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Ecco i “Magnifici dieci”: così Monchiero racconta le Langhe con i suoi vini

Guido Ricciarelli
di Guido Ricciarelli
25 febbraio 2026 | 09:30

Una storia di mezzadria diventata storia di vino e di riscatto, vicenda comune in Langa. Dalla vendita delle uve si passa alla produzione di vino, prima sfuso e poi imbottigliato. La cantina Monchiero si tramanda di generazione in generazione, affinando via via l’impegno qualitativo con l’ammodernamento delle strutture vitivinicole e l’acquisizione di nuovi vigneti. Dagli anni Cinquanta del secolo scorso l’orgoglio di famiglia si concentra comprensibilmente, nella visione di Luca e Stefano Monchiero, su alcuni grandi Barolo. Ma non solo. Ci arriveremo per gradi.

Ecco i “Magnifici dieci”: così Monchiero racconta le Langhe con i suoi vini

La famiglia Monchiero

Monchiero i "magnifici dieci"

Iniziamo con il Vino Bianco Quattro Filari, ottenuto da uve bianche, appezzamento di circa 1000 metri. La produzione annua è di circa 900 bottiglie. Con i suo tappo a vite dichiara apertamente la sua vocazione alla bevibilità, obiettivo centrato per la bassa gradazione alcolica ( 12,5% ) che ne assicura freschezza, slancio e tendenza e reiterare l’assaggio. Tappo a vite anche per il Langhe Arneis 2024 che non lo sminuisce, anzi.  Un vino bianco pronto in pochi mesi che evidenzia profumi netti e nitidi di mela Granny Smith e ribes bianco con leggere note agrumate e speziate, mentre il palato è di buona freschezza, ricco di frutto e di grande piacevolezza.

Ecco i “Magnifici dieci”: così Monchiero racconta le Langhe con i suoi vini

La cantina Monchiero ha sede a Castiglione Falletto

In questa azienda piace giocare con Il Langhe Nebbiolo. Ne abbiamo a disposizione due versioni dell’annata 2023. Nella versione “classica”, troviamo una veste fruttata intensa e sfaccettata, arricchita da sensazioni di fiori secchi e pepe nero . Al palato è teso, progressivo, con una spina acida ben integrata e un finale di notevole profondità e purezza aromatica. Diverso quello con Affinamento in Anfora. Non si può negare che la vinficazione in anfora susciti sempre una  suggestione ancestrale. Tutti i vini che nascono in anfora (Josko Gravner docet), condividono un certo flusso,  sono meno statici rispetto a quelli fatti in acciaio, cemento o legno. Al contrario, sono dinamici, ti attraversano. È una questione di protezione, di tempi più o meno lunghi di macerazione sulle bucce e più o meno brevi di maturazione in  base al vitigno.Una cosa è la  Ribolla Gialla di Gravner, un’altra il Nebbiolo di Pardi.  Certamente è per tutti una sfida, un passo verso l’ignoto. In questo caso ci sembra una lettura futuristica  su cui si può insistere. La Barbera d’Alba Superiore 2023 ci riporta ai parametri classici con la sue espressioni di confettura di mirtillo, mora e ciliegia, che si fondono con vigorosi accenni di rosa appassita e spezie. In bocca è molto ricco e persistente. Una rinfrescante acidità dona equilibrio e invoglia a un secondo sorso.

Ecco i “Magnifici dieci”: così Monchiero racconta le Langhe con i suoi vini

Da sinistra: Vino Bianco Quattro Filari, Langhe Arneis, Langhe Nebbiolo, Langhe Nebbiolo affinato in anfora e Barbera d'Alba Superiore

Siamo al giro di boa. Esaurita la prima cinquina arrivano altrettanti Barolo. Si Parte con il Barolo del Comune La Morra 2021. Naso timido e sussurrato, magistrale e preciso. Spezie, frutta macerata, incenso e legni nobili, sottobosco, cuoio  e tabacco. Bella e ricca progressione. Sorso tosto, ricco, persistente, tannini ancora ruggenti e dal grande potenziale evolutivo. Il Barolo Rocche di Castiglione 2021. Sinuosi accompagnamenti fruttati e floreali dalle piccole bacche rosse alla viola mammola scortano l’esplorazione olfattiva verso orizzonti di delicata balsamicità e speziatura. Il tannino è serico, spalleggiato da un ricca e persistente sapidità. Assaggio rinvigorente.

Ecco i “Magnifici dieci”: così Monchiero racconta le Langhe con i suoi vini

I Barolo di Monchiero (da sinistra): La Morra, Rocche di Castiglione, Castiglione Falletto, Montanello e Riserva Pernanno

Il Barolo del Comune di Castiglione Falletto 2021 unisce eleganza e vigore. Ha naso molto fine, mentolato, terso nelle note di violetta e fragola, ribes, ciliegia, agrume e scorza d’arancia. La bocca è potente, con tannino vivace e lunga e rigorosa persistenza. Il Barolo Montanello 2020 ha un’impronta floreale straordinaria con innesti di frutta rossa dolce e di grande definizione. Fiori freschi, geranio, ribes, succo di melagrana, cola, violetta, gelatina di frutta. Al gusto tanto equilibrio che non manca di corpo e persistenza. A chiudere il Barolo Riserva Pernanno 2019. Sentori puri di mora, lampone e viola si stagliano su un substrato di liquirizia e altre dolcezze speziate, con lindi interludi vegetali. L’impatto tannico sostiene una struttura gustativa importante, fatta per la durata. E tuttavia il finale è già elegante, rarefatto. Giovanile nobiltà. Questi i magnifici dieci di Monchiero.

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