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Con il caldo basta un'ora per mettere a rischio il cibo: ecco cosa fare

di Redazione Italia a Tavola
25 giugno 2026 | 16:00

Mangiare fuori casa nei mesi estivi è una consuetudine sempre più diffusa, ma con le alte temperature aumentano anche i rischi legati alla conservazione degli alimenti. Secondo gli esperti del progetto Sac (Sicurezza Alimentare Casalinga) dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), anche un’ora di esposizione al caldo può essere sufficiente a favorire la proliferazione di microrganismi potenzialmente dannosi, soprattutto nei cibi più deperibili. Il rischio riguarda in particolare categorie fragili come bambini, anziani e donne in gravidanza, per le quali le tossinfezioni alimentari possono avere conseguenze più rilevanti.

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Le regole base per ridurre i rischi

La prevenzione parte da alcune pratiche quotidiane considerate essenziali in ogni contesto domestico e fuori casa. Tra queste rientrano il lavaggio accurato delle mani prima e dopo la manipolazione degli alimenti, la pulizia di superfici e utensili e il corretto lavaggio di frutta e verdura, da strofinare sotto acqua corrente.

Un altro punto centrale riguarda la gestione della conservazione: rispettare le date di scadenza, seguire le indicazioni riportate in etichetta e soprattutto mantenere la catena del freddo durante il trasporto, utilizzando borse termiche e riducendo al minimo i tempi di esposizione all’esterno. Fondamentale anche evitare contaminazioni incrociate tra alimenti crudi e cotti e conservare tutto in contenitori chiusi. La cottura adeguata, in particolare delle carni, e il rapido raffreddamento dei cibi già preparati completano le indicazioni di base per ridurre i rischi.

Mare, montagna e città: attenzioni diverse

Le raccomandazioni cambiano leggermente a seconda del contesto.

  • In montagna è preferibile orientarsi verso alimenti stabili e poco deperibili come frutta intera, frutta secca, biscotti secchi e prodotti confezionati a lunga conservazione.
  • Al mare o al lago, invece, risultano più adatte preparazioni semplici e poco elaborate, come panini o piatti freddi a base di riso o pasta con ingredienti essenziali, insieme a frutta e verdura già lavate. In questo caso le borse termiche sono utili, ma vanno mantenute all’ombra e aperte solo quando necessario.
  • Nei picnic in città il principale fattore di rischio è il tempo: la permanenza prolungata dei cibi fuori dal frigorifero può compromettere rapidamente la sicurezza degli alimenti, rendendo necessario evitare soste troppo lunghe al caldo.

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