La salute, si sa, passa anche dalla tavola. Non sorprende, quindi, che nel mondo dell’alimentazione esistano da sempre numerosi detti popolari, spesso ripetutici dai nonni. Tra quelli che circolano ancora oggi, alcuni - per quanto antichi e apparentemente superati - nascondono verità che trovano riscontro anche nelle più recenti ricerche scientifiche. Analizziamo cinque tra le credenze alimentari più diffuse con il supporto dell’équipe di dietisti di Humanitas.

Quando i nonni avevano ragione: cinque detti alimentari alla prova della scienza
1. Una mela al giorno toglie il medico di torno
È probabilmente il proverbio alimentare più famoso di tutti. E, a ben vedere, uno dei più solidi. La mela, spesso identificata come “frutto proibito”, è in realtà un alimento da cui non c’è motivo di tenersi alla larga. Anzi. Le sue proprietà benefiche sono ampiamente documentate: è un frutto depurativo e diuretico, grazie all’elevato contenuto di potassio, e svolge un’importante azione regolatrice sull’intestino. Le fibre solubili e insolubili aiutano infatti sia in caso di stitichezza sia di diarrea, grazie alla presenza di pectine e tannini dalle proprietà astringenti e protettive. Non a caso, la mela grattugiata è da tempo consigliata anche nell’alimentazione infantile in caso di disturbi intestinali. Benefici anche per la salute orale: l’acido ossalico contenuto nella mela contribuisce a pulire i denti, a sbiancarli e a massaggiare le gengive.
Dal punto di vista nutrizionale, è inoltre un’alleata preziosa per chi segue una dieta ipocalorica: composta per circa l’87% da acqua e ricca di fibre, aumenta il senso di sazietà e aiuta a controllare la fame. Non mancano i vantaggi sul fronte cardiovascolare. La presenza di vitamina PP contribuisce a regolare la permeabilità dei capillari e dei vasi linfatici, con un possibile effetto preventivo su patologie come aterosclerosi e infarto. I flavonoidi svolgono un’importante azione antiossidante, contrastando i radicali liberi e l’invecchiamento cellulare, mentre i fitosteroli presenti nella polpa aiutano a ridurre l’assorbimento del colesterolo alimentare, abbassando i livelli di Ldl nel sangue. Alcuni studi suggeriscono inoltre che il consumo regolare di mele - in particolare due al giorno - possa avere un ruolo protettivo nei confronti del tumore gastrico, grazie alla presenza di potenti antiossidanti come catechina e acido clorogenico, soprattutto nella varietà Annurca.
2. Buon vino fa buon sangue
Il proverbio non va preso alla lettera, ma qualcosa di vero c’è. Un bicchiere di vino non cura malattie gravi né sostituisce terapie mediche, ma un consumo consapevole e moderato - preferibilmente durante i pasti - può contribuire alla prevenzione di diverse patologie. La ricerca ha evidenziato in particolare il ruolo del resveratrolo, una sostanza presente soprattutto nel vino rosso. Questo composto è in grado di inibire alcuni enzimi coinvolti nei processi infiammatori e tumorali, contribuendo a rallentare l’invecchiamento cellulare. Il resveratrolo sembra inoltre svolgere un’azione protettiva nei confronti dell’osteoporosi, soprattutto nelle donne in menopausa. Resta fondamentale il concetto di moderazione: l’abuso di alcol annulla qualsiasi beneficio e comporta rischi significativi per la salute.
3. In vino veritas
L’origine di questo detto è legata all’effetto dell’alcol sul sistema nervoso. Quando si beve più del dovuto, i freni inibitori si allentano e diventa più facile esprimere pensieri e opinioni che normalmente resterebbero inespressi. Già nell’antichità si attribuiva al vino una funzione “liberatoria”, capace di sciogliere tensioni e convenzioni sociali. In alcune culture, persino le decisioni più importanti venivano discusse dopo aver bevuto, per poi essere rivalutate a mente lucida il giorno successivo. Questo, però, non giustifica l’eccesso: le bevande alcoliche apportano non solo alcol, ma anche zuccheri e calorie, e un consumo smodato può avere conseguenze negative sia sul piano fisico sia su quello comportamentale.
4. La malva tutti i mali calma
La malva è una pianta erbacea perenne conosciuta da secoli per le sue virtù lenitive. La varietà più utilizzata in ambito terapeutico è la malva sylvestris, spesso definita “omnimorbia”, ovvero rimedio per molti disturbi. Sotto forma di infuso o impacco, la malva è utile in caso di mucose irritate, gengive sanguinanti, congiuntiviti, foruncoli, emorroidi, scottature, prurito e infiammazioni cutanee. Bevuta come tisana, può aiutare in presenza di bronchiti con catarro, spasmi e infiammazioni gastrointestinali. Grazie al contenuto di mucillagini, esercita anche una lieve azione lassativa, risultando adatta persino nei disturbi intestinali dei lattanti. È considerata una pianta sicura e, ad oggi, non sono stati evidenziati effetti tossici sull’organismo.
5. La salvia ti salva
Già il nome lo suggerisce: “salvia” deriva dal latino salus, ovvero salute. Utilizzata fin dall’antichità come pianta medicinale, la salvia è originaria dell’area mediterranea e conta centinaia di specie. Le sue proprietà derivano principalmente dalla presenza di flavonoidi e tannini, sostanze con azione antiossidante, antiaggregante e ipocolesterolemizzante. La salvia contribuisce a mantenere il sangue fluido, a contrastare i radicali liberi e a ridurre i livelli di colesterolo Ldl. Secondo la letteratura scientifica, svolge inoltre un’azione antisettica, antispasmodica, antisudorifera, diuretica, ipoglicemizzante ed emmenagoga. È quindi utile in caso di infezioni del cavo orale e delle vie respiratorie, disturbi digestivi, diarrea, dermatiti, nervosismo e sintomi della menopausa. Come tutti i rimedi erboristici, però, va usata con cautela: è sconsigliata in gravidanza, non va assunta a lungo o in dosi elevate e risulta controindicata in caso di epilessia e ipertensione, a causa della presenza di sostanze potenzialmente tossiche.