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Bellone, vitigno laziale per vini freschi e fruttati

Piera Genta
di Piera Genta
02 maggio 2015 | 16:10

Il Bellone è uno dei vitigni a bacca bianca più antichi dell’Agro Pontino, nel Lazio, diffuso nell’area dei castelli Romani e nei dintorni di Anzio e Nettuno, conosciuto in epoca romana e citato da Plinio come “uva pantastica”. Descritto nel 1881 dal Bollettino Ampelografico come una varietà dai grappoli di grandi dimensioni, ma dai caratteri analoghi ai “Belli”, una famiglia di vitigni molto diffusa nella provincia di Roma.



Cacchione, Uva Pane, Pacioccone, Pampanaro, Arciprete, Bello Buono, Bello Gentile, Bello Cencioloso, Bello Terrigno, Albanese, Bello Romanesco, Bello Verdone, Bello Fagotte sono alcuni dei suoi sinonimi.

Fino a qualche anno fa era utilizzato in uvaggio con il Trebbiano e la Malvasia, mentre oggi viene sempre più vinificato in purezza. Soggetto alla muffa nobile, lo si trova nel disciplinare del Cannellino di Frascati Docg.

Il vino che si ricava è di pronta beva, dal colore giallo paglierino, morbido e profumato con sentori di frutta fresca riconducibili al pompelmo ed alla pesca; caratteristico finale leggermente amarognolo. Da bere giovane entro i due anni con la cucina classica romana, minestre di fave, pecorino romano e pesce lacustre.

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