Secondo Humanitas Salute, ogni anno milioni di viaggiatori si trovano a dover fare i conti con episodi di intossicazione o tossinfezione alimentare durante gli spostamenti, anche in contesti turistici considerati sicuri. Non si tratta soltanto di destinazioni lontane o con standard igienici differenti da quelli europei: spesso basta un alimento conservato in modo non corretto o una cottura insufficiente per innescare disturbi gastrointestinali anche in ristoranti apparentemente affidabili.

Intossicazione alimentare in viaggio: cause e rimedi
Le cause: batteri, virus e cattiva conservazione
Il rischio è legato alla presenza di microrganismi come batteri, virus e parassiti negli alimenti o nelle bevande, oppure alle tossine che questi possono produrre. Tra i casi più gravi rientra il botulismo, associato alle tossine del Clostridium botulinum, mentre altre patologie come colera ed epatite A restano collegate soprattutto al consumo di acqua non potabile o alimenti contaminati, come frutti di mare crudi e verdure non adeguatamente lavate. In viaggio, la catena del freddo può interrompersi più facilmente e le condizioni climatiche, soprattutto nei mesi estivi, accelerano il deterioramento degli alimenti. Questo rende più probabile l’esposizione a cibi potenzialmente contaminati.
I sintomi da riconoscere
Le manifestazioni cliniche si presentano spesso in modo improvviso e includono episodi di vomito, diarrea anche intensa e talvolta con tracce ematiche, febbre e una sensazione generale di debolezza. Quando l’episodio si verifica lontano da strutture sanitarie, la gestione può diventare complessa, soprattutto in caso di disidratazione o peggioramento rapido delle condizioni.
L’alimentazione in viaggio e le attenzioni necessarie
Le indicazioni degli specialisti si concentrano sulla prudenza nella scelta degli alimenti e delle bevande. Il consumo di cibi crudi, dalle carni al pesce fino alle verdure non sbucciate, rappresenta una delle principali fonti di rischio. Anche uova crude, salse a base di maionese, dolci con creme fresche e latticini non stagionati possono essere veicoli di contaminazione se non conservati correttamente. Particolare attenzione viene riservata all’acqua, che dovrebbe essere consumata esclusivamente imbottigliata, evitando anche il ghiaccio, spesso sottovalutato come possibile fonte di infezione. Il problema si accentua nei contesti turistici con temperature elevate, dove la conservazione degli alimenti risulta più critica.

Fondamentale, soprattutto in certi Paesi, è bere solo acqua imbottigliata
Ecco alcuni consigli pratici
- Evita qualsiasi cibo crudo: pesce, carne, verdure non sbucciate
- Bevi solo acqua imbottigliata (e ricorda: niente ghiaccio)
- Attenzione a uova crude, dolci con crema, maionese, formaggi molli, latticini freschi
- Diffida dei cibi lasciati a temperatura ambiente
Farmaci e gestione dei sintomi
Nella gestione dell’emergenza, vengono spesso utilizzati farmaci sintomatici come antiemetici e antidiarroici, oltre a soluzioni antibiotiche intestinali nei casi più complessi, sempre sotto indicazione medica. I probiotici vengono invece considerati utili nel supportare il riequilibrio della flora intestinale, soprattutto nelle fasi successive all’episodio acuto. Gli specialisti raccomandano di ricorrere a una valutazione medica in presenza di febbre elevata, sangue nelle feci o segni evidenti di disidratazione, condizioni che richiedono un intervento tempestivo.
Ecco alcuni farmaci per affrontare l'intossicazione alimentare:
- Antiemetici (es. metoclopramide, domperidone)
- Antidiarroici (es. loperamide)
- Antibiotici intestinali (es. rifaximina, neomicina)
- Probiotici (es. Lactobacillus reuteri, Saccharomyces boulardii)
Il recupero dopo l’intossicazione
Superata la fase acuta, l’apparato digerente può rimanere sensibile per diversi giorni. Il ritorno a un’alimentazione regolare avviene gradualmente, privilegiando cibi semplici, ben cotti e facilmente digeribili, insieme a un’adeguata idratazione. Il riequilibrio intestinale può richiedere tempo, anche per effetto dello stress del viaggio e dell’alterazione temporanea del microbiota. Per questo motivo, la fase di recupero viene considerata parte integrante del percorso di guarigione.
Ecco alcune buone pratiche per il recupero post-intossicazione:
- Reintegra i liquidi con abbondante acqua
- Segui una dieta a base di alimenti raffinati e cotti in bianco
- Consuma pasta, riso, carne magra, pesce - tutto ben cotto
- Aggiungi carote e zucchine cotte gradualmente
- Evita spezie, fritture, alcol e latticini freschi