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lo studio

Frutta, cacao e caffè: i polifenoli potrebbero rallentare l’invecchiamento biologico

di Redazione Italia a Tavola
13 maggio 2026 | 12:44

Una dieta ricca di polifenoli potrebbe contribuire a un invecchiamento biologico più sano. È quanto emerge da uno studio dell’Università di Navarra, in Spagna, presentato durante il Congresso europeo sull’obesità (Eco), che ha analizzato il rapporto tra alimentazione e lunghezza dei telomeri, le strutture poste alle estremità del Dna considerate uno degli indicatori dell’invecchiamento cellulare. Secondo i ricercatori, un maggiore consumo di polifenoli sarebbe associato a una minore probabilità di avere telomeri più corti, condizione spesso collegata a un aumento del rischio di deterioramento cellulare e sviluppo di malattie croniche.

Frutta, cacao e caffè: i polifenoli potrebbero rallentare l’invecchiamento biologico

Polifenoli, uno studio europeo collega la dieta all’età biologica

Frutta, caffè e cacao tra gli alimenti osservati

I polifenoli sono composti naturali presenti soprattutto negli alimenti vegetali e noti per le loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Si trovano in quantità significative nei frutti di bosco, nella frutta secca, nel cacao, nelle olive, nella soia, nel tè, nel caffè e nel vino rosso. Lo studio ha coinvolto 1.709 adulti, con campioni biologici raccolti tra il 2008 e il 2015 per monitorare la lunghezza dei telomeri nel tempo. Dall’analisi è emersa una relazione inversa tra consumo di polifenoli e presenza di telomeri corti. I partecipanti con l’assunzione più elevata di polifenoli presentavano infatti un rischio inferiore del 52% rispetto a quelli con il consumo più basso. Una correlazione che, secondo gli autori, suggerisce un possibile ruolo della dieta nella protezione dei meccanismi cellulari legati all’invecchiamento.

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Tra gli elementi osservati nello studio compare anche il consumo moderato di caffè. I ricercatori hanno rilevato che bere fino a una tazza al giorno sarebbe associato a un rischio inferiore del 26% di avere telomeri più corti. Anche la frutta mostra un legame significativo: il quarto dei partecipanti con il consumo più elevato presentava un rischio ridotto del 29%. L’associazione è risultata più evidente nei soggetti sotto i 64 anni, mentre nei partecipanti più anziani non è emersa una relazione altrettanto chiara. Un elemento che, secondo gli studiosi, potrebbe indicare come le abitudini alimentari incidano maggiormente nelle prime fasi del processo di invecchiamento biologico.

Gli scienziati: servono altre ricerche

Gli autori invitano comunque alla cautela nell’interpretazione dei risultati. «Questi dati supportano l’ipotesi che le diete ricche di polifenoli possano favorire un invecchiamento biologico più sano», spiegano i ricercatori, precisando però che si tratta di uno studio osservazionale e che saranno necessari ulteriori approfondimenti per confermare il rapporto diretto tra alimentazione e salute dei telomeri. Resta però centrale il tema dell’alimentazione preventiva, soprattutto in un momento in cui la ricerca continua a indagare il legame tra dieta mediterranea, processi infiammatori e longevità.

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