Dal vigneto urbano più grande d'Europa, il Pusterla, situato alle pendici del colle del Cidneo, sotto le antiche mura del Castello di Brescia, alla rinascita del vigneto Badia Alta sulla collina di S. Anna, nella corona dei colli attorno alla Leonessa. Il Comune ha avviato infatti il progetto di recupero ambientale e paesaggistico dell'area collinare, con l'obiettivo di preservare un patrimonio naturalistico di grande valore e di creare un nuovo polo per la didattica ambientale. Il progetto, che si svilupperà nel triennio 2025-2028, ha mosso i primi passi concreti lo scorso dicembre con l'affidamento dei lavori all'azienda agricola Collem di Chiara Podavini.

I vigneti della Pusterla, sulle colline nei dintorni di Brescia
L'intervento interessa la zona di Badia Alta, caratterizzata da un ampio prato spontaneo minacciato dall'avanzata del bosco, da piante da frutto residuali, tra cui mandorli e ciliegi, e da un vecchio vigneto ormai esaurito. L'area necessita di un recupero complessivo secondo un progetto paesaggisticamente coerente con il contesto dei vecchi broli circostanti, che ne salvaguardi le peculiarità e ne permetta l'inserimento nei percorsi di educazione ambientale del Parco delle Colline e del Museo di Scienze Naturali.
Riqualificazione e nuovi impianti dei vigneti
Gli interventi, alcuni già avviati, prevedono innanzitutto la riqualificazione delle aree dove sono presenti i vigneti. Quello più piccolo è già stato estirpato e la superficie sarà recuperata con una gestione a prato. Anche il vigneto di maggiore estensione è stato completamente estirpato e sarà reimpiantato con un leggero spostamento verso il monte, per distanziarlo dal percorso vicino al fosso. Il nuovo impianto avrà una densità di circa 4.500 piantine per ettaro. Lo sfalcio dell’erba sarà effettuato nei prossimi giorni, mentre la lavorazione del suolo sarà completata entro metà febbraio. Entro la fine dello stesso mese, infine, saranno piantate le vite e messi a dimora gli alberi da frutto.

Nei tre anni successivi l'azienda agricola Collem garantirà la manutenzione ordinaria annuale del vigneto: potatura, legatura meccanica dei tralci, cimatura, spollonatura, trinciatura dei sarmenti, sfalcio dell’erba e trattamenti fitosanitari conformi alla normativa vigente.
Valorizzazione del patrimonio e produzione dell’uva Invernenga
L'intervento rappresenta un importante esempio di recupero del paesaggio tradizionale bresciano e di gestione sostenibile del territorio. Una volta completati i lavori, Badia Alta diventerà un'area didattica di riferimento per le scuole e i cittadini, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio ambientale e agricolo della città.

L'Uva Invernenga, una variante autoctona bresciana
E si ritornerà a produrre vini come nei 4 ettari del Pusterla, famoso per essere una delle poche realtà a coltivare l'uva autoctona bresciana “Invernenga”. Un'uva, dal tipico retrogusto di mandorla e dalla buccia spessa, di vendemmia tardiva, che ha la particolarità di poter essere conservata a lungo, cosa che ne permetteva, nei secoli passati, il consumo durante le feste di S. Lucia e Natale.