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Nutripiatto

Ecco il “piatto” che insegna ai bambini (tra i 4 e i 14 anni) a mangiare sano

di Redazione Italia a Tavola
04 maggio 2026 | 12:19

Nasce “Nutripiatto senza confini”, l’evoluzione del progetto Nutripiatto promosso da Nestlé con il contributo scientifico dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e della Sipps-Società italiana di pediatria preventiva e sociale. Si tratta sostanzialmente di un modello visivo di educazione alimentare, rappresentato da un piatto che guida nella composizione di pasti equilibrati, ora aggiornato per includere ingredienti e tradizioni di diverse culture. Presentato al Congresso nazionale Sipps 2026 (Napoli, 1-3 maggio), il nuovo modello è pensato per bambini e bambine dai 4 ai 14 anni e aggiorna uno strumento educativo che dal 2018 ha raggiunto circa 650mila giovani, con risultati validati da studi pubblicati su Plos One (2023) e Scientific Reports (2025).

Ecco il “piatto” che insegna ai bambini (tra i 4 e i 14 anni) a mangiare sano

“Nutripiatto senza confini”, l’evoluzione del piatto educativo per i più giovani

Un modello che risponde a una società multiculturale

“Nutripiatto senza confini” nasce in risposta a un contesto sociale sempre più eterogeneo, in cui anche l’educazione alimentare è chiamata a includere abitudini, ingredienti e tradizioni provenienti da più parti del mondo. Il progetto mantiene la struttura del modello originario, basato su una rappresentazione visiva immediata del pasto equilibrato, ma amplia il repertorio degli alimenti per adattarsi a una società multiculturale. «“Nutripiatto senza confini” prosegue il percorso innovativo di educazione alimentare avviato sette anni fa, proponendo oggi uno strumento aggiornato e in sintonia con una società sempre più diversificata. L’iniziativa introduce un approccio capace di valorizzare l’equilibrio tra le tradizioni di origine e i principi della dieta mediterranea, garantendo il corretto apporto di micronutrienti per una crescita più sana e favorendo una maggiore coesione sociale» ha spiegato la professoressa Laura De Gara dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.

Ecco il “piatto” che insegna ai bambini (tra i 4 e i 14 anni) a mangiare sano

Giuseppe Di Mauro e Laura De Gara

«Questo lavoro nasce dall’esigenza, osservata anche dai nostri pediatri sul territorio, di progettare interventi che siano non solo scientificamente fondati, ma anche culturalmente adattati, accessibili e coerenti con le caratteristiche sociodemografiche delle famiglie multiculturali - ha poi aggiunto il dottor Giuseppe Di Mauro, presidente della Società italiana di pediatria preventiva e sociale. Nutripiatto si propone come uno strumento immediato e facilmente fruibile, che può supportare il pediatra nell’affrontare il tema dell’educazione alimentare nel rispetto delle diverse culture di origine».

Come funziona il modello “Nutripiatto senza confini”

Entrando nei dettagli, il modello si basa su un piatto suddiviso in tre parti: metà dedicata a verdure e ortaggi, un quarto ai cereali e un quarto alle proteine. Questa struttura, già alla base di Nutripiatto, viene mantenuta e arricchita con ingredienti provenienti da diverse tradizioni culinarie, facilmente reperibili anche in Italia. Tra gli alimenti inclusi compaiono quinoa, farro, grano saraceno, tofu, fagioli neri, lenticchie rosse, okra, pak-choi e squash, organizzati per categoria (cereali, proteine, frutta e verdura).

L’obiettivo è offrire alle famiglie uno strumento pratico per costruire pasti equilibrati senza rinunciare alle proprie abitudini alimentari e alla propria identità culturale. A completamento del pasto, il modello ribadisce alcuni elementi chiave: l’utilizzo dell’olio extravergine di oliva come fonte di grassi di qualità, l’inserimento di una porzione di frutta fresca e il consumo di acqua per una corretta idratazione. Viene inoltre sottolineata l’importanza di affiancare all’alimentazione uno stile di vita attivo, promuovendo il movimento quotidiano.

Educazione alimentare tra salute e inclusione

Per concludere, “Nutripiatto senza confini” si inserisce in un percorso più ampio di educazione alimentare, con un approccio che combina prevenzione, promozione della salute e attenzione alle dinamiche sociali. L’integrazione fra dieta mediterranea e cucine del mondo rappresenta il punto centrale del progetto, con l’obiettivo di rendere l’alimentazione equilibrata accessibile e comprensibile in contesti culturali diversi. Attraverso strumenti concreti e validati scientificamente, il progetto, come detto, intende supportare famiglie, docenti e operatori sanitari, offrendo un riferimento pratico per orientare le scelte alimentari quotidiane delle nuove generazioni.

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