Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
sabato 31 gennaio 2026 | aggiornato alle 20:02| 117122 articoli in archivio

ACCORDO

Un mercato da 1,4 miliardi di persone: l'India riduce i dazi e si apre a vino e distillati europei

di Redazione Italia a Tavola
27 gennaio 2026 | 12:33

L'accordo tra Unione europea e India, siglato oggi a Nuova Delhi, apre uno scenario inedito anche per il vino europeo e italiano, oggi quasi assente nel Paese più popoloso del mondo. A sottolinearne la portata è l’Unione italiana vini (Uiv), che evidenzia come l’intesa rappresenti una opportunità strategica di lungo periodo per un comparto che guarda con crescente attenzione ai mercati extraeuropei. Ma anche per  distillati e liquori italiani il mercato indiano rappresenta una grande opportunità. Prodotti come Grappa IG e Brandy Italiano IG possono conquistare la giovane classe media indiana, ma il mercato richiede strategie mirate, partnership locali e una narrazione efficace.

Un mercato da 1,4 miliardi di persone: l'India riduce i dazi e si apre a vino e distillati europei

Accordo Ue-India, una nuova finestra per il vino europeo

Dazi in calo e accesso progressivo al mercato

L’elemento centrale dell’accordo riguarda il fronte commerciale. Gli attuali dazi federali all’importazione del vino, fissati al 150%, verranno immediatamente dimezzati e ridotti progressivamente fino al 30% entro sette anni, con una soglia ulteriormente abbassata al 20% per i vini con prezzo superiore ai 10 euro a bottiglia. È inoltre prevista un’intesa specifica per la protezione delle produzioni a marchio, un passaggio ritenuto fondamentale per tutelare le denominazioni europee in un mercato complesso come quello indiano. L’accordo di libero scambio siglato prevede anche una riduzione dei dazi sugli spirits dal 150% al 40%, favorendo le importazioni di distillati e liquori dai Paesi europei. L’India è un mercato che nel complesso vale oltre 23 miliardi di dollari, con una prevalenza di distillati come Whisky, Brandy e Rum che rappresentano circa l’80% dei consumi.

Un mercato in crescita e una risposta alle tensioni globali

«Questa partnership offre una possibilità commerciale in un mercato con una classe media in rapida ascesa», ha dichiarato il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, spiegando come l’accordo rappresenti anche «una reazione chiara e positiva dell’Ue alle tensioni geoeconomiche che il Vecchio Continente sta attraversando». Secondo Frescobaldi, il vino italiano ha oggi un forte bisogno di politiche commerciali aperte, capaci di ampliare un raggio d’azione ancora limitato.

Un mercato da 1,4 miliardi di persone: l'India riduce i dazi e si apre a vino e distillati europei

In India i distillati rappresentano circa l'80% dei consumi

Nonostante le opportunità, l’India resta un mercato caratterizzato da regolamentazioni complesse e fortemente regionalizzate, ricordano da AssoDistil. Per questo motivo, l’ingresso dei prodotti italiani richiederà strategie mirate e la creazione di partnership locali. La narrazione della qualità, della territorialità e dell’eccellenza del made in Italy sarà determinante per conquistare la fiducia dei consumatori. «Come associazione, continueremo a sostenere le imprese associate nella promozione dei nostri brand all’estero affinché questo accordo apra reali prospettive di crescita per i distillati e liquori italiani».

Diversificare l’export, la sfida del vino italiano

Il tema della diversificazione dei mercati resta centrale. «Il 60% dell’export vinicolo italiano è concentrato in soli cinque Paesi», ricorda Frescobaldi, sottolineando come accordi di questo tipo siano determinanti per ridurre le dipendenze commerciali. In questa prospettiva, l’intesa con l’India viene accostata a quella con il Mercosur, per la quale Uiv auspica una rapida applicazione provvisoria. «Questo accordo dimostra l’importanza della diplomazia del business», conclude il presidente.

Un mercato da 1,4 miliardi di persone: l'India riduce i dazi e si apre a vino e distillati europei

Lamberto Frescobaldi, presidente Uiv

I dati fotografano con chiarezza il potenziale inespresso. A fronte di esportazioni vinicole italiane pari a circa 8 miliardi di euro, l’export verso l’India si ferma oggi a 2,6 milioni di euro, mentre l’intera Unione europea raggiunge appena 7,7 milioni di euro. Un divario attribuibile in larga parte alla barriera tariffaria che ha finora frenato l’accesso al mercato. L’accordo tra due aree che insieme rappresentano quasi un quarto del Pil mondiale dovrà ora completare il proprio iter con la validazione e la ratifica da parte delle istituzioni europee.

Grappa e Brandy alla conquista del mercato premium

Secondo AssoDistil, l’associazione nazionale dei distillatori italiani, l’accordo rappresenta un’opportunità concreta per i distillati e le bevande spiritose italiane in uno dei mercati più dinamici al mondo. «L’India ha una classe media giovane e orientata ai prodotti premium e super-premium», sottolinea l’associazione. «Questo contesto offre spazio ai nostri prodotti di eccellenza, come Grappa IG e Brandy Italiano IG, che si distinguono per qualità, identità e legame con il territorio». La sfida principale rimane la concorrenza con multinazionali già presenti sul mercato indiano, ma la distintività dei prodotti italiani può rappresentare un vantaggio competitivo.

© Riproduzione riservata