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Vino nobile Montepulciano: il progetto “Le Pievi” muove i primi passi

Guido Gabaldi
di Guido Gabaldi
11 novembre 2024 | 15:56

Il fatto è che invecchiando ci si assesta, per usare un eufemismo, alla peggio si rattrappisce, se invece ce la giochiamo sul politically incorrect: è comunque forte il rischio di adagiarsi sul passato e trascurare il futuro. E il grande vecchio “Vino nobile di Montepulciano”  non fa eccezione, essendo sulla breccia almeno dal 1350, stando ai documenti storici contenenti le clausole per il commercio e l'esportazione di questo storico rosso toscano: la storia può essere una trappola di orgoglio e supponenza. O, al contrario, un trampolino di lancio, come emerge dalla presentazione del progetto del Consorzio del Vino nobile di Montepulciano relativo a “Le Pievi”, a Milano nel ristorante “Cortile Flora” in zona Garibaldi: Nobile per il suo passato, moderno nelle sue scelte, così recita lo slogan che fa da cornice alla presentazione.  

Vino nobile Montepulciano: il progetto “Le Pievi” muove i primi passi

Vino Nobile di Montepulciano“Pieve”: le etichette in degustazione al Cortile Flora di Milano

Vino nobile di Montepulciano “Pieve”: radici antiche, sguardo al futuro

«Hanno aderito a questa nuova iniziativa oltre 40 aziende - riferisce Susanna Crociani, vicepresidente del Consorzio - che con la vendemmia 2021 hanno selezionato una partita di Nobile atto a divenirePieve”. La prima annata sarà in commercio a partire da gennaio 2025, dopo che nel 2023 è arrivata la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'approvazione del disciplinare del Vino nobile di MontepulcianoPieve”. Oltre alla storia secolare, fondamentali sono il territorio e le sue 12 sottozone (Unità geografiche aggiuntive - Uga), accompagnate dalla menzione “Pieve” in etichetta. La scelta dei toponimi territoriali - riferibili a quelli delle antiche chiese di campagna/parrocchie in cui era suddivisa l'area fin dall'epoca tardo-romana e longobarda - nasce da un approfondimento di tipo storico, paesaggistico ed enologico che ha interessato le aree consorziate: l'obiettivo è fondere nella stessa bottiglia passato, presente e futuro del nostro vino».

Vino nobile Montepulciano: il progetto “Le Pievi” muove i primi passi

Vista sui vigneti del Consorzio del Vino nobile di Montepulciano

«Il passato, in questo caso, consiste nel confermare che l'area di Montepulciano è da secoli suddivisa in queste 12 sottozone; oltre che per la geografia ecclesiastica, quelle che oggi chiamiamo Uga, risultavano distinte anche per le caratteristiche pedologiche. Incoraggiati da questa consapevolezza, dopo qualche anno di analisi abbiamo varato questo progetto di valorizzazione del territorio e del suo vino - continua. La scelta di utilizzare i toponimi territoriali, riferibili a quelli delle antiche pievi, nasce dalla volontà del Consorzio di riportare alla luce e fissare nelle norme una radice storica che ha caratterizzato il distretto poliziano fino all'epoca moderna; una radice che ritorna in evidenza nel catasto Leopoldino dei primi decenni del XIX secolo, ove si ritrovano le stesse unità geografiche. Oggi come ieri, corrispondono alle denominazioni Ascianello, Badia, Caggiole, Cerliana, Cervognano, Gracciano, Le Grazie, San Biagio, Sant'Albino, Sant'Ilario, Valardegna e Valiano».

Il disciplinare del Vino nobile di Montepulciano Docg “Pieve”

Volendo scendere nel tecnico, ma non più di tanto, possiamo aggiungere che per disciplinare il Vino nobile di Montepulciano Docg “Pieve” deve corrispondere a vitigni coltivati nei territori collinari sopra menzionati ad un'altitudine compresa tra 250 e 600 slm, tramite impianti di almeno 15 anni, nelle seguenti tipologie: Sangiovese (qui denominato Prugnòlo Gentile) minimo 85%, non più del 15% attribuibile a Canaiolo Nero, Ciliegiolo, Mammolo, Colorino. La resa massima non può superare i 70 quintali/ha, l'affinamento è di 36 mesi minimo, di cui almeno 12 mesi in legno: segue un periodo in bottiglia di ulteriori 12 mesi. Il colore è un rubino profondo che tende al granato con l'invecchiamento, i sentori rappresentano con efficacia la viola appassita, amarena e pepe nero: l'alcol non sarà mai inferiore al 13%.

Il Consorzio gestisce una pianta secolare e vetusta, certo, ma quando le radici sono così profonde non c'è da temere troppo la siccità e il vento forte: le condizioni per germogliare ancora ci sono tutte, e la consapevolezza dei membri del Consorzio del Vino nobile di Montepulciano è la miglior garanzia per non adagiarsi su un passato glorioso, ed invece continuare a progettare, valorizzando il grande patrimonio poliziano.

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