Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
martedì 10 febbraio 2026 | aggiornato alle 11:44| 117306 articoli in archivio

giramenti

Capogiri, lo sai che saltare la pausa pranzo è una delle tante cause?

di Redazione Italia a Tavola
10 febbraio 2026 | 07:30

C’è un momento, a metà giornata, in cui tutto sembra correre più veloce: le mail che si accumulano, le riunioni che si allungano, il telefono che vibra senza sosta. E così il pranzo scivola via, rimandato a “dopo”, o ridotto a un caffè bevuto in piedi. Finché, all’improvviso, arriva quella sensazione strana: la testa leggera, le gambe molli, un lieve giramento che costringe a fermarsi. Non è un caso. Saltare la pausa pranzo, o mangiare troppo poco durante una giornata intensa, è una delle cause più frequenti dei capogiri.

Capogiri, lo sai che saltare la pausa pranzo è una delle tante cause?

Cosa sapere sui capogiri

Quando il corpo resta senza carburante

Lo spiegano anche i professionisti di Humanitas Salute: in molti casi il problema è l’ipoglicemia, cioè un abbassamento dei livelli di zuccheri nel sangue. Il corpo, privato del carburante, manda segnali chiari. Capogiro, senso di svenimento, sudorazione fredda. In queste situazioni, bere acqua zuccherata o un succo di frutta può essere sufficiente a rimettere in equilibrio la glicemia e far passare il disturbo. È una soluzione semplice, quasi banale, ma efficace quando la causa è proprio il digiuno prolungato.

Il discorso cambia, però, per chi convive con il diabete. Gli stessi sintomi possono indicare sia un calo sia un eccesso di zuccheri nel sangue. Ecco perché, in questi casi, l’automisurazione della glicemia è un passaggio fondamentale prima di intervenire. Somministrare zuccheri senza controllo, quando il problema è l’iperglicemia, può peggiorare la situazione invece di risolverla. È uno di quegli esempi in cui ascoltare il corpo non basta: serve conoscere la propria condizione e agire con consapevolezza.

Capogiri: non sempre è colpa del pranzo

Detto questo, sarebbe un errore pensare che i capogiri dipendano sempre e solo da ciò che mangiamo - o non mangiamo. La sensazione di testa che gira o di svenimento non va mai liquidata con superficialità, soprattutto se si presenta spesso o in modo improvviso. Tra le cause ci sono problemi dell’equilibrio (come la labirintitedisturbi della pressione, allergie, artrosi cervicale e cervicalgia. In alcuni casi, più rari ma seri, il capogiro può essere legato a una riduzione transitoria del flusso sanguigno al cervello, il cosiddetto Tia, che richiede un intervento medico immediato. Sono condizioni che non si risolvono da sole e che chiedono una diagnosi precisa.

Ritmi sballati, disidratazione e stress quotidiano

Nella vita di tutti i giorni, però, molte situazioni si giocano sullo stile di vita. Disidratazione, pasti irregolari, orari che saltano, stress costante. Il corpo è meno indulgente di quanto pensiamo e prima o poi presenta il conto. Da qui l’importanza di tornare a dare valore a gesti semplici, come fermarsi a mangiare davvero. Non serve un pranzo elaborato o abbondante, ma un pasto equilibrato, capace di garantire energia stabile nel corso delle ore. Un piatto di pasta, un cereale integrale, una fonte di proteine, verdure. Cibo vero, non improvvisato. Anche bere con regolarità fa la differenza. La disidratazione è una causa frequente di capogiri, soprattutto in ambienti caldi o durante giornate frenetiche in cui ci si dimentica del bicchiere d’acqua sulla scrivania. Allo stesso modo, alzarsi troppo in fretta, dormire poco, accumulare tensione nella zona cervicale sono fattori che possono favorire quella fastidiosa sensazione di instabilità.

Prevenzione e attenzione: i rimedi partono dal quotidiano

I rimedi, quando il problema non è legato a patologie specifiche, partono da qui: ascoltare i segnali, rallentare, mangiare con regolarità, bere, fare pause vere. E, se i capogiri si ripetono, non bisogna fare finta di niente. Un controllo medico chiarisce i dubbi e permette di intervenire nel modo giusto, evitando soluzioni fai-da-te.

© Riproduzione riservata