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Valdo festeggia 100 anni e rilancia: «Il Prosecco oggi vende tre volte lo Champagne»

Gabriele Ancona
di Gabriele Ancona
vicedirettore
12 marzo 2026 | 18:07

Valdo, storica casa vinicola di Valdobbiadene (Tv), lungo tre generazioni ha diffuso ovunque la cultura del Prosecco. Una storia lunga un secolo (1926-2026) celebrata a Milano, presso l’antico il Teatro Gerolamo, inaugurato nel 1868 e scenografia ideale per questo evento. Sul palco, guidati dall’attore Pino Strabioli, Pierluigi Bolla, presidente di Valdo Spumanti, la chef stellata Chiara Pavan e il giornalista Giulio Somma.

Valdo festeggia 100 anni e rilancia: «Il Prosecco oggi vende tre volte lo Champagne»

Chiara Pavan, Pierluigi Bolla e Giulio Somma sul palco del Teatro Gerolamo di Milano

Valdo, da una locanda al primo vigneto

La storia di Valdo nasce dalle radici della famiglia Bolla, che in tre generazioni ha saputo unire passione e visione imprenditoriale, contribuendo a portare il prosecco sui mercati internazionali. Tutto inizia nel 1883, quando Albano Bolla, proprietario di una locanda a Soave, comincia a produrre vino per i propri ospiti e a distribuirlo nei locali più prestigiosi di Venezia e Milano. Nel 1926 viene fondata la Società Anonima Vini Italiani Superiori, mentre nel 1938 Sergio Bolla completa l’acquisizione dell’azienda, trasformandola nel 1951 in Valdo e dando avvio a un percorso di sviluppo destinato a segnare la storia del prosecco italiano.

Valdo festeggia 100 anni e rilancia: «Il Prosecco oggi vende tre volte lo Champagne»

Pierluigi Bolla, presidente di Valdo

«Le cantine Valdo hanno avuto un ruolo fondamentale perché hanno spesso anticipato i tempi nelle loro scelte. La storia della famiglia Bolla nasce da una locanda - ha ricordato Somma - guidata dal bisnonno dell’attuale presidente, che decise di acquistare un vigneto per servire il suo vino alla clientela. Una distintività che si è riprodotta negli anni. Il che significa attenzione al mercato in generale e al cliente in particolare. Un approccio che oggi definiremmo marketing oriented, guidato dalla ricerca di unicità e da una logica quasi sartoriale che ha forgiato uno stile vinicolo riconoscibile. Dalle sperimentazioni sul metodo classico alle cuvée dedicate alla ristorazione fino alle etichette più recenti, si tratta di vini che esprimono profondità e complessità organolettica e raccontano una storia enologica significativa». 

«Ci siamo sempre orientati verso l’innovazione, mai a scapito della tradizione - ha sottolineato Bolla -. Il vigneto è sempre stato nel dna della famiglia, al centro. Il bisnonno vendeva il vino che produceva. Una garanzia per il cliente». Tematica approfondita da Chiara Pavan, stella Michelin e stella verde con il suo Venissa (Mazzorbo Venezia): «Oggi, nella fragilità del cambiamento climatico, il lusso è guardare al “locale”. Il vino è uno specchio di questi cambiamenti e il Prosecco sa donare gioia ed evoca festa e convivialità. Il prosecco è molto richiesto nel mio ristorante, anche dal pubblico internazionale, per il suo carattere fresco, leggero e profumato, ideale in abbinamento ad antipasti e piatti di verdure o di pesce. Lo apprezzo molto anche per il suo forte legame con il territorio, una terra vocata con una ricchezza di sapori unica e molto stimolante per chi fa il mio lavoro».

Valdo, gli stili di vita interpretati dai prodotti

«Vendiamo gusto, piacere e identità - ha puntualizzato Bolla - Vendiamo cultura: il Prosecco è un vino che sa parlare al mondo e ha fatto da apripista ai vini italiani. A livello globale il Prosecco vale il triplo delle vendite di Champagne. Se analizziamo il mercato in retrospettiva, però, negli anni ’90 il Prosecco ha vinto la concorrenza con il vino bianco: cambiano gli stili di vita, interpretati dai prodotti. In quest’ottica oggi il Prosecco non si deve reinventare, ma deve sapersi governare. Abbiamo avuto grande sensibilità nell’anticipare i tempi».

Valdo festeggia 100 anni e rilancia: «Il Prosecco oggi vende tre volte lo Champagne»

Un calice di Prosecco Valdo che celebra il centenario della casa vinicola

Il futuro, quindi, sempre dietro l’angolo. «Nel mondo della cucina è già in atto - ha annotato Chiara Pavan - Si vive una dimensione più sobria, concentrati sulla materia prima. Si sta tornando alla semplicità». In linea con la storia e l’evoluzione della centenaria Valdo.

Valdo, cento anni tra le colline di Valdobbiadene

Da oltre un secolo Valdo produce prosecco e spumanti a Valdobbiadene, un territorio famoso per la sua vocazione vitivinicola e riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2019. Qui l’uva Glera raggiunge la sua massima espressione, e Valdo interpreta questo patrimonio con un equilibrio tra rispetto per la tradizione, competenza tecnica e continua innovazione. L’azienda è entrata recentemente a far parte dell’Associazione Marchi Storici d’Italia, un riconoscimento che sottolinea il ruolo di Valdo nella storia imprenditoriale e culturale del Paese. Dal lancio della distribuzione nazionale negli anni Sessanta, agli sviluppi tecnologici dello stabilimento e all’espansione internazionale tra gli anni Ottanta e Novanta, il percorso di Valdo racconta una realtà capace di adattarsi all’evoluzione della società e dei consumi, senza perdere il legame con il territorio.

Montasio Cattel

Oggi il centenario apre nuovi scenari: l’azienda ha acquisito I Magredi, un’azienda agricola nelle Grave del Friuli con 65 ettari di vigneti, destinati alla produzione di vini fermi, metodo Charmat e metodo classico, ampliando l’offerta oltre al Prosecco. Contestualmente, Valdo risponde ai cambiamenti nei gusti dei consumatori con Valdo Purø – Alcohol Free Blanc de Blancs, una proposta dealcolata pensata per chi cerca un’alternativa senza rinunciare alla qualità e alla freschezza del terroir. Il racconto di Valdo non è solo la celebrazione di un passato centenario, ma un progetto di futuro che combina storia, innovazione e sostenibilità, mantenendo il territorio e le colline di Conegliano e Valdobbiadene al centro di ogni bottiglia.

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