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Foss Marai e Daniel Canzian: quando il Prosecco diventa esperienza multisensoriale

Mauro Taino
di Mauro Taino
Redattore
03 ottobre 2025 | 14:36

La cornice elegante, nel quartiere Brera (via Castelfidardo angolo via San Marco) di Milano, del ristorante di Daniel Canzian ha ospitato Foss Marai, cantina di Guia di Valdobbiadene, nel cuore delle Colline del Prosecco.

Foss Marai e Daniel Canzian: quando il Prosecco diventa esperienza multisensoriale

Foss Marai si è presentata a Milano al ristorante di Daniel Canzian

Foss Marai, l’azienda

Nel 1986 Carlo Biasiotto e Adriana, conoscitori attenti delle risorse di questo territorio, fondano Foss Marai Spumanti.  “Lentamente in viaggio” è l’espressione che descrive la filosofia di Foss Marai e il percorso produttivo che porta a vini e spumanti di alta gamma. L’idea di viaggio accompagna da sempre l’azienda e la famiglia che la guida: un percorso che nasce dal radicamento nel territorio, dal rispetto delle tradizioni vitivinicole e della natura, con i suoi ritmi e tempi. Allo stesso tempo, Foss Marai è un’azienda in evoluzione, attenta ai cambiamenti del gusto, alla ricerca su uve e lieviti autoctoni naturali, al miglioramento delle tecniche produttive, all’equilibrio degli ingredienti e alla sostenibilità.

Foss Marai, orgogliosamente Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg

«Noi - spiega il titolare Andrea Biasiotto - facciamo parte di un consorzio, che è il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, e per questo è molto difficile riuscire a comunicare costantemente e far capire al pubblico - ma anche agli addetti del settore - che c’è una grande differenza tra il Prosecco Doc e il Conegliano Valdobbiadene Docg. Purtroppo, chi beve un bicchiere di vino, se non conosce bene la realtà da cui proviene, tende a non fare molta distinzione. Per noi, però, è fondamentale sottolineare che si tratta di Prosecco Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg, che rappresenta un mondo a sé».

Foss Marai e Daniel Canzian: quando il Prosecco diventa esperienza multisensoriale

La famiglia Biasiotto

Quindi aggiunge: «Oggi la nostra sfida principale è proprio questa: comunicare il valore del prodotto. È l’unica strada per distinguersi davvero, perché è il valore che racchiude la fatica, l’impegno e il legame con il territorio. Il mondo del Prosecco è vastissimo: il Prosecco Doc produce circa 600 milioni di bottiglie, vendute principalmente all’estero. Il Conegliano Valdobbiadene Docg, invece, si ferma a circa 90 milioni di bottiglie, quindi parliamo di proporzioni completamente diverse. Se non riusciamo a comunicare e a far percepire il valore, il rischio è quello di essere confusi in un mare enorme dove noi rappresentiamo solo una piccola parte, ma con un’identità precisa e irripetibile».

Foss Marai, a braccetto con Canzian

In questo contesto si inserisce anche la serata al ristorante di Daniel Canzian: «Sono occasioni preziose per raccontare e far percepire la qualità del nostro prodotto. Va sottolineato che il nostro cliente diretto non è il consumatore finale, ma il ristoratore. Questo rende più complesso raccontare la nostra identità: non è tanto difficile spiegare chi siamo, quanto riuscire a trasmettere realmente le differenze a chi non ha mai visto con i propri occhi il nostro territorio. Perché tra produrre un Prosecco nel Conegliano Valdobbiadene e produrlo in pianura c’è una differenza enorme».

Foss Marai e Daniel Canzian: quando il Prosecco diventa esperienza multisensoriale

Un calice di Foss Marai e la cucina di Daniel Canzian

Per l’occasione, lo staff di chef Canzian, guidato dal sous chef Giovanni Bombarda, ha preparato una serie di assaggi da accompagnare ai vini di Foss Marai. La prima uscita è stata “l’uovo all’uovo”: una crema d’uovo rifinita con pecorino e pepe. A seguire i cannoli di polenta, farciti con una mousse di ceci. Quindi ecco i Danielito’s: piccoli bonbon di ragù di seppia al nero, impanati e fritti, completati con maionese e zenzero rosa.

“Da Venezia a Shanghai”, sono dei grissini di baccalà mantecato fritti. Il nome è un gioco di parole, perché ricordano i bastoncini del celebre gioco “Shanghai”, e sono divertenti sia da gustare che da condividere. Infine, come ultime uscite, gli Ambrogini dorati, palline di riso allo zafferano fritte, e il risotto al limone, sugo d’arrosto e liquirizia. È un piatto iconico dello chef, nato nel 2013 insieme al ristorante, e che lo chef teneva particolarmente a servire durante questa sera, come evidenziato da Bombarda.

Foss Marai, i vini in degustazione a Milano

Ecco i vini presentati a Milano al ristorante Daniel Canzian

Surfine Cuvée

Surfine Cuvée è uno spumante Brut ottenuto da un assemblaggio di tre vitigni: Chardonnay, Sauvignon e Glera. Le uve di Chardonnay e Glera provengono dalla zona di Valdobbiadene, mentre il Sauvignon viene coltivato a Corato, in Alta Murgia, su una superficie di circa 100 ettari di proprietà della famiglia. L’unione di vitigni così diversi conferisce al vino freschezza ed equilibrio, con un profilo aromatico fine e complesso. Un calice che rappresenta l’incontro tra due territori vocati e racconta lo stile distintivo della cantina.

Foss Marai e Daniel Canzian: quando il Prosecco diventa esperienza multisensoriale

Foss Marai: Surfine Cuvée

Guia Brut Millesimato - Valdobbiadene Docg

Guia Brut Millesimato - Valdobbiadene Docg è uno dei vini più rappresentativi della cantina, un Valdobbiadene Docg prodotto da Glera in purezza. Pur essendo sufficiente l’85% di Glera secondo il disciplinare, qui si è scelto di vinificare al 100% per valorizzare appieno il vitigno. I vigneti si trovano entro un raggio di circa due chilometri dalla cantina, in una zona selezionata. Con 8 g/l di zuccheri residui, è un Brut elegante e secco, caratterizzato da aromi di mela bianca, pera e fiori bianchi, in particolare acacia e gelsomino. Per la sua struttura equilibrata è consigliato come vino a tutto pasto.

Foss Marai e Daniel Canzian: quando il Prosecco diventa esperienza multisensoriale

Foss Marai: Guia Brut Millesimato - Valdobbiadene Docg

Tilio Dosaggio Zero

Tilio Dosaggio Zero è uno spumante nato recentemente in azienda, frutto di un blend tra Chardonnay (80%) e Bombino Bianco (20%). Lo Chardonnay proviene da Valdobbiadene, mentre il Bombino Bianco è coltivato a Corato, in Alta Murgia. Quest’ultimo vitigno, noto anche come Pagadebit per la sua generosa resa, conferisce persistenza e morbidezza al palato, equilibrando l’asciuttezza tipica del Dosaggio Zero. Il profilo sensoriale presenta note di frutta secca ed erbe secche, con un sorso delicato e fine. È particolarmente indicato in abbinamento a piatti di pesce, sia cotti che crudi.

Foss Marai e Daniel Canzian: quando il Prosecco diventa esperienza multisensoriale

Foss Marai: Tilio Dosaggio Zero

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