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Doc Delle Venezie: contrassegno di Stato digitale per la tracciabilità del vino

Vincenzo D’Antonio
di Vincenzo D’Antonio
12 marzo 2026 | 11:24

Il Consorzio Doc Delle Venezie, in un importante momento di confronto con la stampa, tenutosi alla Villa Necchi Campiglio di Milano, luogo FAI, palesa e validamente comunica la nuova strategia di posizionamento della denominazione e il ruolo del contrassegno di Stato tricolore, in un momento di particolare importanza, ed è bene sottolinearlo. Il contrassegno di Stato, da efficace strumento di controllo evolve oggi in passaporto digitale della bottiglia e leva strategica di valorizzazione del vino e dell’origine. Insomma, uno strumento di garanzia, quale espressione di un modello evoluto di denominazione italiana, capace di coniugare identità territoriale, governance interregionale (il Triveneto), tutela pubblica, innovazione tecnologica e valorizzazione culturale.

Doc Delle Venezie: contrassegno di Stato digitale per la tracciabilità del vino

La conferenza stampa tenutasi a Milano

27mila ettari e 230 milioni di bottiglie: i numeri del Pinot Grigio delle Venezie

Luca Rigotti, presidente del Consorzio Doc Delle Venezie, ha ripercorso l’evoluzione della denominazione e del Consorzio stesso, riconosciuto dal Ministero dell’Agricoltura con incarico erga omnes per le attività di tutela, promozione e vigilanza sul mercato. Un percorso di crescita e consolidamento che negli ultimi anni ha rafforzato il modello organizzativo della Doc e che anche nel 2025 ha registrato risultati positivi, con volumi stabili e una sempre maggiore capacità di coordinamento all’interno di un sistema che abbraccia i territori di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento. «Parliamo di una filiera che conta su un potenziale viticolo di circa 27.000 ettari di vigneto, 6.141 viticoltori, 575 imprese di vinificazione e 371 imprese di imbottigliamento, e che rappresenta il 43% del Pinot Grigio mondiale e l’85% di quello nazionale, con una produzione annua di circa 230 milioni di bottiglie. Il Pinot Grigio Doc Delle Venezie nasce dalla capacità dei territori del Nord-Est di fare sistema e di costruire una governance condivisa, anche attraverso strumenti di gestione comuni e un tavolo di coordinamento interregionale. È questa oggi la nostra forza e la dimostrazione che la coesione rappresenta la chiave per affrontare con efficacia le sfide dei mercati globali», conclude Rigotti.

I numeri del Consorzio Doc Delle Venezie

  • Anno di costituzione del consorzio: 2017
  • Superficie a vigneto: 27mila ettari
  • Quantità bottiglie / anno: 230milioni
  • Viticoltori: 6.142
  • Imprese di vinificazione: 575
  • Imbottigliatori: 376
  • Pinot Grigio Doc Delle Venezie: 85% del Pinot Grigio italiano
  • Pinot Grigio Doc Delle Venezie: 43% del Pinot Grigio mondiale.

Dal vigneto alla bottiglia tracciata: come funziona il nuovo sistema digitale

Molto interessante l’intervento di Matteo Taglienti, direttore mercati privati Italia dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che ha illustrato l’evoluzione del contrassegno di Stato nella sua dimensione digitale. «Il contrassegno nasce come strumento di garanzia e controllo della produzione, con l’obiettivo di assicurare autenticità e tracciabilità dei prodotti. Nel tempo questo sistema si è evoluto integrando tecnologie sempre più avanzate, in grado di rispondere alle crescenti esigenze di sicurezza e trasparenza del mercato». Francesco Liantonio, presidente di Triveneta Certificazioni - uno dei principali organismi di controllo del settore vitivinicolo italiano, nato dalla collaborazione tra Ceviq, Siquria, Valoritalia e la Camera di Commercio di Trento - ha illustrato il ruolo del sistema di certificazione e l’importanza di rafforzare le sinergie a beneficio del patrimonio viticolo interregionale. «Il nostro compito è svolgere in maniera sistematica i controlli di conformità lungo tutte le fasi della produzione, per garantire che in ogni segmento della filiera siano rispettati i requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione del Pinot Grigio Doc Delle Venezie. Solo all’esito positivo di questo processo - ha spiegato Liantonio - è possibile rilasciare i contrassegni di Stato da applicare sulle bottiglie, a garanzia della conformità del prodotto». Liantonio ha inoltre sottolineato come il Polo Vitivinicolo del Triveneto - recentemente inaugurato a San Vito al Tagliamento (Pn) - rappresenti un rappresenti un esempio concreto di collaborazione tra organismi di certificazione e sistema consortile.

Doc Delle Venezie: contrassegno di Stato digitale per la tracciabilità del vino

La denominazione ha un potenziale viticolo di circa 27.000 ettari di vigneto

La parola è quindi tornata a Rigotti, intervenuto anche nella tavola rotonda per approfondire il valore strategico dell’introduzione del contrassegno di Stato nel percorso di crescita della denominazione. «Abbiamo scelto di adottare il contrassegno fin dall’inizio del nostro progetto perché rappresenta uno strumento di garanzia, trasparenza e tutela, oltre che un elemento distintivo capace di rafforzare l’identità della Doc e la sua riconoscibilità sui mercati internazionali. Oggi accogliamo con grande soddisfazione la sua evoluzione verso un sistema sempre più completo e innovativo, che collega il prodotto al territorio e alla filiera produttiva, offrendo al consumatore informazioni chiare e maggiore fiducia. Non è soltanto una fascetta applicata alla bottiglia, ma il simbolo di un sistema che unisce controlli, innovazione e responsabilità condivisa lungo tutta la filiera. Al contempo promuoviamo anche un consumo consapevole e responsabile, contribuendo così a una sostenibilità sociale che, come Consorzio, abbiamo scelto di perseguire anche attraverso la partnership con Wine in Moderation. Restiamo così in prima linea nella promozione di un consumo moderato, riconoscendo al vino la sua piena dignità culturale, in uno scenario globale in cui questo prodotto viene messo spesso sotto attacco».

Doc Delle Venezie: contrassegno di Stato digitale per la tracciabilità del vino

Luca Rigotti, presidente del Consorzio Doc Delle Venezie

Sul tema della tutela pubblica e della lotta alla contraffazione è intervenuto Biagio Morana, direttore dell’Ufficio ICQRF Nord-Est del MASAF, che ha evidenziato il ruolo centrale del sistema dei controlli nell’opera di difesa della reputazione delle Indicazioni Geografiche italiane sui mercati internazionali. «Proprio perché molto apprezzati, i prodotti italiani di qualità sono spesso oggetto di contraffazione, imitazione ed evocazione», ha spiegato Morana, ricordando come il sistema di controllo italiano si fondi sulla collaborazione tra autorità pubbliche, organismi di certificazione e Consorzi di tutela. «L’ICQRF opera lungo tutta la filiera con controlli mirati nelle diverse fasi produttive, attività di vigilanza e una stretta collaborazione con i Consorzi, anche sui mercati esteri».

Vino, cultura e territorio: la strategia per rafforzare il valore della Doc

La strategia di valorizzazione della Doc Delle Venezie si estende infine anche alla dimensione culturale e identitaria, come ha evidenziato Paolo Pigliacelli di Symbola-Fondazione per le qualità italiane, partner del Consorzio in un percorso che mette in relazione vino, territori e responsabilità sociale. «Il vino italiano non è soltanto un prodotto agricolo: è un racconto di provenienza, comunità e paesaggi. In ogni bottiglia si ritrovano saperi tramandati nel tempo, biodiversità e identità locali. Raccontarlo in questa prospettiva significa rafforzare il valore del made in Italy e spiegare come la qualità nasca dall’incontro tra cultura, sostenibilità e territorio». Secondo Pigliacelli, la tutela e la valorizzazione dei territori passano necessariamente attraverso un sistema di alleanze: «Quando imprese, consorzi, istituzioni e realtà culturali lavorano insieme, si costruisce un modello capace di generare valore economico, sociale e culturale nel lungo periodo. L’esperienza del Consorzio Doc Delle Venezie dimostra come questa collaborazione possa tradursi in un progetto concreto di valorizzazione del territorio e della filiera vitivinicola».

Doc Delle Venezie: contrassegno di Stato digitale per la tracciabilità del vino

Tracciabilità e controlli: nasce la garanzia della Doc Delle Venezie

A chiudere la conferenza il presidente Rigotti ha presentato una panoramica sull’andamento della Doc Delle Venezie e sul Report Consorzio Doc Delle Venezie 2025. «I dati 2025 della Doc Delle Venezie confermano la solidità di una delle principali denominazioni del vino italiano ed europeo, con imbottigliamenti stabili, che si attestano a 1,69 milioni di ettolitri e certificazioni che raggiungono 1,79 milioni di ettolitri, in crescita del 2,3%. Anche le riclassificazioni in ingresso, pari a 195 mila ettolitri, confermano il corretto funzionamento del sistema interregionale del Pinot Grigio e delle misure di gestione dell’offerta introdotte dal Consorzio. Si tratta di risultati significativi in uno scenario internazionale complesso, segnato da contrazione e trasformazione dei consumi e da incertezze geopolitiche. In questo contesto - ha concluso Rigotti - il Consorzio continuerà a lavorare rafforzando gli strumenti di governo dell’offerta e le attività di promozione sui mercati internazionali. Il Report 2025 racconta un anno intenso di attività, con il consolidamento delle partnership culturali e istituzionali e la nascita del tavolo di coordinamento interregionale del Pinot Grigio: strumenti fondamentali per affrontare le sfide future e rafforzare il valore e il posizionamento della denominazione».

Montasio Cattel

Non si nasconde la polvere sotto il tappeto, non si fa finta di non vedere quanto turbolento sia il mercato, bensì, proprio non celando le difficoltà, il Consorzio si dota degli strumenti atti a superare lo sfavorevole scenario attuale. Utile al comparto vitivinicolo del Bel Paese, atto a fungere da best practice per gli altri Consorzi, è questo arguto agire del Consorzio Doc delle Venezie.

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