La società vitivinicola Losito e Guarini chiede l’avvio di un confronto definito «diretto e trasparente» con l’azienda e con tutti i soggetti istituzionali coinvolti nella procedura, con l’obiettivo - spiega - di individuare soluzioni capaci di garantire prospettive concrete di continuità e crescita non solo per Terre d’Oltrepò, ma per l’intero comparto territoriale. La posizione dell’azienda arriva dopo che, nelle scorse settimane, era stata manifestata la disponibilità a valutare un’eventuale acquisizione o, in alternativa, ad aprire una trattativa nell’ambito della procedura di liquidazione della cooperativa.

Acquisizione o affitto d’azienda: il futuro di Terre d’Oltrepò resta incerto
Il tema era già approdato anche sul piano politico e istituzionale. Il mancato riscontro aveva infatti portato a un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, oltre a mozioni presentate alla Camera da Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.
I possibili scenari: acquisizione completa, rami o affitto d’azienda
In una nota ufficiale, Losito e Guarini precisa di aver ricevuto il 29 gennaio una comunicazione dal commissario ministeriale Zingone in risposta alla manifestazione di interesse inviata a dicembre. Un riscontro che la società definisce positivo, ma che richiede - si legge - alcune puntualizzazioni sul contenuto della proposta. L’azienda sottolinea infatti che l’interesse espresso non era limitato alla sola acquisizione di quote societarie, come sarebbe stato interpretato, ma era esteso a tutte le possibili soluzioni utili a garantire la continuità aziendale. Tra queste rientrerebbero anche eventuali ipotesi di acquisizione complessiva dell’azienda, di singoli rami oppure formule alternative, come l’affitto d’azienda.
Proprio quest’ultima ipotesi sta emergendo con maggiore frequenza nelle ultime settimane. Secondo indiscrezioni, la cooperativa veneta Collis - attualmente in interlocuzione con i commissari di Terre - potrebbe valutare la strada dell’affitto d’azienda come soluzione più rapida per assicurare la gestione operativa e arrivare senza interruzioni alla vendemmia 2026, rispetto ai tempi più lunghi richiesti da un’acquisizione vera e propria. Alla luce di questo scenario, Losito e Guarini ribadisce la necessità di un confronto aperto tra tutte le parti coinvolte. Le notizie relative alla possibile stipula di un contratto di affitto d’azienda - conclude la società - rendono ancora più urgente un tavolo di confronto chiaro e trasparente, nell’interesse della continuità produttiva e della stabilità del sistema vitivinicolo locale.
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