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Accoppiata

"Mattodà" di Fonzone: il nuovo Aglianico Doc dei Campi Taurasini

Un vino che racconta l'Irpinia secondo l'enologo Luca D'Attoma, presentato a Paternopoli (Av) in abbinamento con i piatti stellati di Gennaro Esposito de La Torre del Saracino

Mariella Morosi
di Mariella Morosi
18 marzo 2023 | 09:31

"Mattodà" dell'azienda agricola Fonzone di Paternopoli (AV) è un Aglianico in purezza, firmato dall'enologo toscano Luca D'Attoma che ha voluto interpretare il principe dei vitigni irpini in modo innovativo, restituendogli nel calice tutta l'essenza di uno dei più vocati territori campani. In un'atmosfera conviviale è stato presentato a Paternopoli, nella cantina della famiglia Fonzone Caccese,  in abbinamento, con gli altri vini aziendali, alla cucina del tristellato Gennaro Esposito del ristorante La Torre del Saracino di Vico Equense. In questo comune dell’areale della DOCG Taurasi,  Luca D'Attoma ha avviato da tempo un percorso in funzione di sostenibilità e identità territoriale con la Cantina, in piena identità di vedute sia con i titolari che con l'enologo residente Francesco Mariano sia per la nuova etichetta che per gli altri vini aziendali,tutti monovarietali.

Cantina Fonzone

"Mattodà" non è altro che l'anagramma del suo nome ma fa anche pensare a qualcosa di fuori dagli schemi, quasi di provocatorio. Infatti nasce con la sfida di far esprimere l'Aglianico in modo diverso, non come un Taurasi convenzionale, pur se di grande pregio.
«Un territorio straordinario come il nostro aveva bisogno di mani esperte per far risaltare le caratteristiche del vitigno - ha detto alla presetazione Silvia Campagnuolo Fonzone-  e la filosofia di Luca D'Attoma è quella di esplorare e valorizzare vitigni e territori per creare vini unici con intuito e perseveranza».
Per il Mattodà le uve vengono raccolte in piena maturazione e vinificate nel rispetto delle caratteristiche varietali. Una parte del mosto fermenta in anfore di cocciopesto per un mese e un'altra va in acciaio inox per lo stesso periodo.  mentre un'altra fa fermentazione e macerazione in acciaio inox. Una volta svinato l’affinamento continua per ulteriori 18 mesi. Successivamente la massa va in tre diverse direzioni:  in botte grande da 25 hl, in tonneaux da 500 l. e in barrique di secondo e terzo passaggio. Segue l'assemblaggio in serbatoi di acciaio per poi concludere l’affinamento in bottiglia per 4/5 mesi.

Mattodà, Silvia Fonzone e Luca Dattoma

Rosso rubino brillante, fresco, avvolgente, questo rosso Irpinia DOCG Campi Taurasini 2019 rivela al naso note di mirtillo con il profumo della sua foglia, quasi mentolato.
Al palato, è piacevole e asciutto, con sentori di pepe verde, eucalipto vaniglia e note balsamiche.  Nasce dal vigneto di Aglianico, piantato nel 2005,  che si estende lungo i due versanti di una collina ben ventilata, ad un’altitudine che varia dai 360 ai 430 m s.l.m. e segnata dai torrenti Fredane ed Ifalco. Le esposizioni, le escursioni termiche, i terreni argillosi e le bassissime rese, appena 50 ql per ettaro, consentono di ottenere uve di qualità. il rigore delle operazioni enologiche, fin dalla selezione delle uve, si rivela poi nei bassi livelli di solforosa. Il suolo è ricco anche di polvere vulcanica, deposito delle antiche eruzioni del Vesuvio. La temperatura ideale di servizio è tra i 16 e i 18 gradi e sapori intensi come carni rosse, piatti speziati, tartufo e formaggi sono gli abbinamenti ideali.

L'accompagnamento col menu

Se n'è avuta conferma nei piatti proposti dallo chef Gennaro Esposito, soprattutto nella Variazione di maialino nero con involtino di verze e zucchette, torzelle e cardoncelli. Il resto del menu è stato proposto con gli altri bianchi aziendali. Il Bagel ripieno di salmone e croccante di riso e la Polpettina di vitello con ragu e ricotta sono stati serviti con la Falanghina DOC Le Mattine Irpinia 2021, l'Insalatina di seppie con salsa all'arancia e pesto di rucola con il Fiano di Avelino DOCG 2021, la Vellutata di ceci di Controne con vongole,gnocchi di sedano e tripette di baccalà con il Sequoia Fiano di Avellino Docg Riserva 2020, una selezione di uve provenienti da Parolise, una delle zone più vocate dell’Areale.


A seguire la Triglia di scoglio cotta sulla pelle con la sua essenza, sconcigli e biscotto alle alghe è stato abbinato al Greco di Tufo 2021 e la Minestra di pasta mista con crostacei e pesci di scoglio con la Riserva Oikos Greco di Tufo 2020, da una vigna di Greco Antico di oltre 40 anni da un clone ormai raro, con acino piccolo e concentrazione di succo.  Conclusione dolce infine con Millefoglie al caramello con chantilly e castagne, pastiera e babà.


L'Aglianico è un vitigno ben ambientato in Irpinia, citato negli scritti del Porta già nel XVI secolo e definito in passato da alcuni studiosi "fratello maggiore del Barolo e del Barbera". I Fonzone ne coltivano 12 ettari sui due versanti della collina principale.  Il "Mattodà" viene dalle vigne alte mentre da quelle più in basso nasce la Riserva Scorzagalline Taurasi DOCG, brillante rosso vocato alla longevità con grande struttura e coinvolgente complessità aromatica, intense note di frutta a bacca nera e fiori secchi, con sentori terziari come tabacco, cuoio e liquirizia. ll brand di Paternopoli rivela la storia di chi ha scelto di fare vino non per tradizione familiare e neppure per un investimento ma per l'amore del capostipite Lorenzo Fonzone Caccese, affermato chirurgo, per una terra amata fin dall'infanzia, nell'areale dei Campi Taurasini, allora del tutto incolta. Un ramo dei Caccese infatti era di casa nel Castello di Gesualdo dal 1856 al 1980. Il coinvolgimento di tutti i familiari nella sfida non si era fatto attendere e da zero vennero impiantati i vigneti, rispettando la vocazione e la tradizione irpina. Quindi si piantò l'Aglianico, ma anche agli autoctoni a bacca bianca, Falanghina, Fiano d'Avellino e Greco di tufo. Soprattutto  puntando da subito alla ricerca verso la qualità e il rispetto dell'ambiente e, nella vinificazione,  alla creazioni di vini diversi in grado di esprimersi appieno, in purezza,  e anche sfidando il tempo.

Vendemmia

I 30 ettari vitati non hanno alterato la biodiversità perchè i vigneti convivono con il green di boschi, oliveti e frutteti, tutti piantati anno dopo anno e anche lo spazio tra i filari è gestito con l'inerbimento di piante spontanee utili per arricchire il suolo ma anche al ciclo vitale dei preziosi impollinatori. Sono banditi i disserbanti e difesa fitopatologca è fatta con lotta integrata in tutti i vigneti: San Potito, Alltavilla Irpina e in quelli ad alta quota, quasi eroici, di Montefusco.Completano la superficie vitata, inoltre, i 3 ettari di vigneti di Falanghina, destinati alla produzione dell'Irpinia DOC Le Mattine. L'antichisismo vitigno è identificato con il Falerno, amato nelle mense imperiali romane e oggi è uno dei vini campani che sta trovando un nuovo successo per freschezza e bevibilità.

Vigneti


La casa padronale e della convivialità di Paternopoli, il ritrovo di tutti i figli del fondatore e delle loro mogli,  è collegata alla da un viale alberato alla cantina, quasi del tutto ipogea. Contigua ai vigneti, copre una superficie complessiva di  2000 mq ed è stata realizzata dello studio Sifola & Sposato Architetti con criteri innovativi, sia per rispetto del paesaggio che per sfruttare i fattori naturali adatti alla lavorazione delle uve e all’affinamento del vino. Strutture lineari in acciaio e legno e pavimenti rosso fuoco regalano un bellissimo sguardo d'insieme. Il pian terreno è destinato alla vinificazione, all'affinamento e allo stoccaggio mentre una struttura sopraelevata in acciaio ospita botti di diversa misura, natura e grado di tostatura.   

Azienda Agricola Fonzone
Località Scorzagalline, 83052Paternopoli (Av)
Tel 0827 1730100

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