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Schwartz

C'è un piccolo importatore di vini dietro la sconfitta di Trump sui dazi

di Redazione Italia a Tavola
21 febbraio 2026 | 11:01

Con sei voti a favore e tre contrari, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che Trump non può introdurre tariffe facendo leva sulla legge sulle emergenze nazionali. La decisione ha visto i tre giudici conservatori schierarsi con i liberal, risultando determinante per l’esito del voto. Tuttavia, il tycoon ha già annunciato l’intenzione di adottare un piano alternativo, alimentando nuove incertezze per il settore agroalimentare italiano che comunque mantiene un atteggiamento prudente. Dietro la sentenza, però, c'è soprattutto un uomo:  Victor Owen Schwartz. Si tratta dell'imprenditore  diventato noto al grande pubblico grazie a una causa che ha messo in discussione i dazi imposti dall’amministrazione Trump su prodotti importati, in particolare i vini stranieri.

C'è un piccolo importatore di vini dietro la sconfitta di Trump sui dazi

Victor Owen Schwartz brinda dopo la sentenza della Corte Suprema

Chi è l'uomo che ha sconfitto Trump sui dazi

Ex professionista della finanza, Schwartz ha scelto di seguire la sua passione per l’enologia aprendo Vos Selections, un’azienda che per quasi quarant’anni ha importato vini, liquori e sakè da piccoli produttori in Italia e in altre parti del mondo, distribuendoli nello Stato di New York e nel New Jersey. Il successo di Vos Selections non si misura solo sul piano legale, ma anche nella capacità di costruire una rete solida con produttori italiani di piccola scala, le cui produzioni non potrebbero mai essere replicate altrove. I vini importati provengono da territori diversi, ciascuno con la propria storia e tradizione, e sono stati scelti per la qualità e l’autenticità. Questo legame diretto tra produttore e importatore è stato uno dei motivi per cui l’azienda si è esposta pubblicamente contro i dazi, diventando una voce rara tra le imprese del settore.

Il cuore della questione erano i dazi che avevano colpito duramente le piccole imprese. La lista dei prodotti di Vos Selections comprendeva molti vini italiani, tra cui etichette di Antica Hirpinia, Fattoria di Petroio, Lis Neris e Poderi Roset, realtà che da sempre hanno rapporti stretti e consolidati con l’azienda americana. L’imposizione delle tariffe, decise senza approvazione del Congresso, minacciava non solo il business di Schwartz, ma anche le famiglie dei produttori e l’accesso dei consumatori statunitensi a prodotti autentici e diversificati. «È una giornata straordinaria per la giustizia americana - ha scritto Schwantz su Instagram - quando una piccola azienda come la nostra, con forti ideali e determinazione, può vedere il proprio caso ascoltato dalla Corte Suprema degli Stati Uniti e vincere. Un brindisi a un futuro più luminoso per tutte le piccole imprese americane! Siamo grati al Liberty Justice Center per il supporto legale pro bono e al nostro team legale per la loro vigorosa difesa. Non vediamo l’ora che il governo restituisca le tasse riscattate impropriamente». 

La causa collettiva e il supporto legale

La sfida legale non è stata affrontata in solitudine. Schwartz si è unito ad altre aziende colpite dalle stesse tariffe, tra cui FishUsa, specializzata in e-commerce di attrezzature per la pesca, Genova Pipe, produttore di tubi in Abs, MicroKits, operante nel settore elettronico, e Terry Precision Cycling, dedicata all’abbigliamento sportivo femminile. Insieme hanno formato un gruppo di 50 piccoli imprenditori deciso a contestare l’operato dell’amministrazione federale. Il sostegno legale è arrivato dal Liberty Justice Center, che ha offerto assistenza pro bono, consentendo alle aziende di portare la causa fino alla Corte Suprema. L’approccio è stato chiaro: non si trattava di una questione politica, ma di principi di equità e rispetto del processo legislativo.

C'è un piccolo importatore di vini dietro la sconfitta di Trump sui dazi

Victor Owen Schwartz è stato assistito dal Liberty Justice Center

Sul sito di Vos Selections si leggeva già prima della sentenza: «Queste nuove tasse, imposte senza l’approvazione del Congresso, mettono a repentaglio non solo la nostra attività, ma anche i mezzi di sussistenza delle famiglie di agricoltori che rappresentiamo e l’accesso dei consumatori americani a prodotti diversi e autentici. Crediamo nel libero mercato e nel prendere posizione quando qualcosa non va».

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