Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
lunedì 16 marzo 2026 | aggiornato alle 00:16| 117993 articoli in archivio

in svizzera

Vini d’alta quota: l’Engadina raccontata attraverso i suoi calici

Giorgio Vizioli
di Giorgio Vizioli
05 febbraio 2026 | 09:30

L’inverno, per chi li ama, è la stagione degli sport della neve, ma anche della semplice ma meravigliosa contemplazione dei bianchi paesaggi montani. Tra le tante mete che offre l’arco alpino, l'Engadina nasconde un patrimonio enologico di rara personalità che merita di essere scoperto per dare sostanza e territorio al piacere del bicchiere. Siamo in Svizzera, nel Cantone dei Grigioni, una regione dove la vite sfida la montagna con risultati che sorprendono anche i palati più esperti.

Vini d’alta quota: l’Engadina raccontata attraverso i suoi calici

L'Engadina nasconde un patrimonio enologico di rara personalità

Il Completer: il bianco dei monaci tra storia e montagna

Chi desideri provare l'emozione di un sorso che sa di storia e di silenzio, non piuò mancare di assaggiare il principe degli autoctoni engadinesi: il Completer. Vitigno a bacca bianca, la cui presenza è documentata già nel XIV secolo, che deve il suo nome al Completorium, l’ultima preghiera monastica della giornata. Era infatti il vino che i monaci di Coira sorseggiavano nel raccoglimento serale. È un vino di rara potenza, capace di invecchiare magnificamente (proprio come i grandi bianchi della Borgogna o i Riesling tedeschi) grazie a una acidità tagliente, che sostiene aromi densi di mela cotogna e resina.

Vini d’alta quota: l’Engadina raccontata attraverso i suoi calici

La vendemmia del Completer

Rauschling: la freschezza alpina in un calice

Accanto a questo gigante alpino, la tradizione locale custodisce il Rauschling. È un sopravvissuto del passato, un autoctono che oggi si trova solo in piccoli fazzoletti di terra. Nel calice si esprime con un'eleganza sottile, note agrumate e una mineralità che richiama direttamente la roccia delle Alpi, ideale per chi cerca una freschezza purissima.

Vini d’alta quota: l’Engadina raccontata attraverso i suoi calici

Rauschling: un'uva bianca sopravvissuta al passato

Bündner Herrschaft e il Pinot Noir dei Grigioni

Ma il volto moderno della viticoltura grigionese passa soprattutto attraverso la Bündner Herrschaft, patria d'elezione del Pinot Noir. La Bündner Herrschaft (traducibile in italiano come "Signoria Grigionese") è la regione vitivinicola più pregiata dei Grigioni: una striscia di terra che si estende sulla sponda destra del Reno, a nord di Coira (capoluogo del Cantone).

Vini d’alta quota: l’Engadina raccontata attraverso i suoi calici

La Bündner Herrschaft è la patria d'elezione del Pinot Noir

Sebbene sia un vitigno internazionale, il Pinot Noir ha trovato qui un habitat talmente perfetto da essere considerato quasi un figlio della valle, offrendo. Grazie al soffio caldo del vento Föhn, che consente la maturazione delle uve anche a quote altrimenti proibitive, rossi setosi e complessi, che nulla hanno da invidiare ai cugini francesi e italiani.

Abbinamenti gastronomici: dal Capuns ai formaggi d’alpeggio

Ma come abbinare questi vini? I sapori decisi dell'Engadina chiamano vini di carattere. Se i piatti sono i classici Capuns (involtini a base di un impasto di farina, avvolti in foglie di bieta, bolliti nel latte e nel brodo e poi serviti con un pizzico di speck, formaggio oppure cipolle) o la celebre carne secca dei Grigioni, un Pinot Noir d'annata è il compagno ideale. Per i formaggi d'alpeggio più stagionati o per una fonduta, invece, lasciatevi stupire dalla struttura monumentale del Completer: un abbinamento che trasforma una cena in un’esperienza sensoriale montana a tutto tondo.

© Riproduzione riservata