Il panorama dei distillati offre sempre qualche novità ai barman che si sanno guardare intorno, forse a volte anche un po’ esagerate, ma si tratta pur sempre di una ricerca della qualità da parte di aziende, appassionati o colleghi bartender, che vogliono cercare un nuovo sviluppo al loro lavoro. Il tutto osservando quello che è accaduto nel settore beverage negli ultimi 10 anni a partire dal fenomeno Vermouth! Ma questo trend, per quanto tempo potrà ancora andare avanti ed essere sostenibile?
Il panorama dei distillati, come il whisky, vive una costante evoluzione
Dietro le quinte del Whisky Festival 2025: novità e sorprese
Ho partecipato a dicembre scorso alla 20°esima edizione di Whisky e Rum festival a Milano, dove erano presenti molte tra le tradizionali etichette internazionali, ma anche alcune new entry se rapportate alla storia delle principali distillerie, in tutto si contavano ben 4000 etichette in esposizione! Mi è sembrata un’edizione un po’ sottotono e priva di qualche novità! Malgrado ciò, qualcosa di interessante sono riuscito a trovarlo. Dal punto di vista delle novità, interessante l’invecchiamento 8 anni fatto prima in botti di rovere ex Bourbon, e successivamente in botti che hanno contenuto Vin Santo, del Single Malt Whisky Pintal della distilleria di Teaninich, fondata nel 1817 nelle Highlands e distribuito in Italia da Spiriti e Colori.
Franco Gasparri, grande ambasciatore del whisky in Italia
Uno degli espositori presenti più interessanti era Franco Gasparri, grande ambasciatore del whisky, per decine di anni al servizio di United Distillers negli anni 90 del secolo scorso prima e per Diageo poi. Ora, dopo l’uscita del suo libro sul whisky, “Whisky Mania”, un must per chi si vuole avvicinare a questo distillato, da alcuni anni è divenuto selezionatore, principalmente di whisky, ma anche di Whiskey irlandese, Rum, Armagnac e Calvados, inventandosi “The Art Collection”.
The Art Collection, la collezione di whisky selezionati da Franco Gasparri
Il suo fiuto da intenditore riesce a fargli scovare botti di grande pregio, e ogni anno riesce a portare in esclusiva in Italia in numero limitato, parliamo di poche centinaia di bottiglie per tipo, alcune selezioni di grande pregio, quali ad esempio Islay of Islay Caol Ila 11 anni a 56,9° o Caol Ila 13 anni 59,1°, Bunnhabahin 8 anni 58,9°, dalla Valle dello Spey Glen Elgin 13 anni 55°, Craigellachie 14 anni 61,3°, Glentauchers 8 anni 62,6° o ancora dalle Highlands Ardmore 8 anni 60,1°, tutte bottiglie che si possono acquistare sul sito di www.theartcollectionwhisky.it
E ora il Whisky Italiano?
Molta attenzione meritano i whisky Italiani, con inizio della produzione nel 2015, in quanto se non si scrive Scotch il whisky lo si può produrre in tutto il mondo. In Italia abbiamo ben 23 aziende presenti al gennaio 2026, come pubblicato dal sito WhiskyClubItalia, sono solo 2 di queste 23, Puni in Trentino e Strada Ferrata in Lombardia, che nascono come distillerie di whisky, mentre le altre 21 sono distillerie già in attività da tempo che producono Grappa o Brandy da decenni.
I whisky della distilleria Puni, in Trentino
Che stiano cercando di diversificare, o seguire mode o incrementare il loro giro d’affari? Altre 5 distillerie stanno accumulando botti ma preferiscono, per il momento, mantenere l’anonimato, ma secondo il presidente del Club Claudio Riva potrebbero essercene anche altre in attesa di lanciare sul mercato nuove “Release”.
I prodotti della distilleria di whisky lombarda Strada Ferrata
È da sottolineare il fatto che non tutti i produttori sono anche distillatori, in quanto non essendoci una normativa è data la possibilità di acquistare whisky rilasciato da altri soggetti, anche all‘estero senza specificare chi, e completare la maturazione nella propria cantina. Per legge va però indicato in etichetta il codice del produttore.
Whisky dalle Langhe e dal Lago di Como
Tra le novità 2025 di questo Festival, vediamo il rilascio dopo 3 anni di invecchiamento del Whisky Stilium, denominato Spirito delle Langhe, presentato proprio in occasione di Whisky Festival 2025. Prodotto dal Birrificio le 2 Sorelle di Santo Stefano Belbo, delle sorelle Federica ed Elisa Toso dell’omonima distilleria di grappa e brandy.
Una mappa delle distillerie di whisky in Italia, realizzata dal Whisky Club
Una altra novità è il Whisky del Lago di Como, (che però non è presente sulla mappa sotto stampata, che porterebbe le aziende che producono e vendono whisky in Italia a 24), un brand conosciuto in tutto il mondo e che potrebbe far da traino in futuro ai whisky nati dalla passione di Andrea Bonacina e Tiziana Gerosa, che hanno impiantato una micro distilleria nei pressi di Como in una non precisata località, iniziando ad invecchiare nel luglio del 2021 il distillato prodotto con 100% di orzo mietuto vicino al lago di Como.
Tivan Whisky Lago e Tivan Whisky Sera, prodotti dalla comasca Casa Tivan
A Erba c’è casa Tivan, un tipico Crotto di Lago, dove è possibile approfondire e degustare il whisky prodotto e da cui prende il nome. Nel 2025 si sono presentati a Whisky Festival con le 2 prime selezioni, Tivan Whisky Lago e Tivan Whisky Sera, 3 anni di invecchiamento la prima in botte di Rovere che ha contenuto birra acida e il secondo in botte di Acacia. Ora non ci resta che attendere le prossime annate e vedere se il Brand del Lago di Como farà da traino al whisky italiano che sicuramente cercherà di posizionarsi negli hotel di lusso a 5 stelle, visto il suo prezzo molto elevato e al di sopra della media! Per il futuro dovremo aspettarci anche whisky dai laghi Maggiore e di Garda, visto quello che è avvenuto con il gin?
E il Gin? Cresce ancora!
Recentemente, con mia sorpresa, ho scoperto la nascita di altri nuovi gin, se proprio ne servivano ancora al mercato; ma uno di questi mi ha incuriosito, il Monnalisa Gin, inventato su una storia rocambolesca, quasi romanzata, quella del furto del dipinto della Monna Lisa, la “Gioconda”, al Louvre di Parigi il 21 Agosto del 1911, da parte di Vincenzo Peruggia, un Italiano originario di Dumenza, un piccolo paese nel Varesotto nella zona di Luino sulle sponde del Lago Maggiore, ed è qui che Francesco Rossi, concittadino di Peruggia e Sommelier Ais, ha avuto l’idea di far diventare una ricetta di gin la sua passione per le bevande alcoliche.
Il Lago Maggiore non è nuovo alla produzione di gin: infatti Monna Lisa ora se la giocherà con Major Gin di Mattia Desidera, realizzato diversi anni fa e con Latitude 43° Gin della Distilleria Rossi di Angera.
Tra leggenda e realtà, il gin Monnalisa
Prendendo spunto dai racconti di Celestina Peruggia, l’unica figlia del fu Vincenzo, che raccontava ai bambini del paese di Dumenza (Va) la storia del proprio papà, di come avesse sottratto il famoso quadro la Gioconda dal museo del Louvre, Francesco Rossi rimase affascinato da questa storia, e se la portò dentro di sé per tanti anni. Fino a quando, unendo la sua passione per il mondo dei distillati a quella per la storia del quadro, decise di realizzare tra il 2022 e il 2024 la ricetta del suo gin e di metterla sul mercato. Fantasticò che uno dei motivi che spinse Peruggia a compiere quel furto, oltre che per motivi sentimentali, fu quello della felicità che il gin gli regalava quando lo sorseggiava!
Monnalisa, il Distilled Gin firmato da Francesco Rossi
Utilizzando materie prime molto originali provenienti dalla Val Dumenzina, tra i quali tarassaco, alloro, castagna, ortica, oltre all’immancabile ginepro, si ottiene un gin leggermente dolciastro, non troppo secco, definito dallo stesso produttore un gin gastronomico, ottimo a fine pasto liscio ma anche nei cocktail più tradizionali.

Monnalisa è un Distilled Gin, gli ingredienti sono messi in infusione nell’alcool, dopo di ché vengono distillati in alambicco in rame. Portato ad un volume alcolico di 40°, viene imbottigliato manualmente e presentato in un’originale confezione dove appare la prima pagina del Figarò di Parigi uscita successivamente al furto della Gioconda, il 22 agosto del 1911. Il mercato ci dirà poi che spazio avrà questo nuovo gin, in mezzo ai tanti già presenti e agli altri che hanno visto la luce quasi in contemporanea.
Ancora gin da giovani barman
DissaGin
Nuovi arrivi sul mercato, come ad esempio per citarne un altro paio prodotti da giovanissimi Barman; il primo è il Dissa Gin, un London Dry nato da un’idea di un mio vecchio allievo, Marco Disabato, il cui acronimo è il nome del suo gin, che oggi gestisce in Svizzera a Crans-Montana il Plaza Bistrò, (località purtroppo venuta alla ribalta per recenti tragici eventi).
Marco Disabato col suo DissaGin
Dal profumo e gusto aggrumati a 40° con la selezione di 8 botaniche quali ginepro, angelica, basilico, lime, coriandolo, cardamomo, Earl Grey tea, fiordaliso rosa, viene distillato e imbottigliato dalle distillerie Mezzanotte di Pesaro, nelle Marche, nominata “Migliore Distilleria Emergente del Mondo 2023”. Marco si è affidato a un giovane gruppo per la sua comunicazione e diffusione, la PrintgraficaPistone di Domodossola.
London Dry MyGin
Legnano (Mi) vede la nascita del London Dry MyGin inventato dal giovane barman Stefano Morello proprietario del Bar Morello, insieme alla sua famiglia. È un gin dal gusto fruttato e morbido, a 43°, prodotto in piccoli lotti, usando 8 botaniche quali melissa, carcadè, zenzero, iris, foglie di lampone, angelica, ginepro e coriandolo.
London Dry MyGin, inventato dal giovane barman Stefano Morello
Nel 2024 ha ricevuto una medaglia di bronzo all’Iwsc! A differenza di DissaGin, Stefano ha sviluppato un suo “modus operandi” per la comunicazione e diffusione del suo prodotto per attirare l’attenzione dei consumatori!