Con l'arrivo dei primi caldi e la voglia di tuffarsi in acqua per trovare ristoro, non bisogna sottovalutare il rischio di congestione, uno dei più comuni e spesso sottovalutati, soprattutto in contesti balneari. Si tratta di un disturbo che può avere anche conseguenze rilevanti ed è frequentemente legato a comportamenti quotidiani poco attenti, in particolare durante o subito dopo i pasti. Secondo il dottor Antonio Voza, responsabile del Pronto Soccorso dell’ospedale Humanitas, la dinamica è riconducibile a uno squilibrio improvviso dell’organismo durante la digestione.

Alimentazione estiva e sicurezza: come evitare la congestione in spiaggia
Che cos’è la congestione e come si manifesta
La congestione si verifica quando il processo digestivo viene interrotto bruscamente, spesso in seguito a uno sbalzo termico improvviso. L’ingresso in acqua fredda o l’assunzione di bevande ghiacciate subito dopo aver mangiato sono tra le condizioni più frequenti che possono favorirne l’insorgenza. «Il corpo, durante la digestione, richiama sangue verso l’apparato digerente. Se improvvisamente viene esposto a uno shock termico, come può avvenire tuffandosi in mare o in piscina, questo equilibrio viene compromesso» spiega il dottor Voza. I sintomi possono includere nausea, vertigini, sudorazione fredda e, nei casi più seri, anche svenimenti.
Prevenzione e buone abitudini alimentari
La prevenzione della congestione passa soprattutto attraverso comportamenti semplici e coerenti con i tempi fisiologici della digestione. È importante evitare di consumare cibo in acqua o in piscina, poiché il processo digestivo richiede tempo e condizioni di stabilità. Il tempo di attesa prima di un bagno varia in base al tipo di pasto: dopo alimenti leggeri può essere sufficiente circa un’ora, mentre dopo pasti più abbondanti è opportuno attendere alcune ore, soprattutto nei soggetti con digestione lenta.

La congestione avviene quando la digestione viene interrotta in modo brusco
Un ruolo centrale lo gioca anche la scelta degli alimenti. Pasti leggeri e facilmente digeribili riducono il rischio di sovraccarico dell’apparato digerente, mentre cibi ricchi di grassi o preparazioni elaborate possono rallentare il processo digestivo. Attenzione anche alle bevande: l’assunzione di liquidi troppo freddi subito dopo mangiato può favorire uno shock termico che interferisce con la digestione.
Come intervenire in caso di congestione
Quando si manifesta una congestione è necessario intervenire con tempestività. La prima misura è allontanare la persona dall’acqua e favorire una posizione sdraiata con le gambe leggermente sollevate, per agevolare la circolazione verso gli organi vitali. È importante mantenere la persona al caldo, coprendola se necessario, poiché il corpo può reagire con brividi e sudorazione fredda. Solo dopo la stabilizzazione delle condizioni generali si può valutare l’assunzione di una bevanda tiepida, da bere lentamente. La congestione è una condizione in larga parte prevedibile e prevenibile. Una gestione attenta dell’alimentazione estiva, unita al rispetto dei tempi digestivi e all’evitamento di sbalzi termici, contribuisce a ridurre in modo significativo il rischio. L’attenzione è particolarmente importante per bambini e anziani, categorie più sensibili agli squilibri fisiologici legati al caldo e alla digestione. «Agire per tempo, anche con semplici gesti, può evitare situazioni pericolose. Conoscere i sintomi e sapere cosa fare può davvero fare la differenza» conclude il dottor Voza anche qui.