Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
lunedì 23 febbraio 2026 | aggiornato alle 11:32| 117565 articoli in archivio

borborigmi

Se lo stomaco brontola c’è un motivo scientifico (e non è sempre fame)

di Redazione Italia a Tavola
23 febbraio 2026 | 07:30

C’è un momento di silenzio perfetto in sala riunioni, qualcuno sta per parlare, tutti trattengono il fiato… e invece parla lo stomaco. Un gorgoglio netto, deciso, quasi teatrale. Chi lo possiede arrossisce, chi lo sente sorride, e lui - lo stomaco - continua imperterrito come se avesse preso la parola in assemblea. Succede a tutti, prima o poi. E dietro quel suono che sembra un piccolo terremoto addominale non c’è imbarazzo, bensì fisiologia allo stato puro.

Se lo stomaco brontola c’è un motivo scientifico (e non è sempre fame)

Quando lo stomaco “parla” c’è una ragione precisa: cosa succede dentro di noi

Quando il cervello accende lo stomaco

Per capire perché lo stomaco “brontolabisogna partire da lontano, cioè dal cervello. La digestione infatti non comincia quando mangiamo, ma molto prima. Come riportano gli esperti di Humanitas Salute, esiste una fase preparatoria chiamata fase cefalica, durante la quale basta pensare al cibo, sentirne l’odore o vederlo per attivare una cascata di segnali nervosi e ormonali. La corteccia cerebrale avvisa lo stomaco attraverso il nervo vago, e lo stomaco si mette al lavoro producendo succhi gastrici come se il pasto fosse già arrivato. È una sorta di prova generale digestiva. Il risultato, quando lo stomaco è vuoto, è il classico concerto di borborigmi: rumori prodotti dal movimento di liquidi e gas nel tratto gastrointestinale.

Il linguaggio dei borborigmi

Questi suoni sono più frequenti quando abbiamo fame, perché l’apparato digerente continua a contrarsi ritmicamente perripulirelo stomaco e l’intestino in attesa del prossimo pasto. Questo meccanismo si chiama complesso motorio migrante ed è una specie di ciclo di pulizia interna che si attiva proprio nei periodi di digiuno. Quando lo stomaco è pieno, infatti, l’attività è concentrata sulla digestione e i rumori tendono a diminuire; quando è vuoto, invece, l’intestino torna a muoversi con contrazioni più evidenti e sonore.

Cosa mangiamo (e beviamo) cambia il volume

Detto questo, la fame non è l’unica responsabile. Anche ciò che beviamo e mangiamo può amplificare il fenomeno. Le bevande gassate introducono aria nello stomaco e aumentano la probabilità di gorgoglii, soprattutto in contesti silenziosi dove ogni suono sembra amplificato. Lo stesso vale per alcuni alimenti che favoriscono fermentazione e produzione di gas, come legumi, cavoli, broccoli, cipolle, patate e carciofi. Non sono cibi da evitare in assoluto, anzi hanno un valore nutrizionale importante, però è utile conoscerne l’effetto se si prevede una situazione in cui il silenzio è d’obbligo.

Anche la frutta merita un discorso a parte. Consumata nel momento sbagliato può accentuare i processi fermentativi, soprattutto se ricca di zuccheri semplici come prugne o cachi, oppure se arriva subito dopo un pasto abbondante e ricco di grassi, quando la digestione procede più lentamente. Meglio scegliere varietà che aiutano il lavoro gastrico, come ananas o papaya, che contengono enzimi utili alla digestione delle proteine e tendono a ridurre la sensazione di pesantezza.

Piccoli trucchi per tenere a bada lo stomaco

Chi vuole limitare i borborigmi prima di un incontro importante può giocare d’anticipo con piccoli accorgimenti pratici. Evitare bibite frizzanti è un primo passo semplice. Mangiare qualcosa di leggero prima di uscire di casa - un cracker, ad esempio - può tenere a bada lo stomaco senza appesantire. La frutta secca, invece, in alcune persone favorisce l’aria intestinale e potrebbe peggiorare la situazione. Sono dettagli, ma fanno la differenza quando si cerca discrezione digestiva.

In realtà il messaggio che arriva dal nostro addome è piuttosto chiaro: il corpo comunica, sempre, anche quando preferiremmo il silenzio. Il brontolio non è un difetto, è un segnale. Indica che l’apparato digerente funziona, che i meccanismi nervosi e ormonali dialogano correttamente e che l’organismo si prepara a ricevere energia. In altre parole, è la prova che la macchina è accesa e pronta a ripartire. Così, la prossima volta che lo stomaco decide di intervenire durante una pausa silenziosa, conviene prenderla con filosofia. Non è maleducazione biologica, è fisiologia in diretta. E se proprio capita nel momento meno opportuno, si può sempre sorridere e dire la verità: non è imbarazzo, è solo il pranzo che bussa alla porta.

© Riproduzione riservata