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oltrepò pavese

Una verticale di Maria Antonietta per scoprire il Metodo Classico de Il Feudo Nico

Stefano Calvi
di Stefano Calvi
20 gennaio 2026 | 09:30

Due appuntamenti dedicati agli appassionati di Metodo Classico nel segno di un anno speciale appena vissuto. L’azienda agricola Il Feudo Nico di Mornico Losana, sulle colline dell’Oltrepò pavese, organizza sabato 24 e sabato 31 gennaio, presso l’omonimo ristorante, due degustazioni verticali della sua etichetta simboloMaria Antonietta”, lo spumante Metodo Classico a base Pinot Nero che rappresenta l’eccellenza produttiva della cantina oltrepadana. Gli eventi, ricordiamo, si inseriscono nel calendario delle celebrazioni per i 200 anni di attività dell’azienda, fondata nel 1825 e oggi guidata dall’ottava generazione della famiglia Madama.

Una verticale di Maria Antonietta per scoprire il Metodo Classico de Il Feudo Nico

Una bottiglia di “Maria Antonietta”

Un bicentenario che diventa racconto

«Sono fiero di essere al servizio della nostra azienda proprio nell’anno del bicentenario» spiega Massimo Madama, cotitolare insieme al papà Edoardo Madama di questa realtà di circa otto ettari nel cuore dell’Oltrepò pavese. «Queste due degustazioni rappresentano la chiusura naturale di un percorso iniziato in primavera con un incontro istituzionale che ha visto la partecipazione di funzionari dello Stato, università ed esponenti del mondo agricolo, e proseguito a giugno con una grande festa aperta a clienti storici e nuovi».

Montasio Cattel

Un anniversario che ha avuto anche una forte valenza solidale. «Durante le giornate di giugno - sottolinea Edoardo Madama - abbiamo voluto devolvere una somma significativa al reparto di Oncoematologia Pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia, diretto dal dottor Zecca. Ho sempre cercato di restituire alla comunità parte di ciò che abbiamo ricevuto in questi anni».

Le degustazioni verticali del Maria Antonietta

Le due degustazioni saranno vere e proprieverticali”, con l’assaggio dello stesso vino in diverse annate, per coglierne l’evoluzione nel tempo e l’influenza delle condizioni climatiche e delle scelte di cantina. «Porteremo in degustazione quattro annate del Maria Antonietta - prosegue Massimo Madama - per raccontare il lavoro svolto negli ultimi quindici anni in vigna e in cantina. È anche un modo per ribadire quanto crediamo nel progetto Classese, il marchio consortile del Metodo Classico di Pinot Nero dell’Oltrepò pavese». A guidare gli assaggi saranno due nomi di rilievo del panorama enologico: sabato 24 gennaio il giovane sommelier Luca Salvigni, maitre del ristorante stellato Villa Naj e premiato alla Milano Wine Week per la miglior carta dei vini in alta ristorazione; sabato 31 gennaio Fiorenzo Detti, già presidente di Ais Lombardia e profondo conoscitore dell’azienda. Le annate in degustazione saranno:

  • 2013 (sboccatura 2019, 60 mesi sui lieviti)
  • 2015 (sboccatura 2025, 100 mesi sui lieviti)
  • 2018 (sboccatura 2023, 50 mesi sui lieviti)
  • 2021 (sboccatura 2025, 32 mesi sui lieviti, formato Jeroboam numerato)

Una verticale di Maria Antonietta per scoprire il Metodo Classico de Il Feudo Nico

Graziella, Edoardo e Massimo Madama

Al termine della degustazione gli ospiti potranno accomodarsi al ristorante di famiglia, attivo dal 1998 e guidato da Gabriella Madama, moglie di Edoardo, che proporrà un brunch ispirato alla tradizione oltrepadana. «Inizieremo con i nostri salumi - racconta - salame cucito, coppa, pancetta e cotechino, accompagnati dalle verdure del nostro orto. Poi un risotto Carnaroli Pavese sfumato alla Bonarda Vigna Castello con pasta di salame e, per finire, la Feudataria, il dolce simbolo del ristorante». Non mancheranno, come da consuetudine, ravioli di stufato, secondi di carne e la classica tagliata.

Due secoli di viticoltura in Oltrepò Pavese

Quella della famiglia Madama legata alla viticoltura è una storia lunga due secoli. La storia del Feudo Nico affonda le radici nel 1825, quando Francesco Madama avviò l’attività agricola nel territorio di Mornico Losana. Quattro generazioni si sono succedute fino al primo dopoguerra, quando Emilio Madama trasformò la piccola azienda in una realtà strutturata, iniziando la produzione delle prime bottiglie insieme alla moglie Maria Antonietta, alla quale oggi è dedicata la linea di spumanti. Nel 1972 Edoardo Madama ha preso in mano l’azienda, ampliando i vigneti fino agli attuali otto ettari e costruendo, con il sostegno della moglie Gabriella, un marchio orientato alla qualità. Oggi al suo fianco opera il figlio Massimo, ottava generazione.

Una verticale di Maria Antonietta per scoprire il Metodo Classico de Il Feudo Nico

Vista sui vigneti dell’azienda agricola Il Feudo Nico

L’azienda Il Feudo Nico produce circa 40mila bottiglie l’anno, con una gamma che spazia dal Metodo ClassicoMaria Antonietta” - declinato in Brut e Pas Dosé - ai rossi Vigna Castello, Vigna Ronchi, Edoardo Blend e Cuvée dei 200, fino ai bianchi Pinot Grigio e allo spumante rosé Metodo Charmat. Con la passata stagione sono entrati in produzione anche una cuvée di nicchia con affinamenti fino a 100 mesi sui lieviti e grandi formati in jeroboam e matusalem. Accanto alla viticoltura, l’azienda è stata tra le prime in Oltrepò a investire nell’olivicoltura, con circa 400 piante. Un progetto che guarda al futuro senza rinunciare al legame con il territorio. «Produrre uva sana e vini di qualità rispettando i ritmi naturali - spiega Massimo Madama - è il nostro modo di lavorare pensando anche alle generazioni che verranno». E tra vigne, cantina e ristorante, Feudo Nico continua a raccontare una storia fatta di famiglia, paesaggio, cibo e vino: un patrimonio che, dopo 200 anni, guarda ancora avanti.

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