L'ondata di caldo che sta interessando molte città italiane ripropone un tema che ogni estate torna di stretta attualità: come proteggere i bambini dalle alte temperature. A richiamare l'attenzione è l'Ospedale pediatrico Bambino Gesù, che invita le famiglie ad adottare alcune semplici precauzioni per prevenire colpi di calore e disidratazione, condizioni che possono manifestarsi rapidamente soprattutto nei più piccoli.

Con il caldo, l'idratazione è la prima forma di prevenzione, soprattutto per i bambini
L'idratazione resta la prima forma di prevenzione
Secondo gli specialisti dell'ospedale romano, l'acqua deve essere offerta con regolarità anche quando il bambino non riferisce sete, aumentando l'apporto di liquidi nelle giornate più afose. Accanto all'idratazione, anche l'alimentazione può contribuire a mantenere il corretto equilibrio dell'organismo: spazio quindi a pasti leggeri, frutta e verdura, naturalmente ricchi di acqua e sali minerali. Anche l'abbigliamento ha un ruolo importante. Indumenti leggeri, di colore chiaro e realizzati con tessuti traspiranti come cotone e lino favoriscono la dispersione del calore, mentre gli ambienti domestici dovrebbero essere mantenuti freschi e ben ventilati, evitando sbalzi di temperatura troppo marcati tra interno ed esterno.
Evitare le ore più calde e proteggere la pelle
Le attività all'aperto richiedono particolare attenzione. Tra le 11 e le 17 è preferibile limitare l'esposizione diretta al sole, scegliendo aree ombreggiate e ben arieggiate. Cappellino, crema solare ad alta protezione e pause frequenti diventano accorgimenti indispensabili durante passeggiate, giochi o vacanze. Gli esperti ricordano inoltre che lattanti e bambini affetti da patologie croniche sono più esposti agli effetti del caldo. Nei neonati, ad esempio, anche una diminuzione dei pannolini bagnati può rappresentare uno dei primi segnali di disidratazione.

Cappellino, crema solare ad alta protezione e pause frequenti sono accorgimenti indispensabili
I segnali da non sottovalutare
Uno degli aspetti più delicati riguarda il riconoscimento precoce dei sintomi. Bocca asciutta, urine scarse e concentrate, irritabilità, sonnolenza, nausea, mal di testa, crampi o episodi di svenimento sono campanelli d'allarme che richiedono attenzione. «Riconoscere questi segnali nelle fasi iniziali permette di intervenire tempestivamente e ridurre il rischio di complicazioni», sottolineano gli specialisti del Bambino Gesù.
Quando contattare il pediatra e quando andare al Pronto Soccorso
In presenza di un sospetto colpo di calore è consigliabile portare immediatamente il bambino in un luogo fresco, favorire il raffreddamento del corpo e somministrare piccoli sorsi d'acqua, se possibile. Il pediatra dovrebbe essere contattato quando compaiono febbre persistente, vomito ripetuto, rifiuto di bere o segni evidenti di disidratazione, oppure se una patologia cronica tende a peggiorare con il caldo. Il ricorso al Pronto Soccorso è invece indicato nei casi più gravi, come alterazione dello stato di coscienza, perdita di coscienza, convulsioni, grave difficoltà respiratoria, incapacità di assumere liquidi o febbre molto elevata dopo una prolungata esposizione alle alte temperature.