata di pomodoro, un ciuffo di il prezzemolo tritato e sale
4) A questo punto aggiungete 200 gr di acqua e il formaggio già tagliato, per proseguire la cottura a fuoco lentissimo, mescolando spesso fino a quando il formaggio si amalgama completamente al pomodoro e il colore diventa più chiaro, quasi rosato, segno che la zuppa ha raggiunto la sua consistenza caratteristica
5) La Ncancarancà si serve calda, completata con una spolverata di pepe nero macinato fresco o peperoncino, secondo il gusto personale
Tradizionalmente viene accompagnata da pane casereccio abbrustolito, elemento essenziale per raccogliere la crema e prolungare il piacere del piatto.