Con oltre 140 anni di storia, dal 1884, Stock Spirits Italia consolida il proprio posizionamento nel mercato degli spirits attraverso una strategia che mette al centro prodotto, qualità e ampiezza di gamma. Un percorso che guarda all’evoluzione dei consumi e alle nuove occasioni di consumo, dall’aperitivo al dopocena. «È una bella sfida. Il punto di partenza è sempre il prodotto, che per noi è la base di tutto», sottolinea Davide Gibertini, Ceo di Stock Spirits Italia. «Operiamo nel mercato delle bevande spiritose, dove la capacità di interpretare il cambiamento è determinante».

Limoncé Aperitivo
Limoncé Aperitivo: lo spritz al limone che guarda all’Europa
Cuore della strategia è Limoncé Aperitivo, pensato per il rituale dello spritz con la formula 1-2-3: tre parti di prosecco, due di Limoncé Aperitivo e una di soda. Rispetto al Limoncé classico (25°), la nuova referenza presenta una gradazione di 14,8°, studiata per offrire una bevuta più fresca e bilanciata, in linea con la domanda di cocktail a bassa gradazione alcolica. Realizzato con limoni di Sicilia, varietà Femminello tardivo, il prodotto si inserisce in un percorso di valorizzazione dell’origine italiana, con uno sviluppo commerciale su scala europea. «È un prodotto italiano che sta ottenendo riscontri molto positivi anche negli altri Paesi del gruppo» evidenzia Gibertini. Il risultato è un aperitivo al limone pensato per intercettare la crescente ricerca di leggerezza senza rinunciare all’intensità aromatica.

Lo spritz a base di Limoncé Aperitivo
Il drink dell’estate 2026? Limoncé Aperitivo
Tra aperitivi leggeri e cocktail freschi, la scommessa per la stagione estiva è chiara. «Non ho dubbi: il drink dell’estate sarà Limoncé Aperitivo», afferma Gibertini. Un suggerimento di servizio? Con una focaccia ligure, per un abbinamento che valorizza la freschezza agrumata e la convivialità dell’aperitivo italiano.

Davide Gibertini, Ceo di Stock Spirits Italia
Nuovi trend spirits: tequila, gin e ready to drink in crescita
Il mercato degli spirits in Italia e in Europa sta vivendo una fase di trasformazione. Le categorie in maggiore espansione includono tequila, gin e soprattutto i ready to drink. «Oggi le persone vogliono bere meglio: i giovani consumano con maggiore frequenza ma in quantità inferiori, cercando qualità e leggerezza» osserva Gibertini. I ready to drink rappresentano uno dei segmenti più dinamici: cocktail già pronti, pratici, con gradazioni contenute e un posizionamento trasversale tra consumo domestico e fuori casa.
Ready to drink: cambia il momento di consumo
La diffusione dei cocktail pronti da bere non modifica solo il target, ma anche le occasioni di consumo. Lattine e bottigliette rispondono a un’esigenza di praticità e velocità, sia nel canale Horeca sia nel consumo domestico. «Non è detto che si debba sempre partire da una bottiglia e mixare: avere un prodotto pronto significa rendere l’aperitivo più agile, senza rinunciare alla qualità», spiega il Ceo. All’interno della gamma spiccano Keglevich Vodka Lemon e Keglevich Vodka Soda menta & sambuco, oltre alla linea Keglevich Frutta & Soda, declinata in diverse varianti di gusto.

Keglevich Vodka, anche in formato ready to drink
Portfolio completo spirits: vodka, whisky, tequila e gin
Accanto a Limoncé Aperitivo e a Keglevich Vodka, oggi protagonista anche nel segmento ready to drink, Stock Spirits Italia presidia tutte le principali categorie del comparto spirits, con un’offerta trasversale capace di coprire ogni momento di consumo. Tra i brand di punta figura nel mondo whisky, Clan Campbell si conferma riferimento consolidato, valorizzato anche in miscelazione con cocktail come il Clan Sour. Nel comparto agave, Sierra Tequila intercetta la crescita della categoria tequila, sempre più richiesta nella mixology moderna e in ricette come la Paloma. Completa il portafoglio una gamma articolata di gin, declinati in diverse varianti ideali per il Gin Tonic e per cocktail classici e contemporanei. «Stock Spirits Italia può contare su un portafoglio completo che copre praticamente tutte le categorie, dal pre-pasto al dopo-pasto. Questo consente di rispondere alle esigenze di ogni tipologia di locale e occasione di consumo», sottolinea Davide Gibertini.
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