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Tre regioni, cinque tenute, sedici vini: il progetto dei cru Tinazzi a Vinitaly

di Redazione Italia a Tavola
20 marzo 2026 | 09:30

Determinazione, impegno, solidità, visione. Sono le parole chiave della storia della famiglia Tinazzi nel mondo del vino. Un percorso che, dall’anno della fondazione nel 1968 sino ad oggi, ha portato l’azienda a produrre oltre 3 milioni di bottiglie e ad esportarle in oltre 50 mercati nel mondo. Una crescita progressiva sostenuta dalla ricerca costante della massima qualità, dal vigneto alla tavola, oltre che da tanta passione e concretezza.

Il Lunante Valpolicella, uno dei vini principali prodotti dalla tenuta Poderi Campopian di Tinazzi
Il Lunante Valpolicella, uno dei vini principali prodotti dalla tenuta Poderi Campopian di Tinazzi

Oggi la famiglia Tinazzi possiede oltre 60 ettari di proprietà in tre diverse regioni - Veneto, Puglia e Toscana - ed è pronta a presentare a Vinitaly a Verona (12-15 aprile 2026) le punte di diamante della sua produzione.

Tinazzi a Vinitaly 2026: i cru protagonisti della produzione

Saranno infatti al centro di questa edizione i vini delle sue cinque tenute agricole: 16 vini prodotti in un numero limitato di bottiglie che raccontano un progetto fatto di massima cura, basato su un legame inscindibile con il territorio.

Si parte da Poderi Campopian, la tenuta più alta della Valpolicella Classica, con i suoi cinque ettari vitati a ben 650 metri sul livello del mare. Restando sempre in Veneto, Tenuta Valleselle a Bardolino e Cascina Montelupo a Sona, nel Custoza, regalano vini dall’impronta unica, perfetti interpreti dei loro terroir.

I vitigni di Feudo Croce, in Puglia, di proprietà di Tinazzi
I vitigni di Feudo Croce, in Puglia, di proprietà di Tinazzi

In Toscana, la Tenuta Pian del Gallo a Greve in Chianti, nel cuore dell’areale del Chianti Classico, valorizza Sangiovese, Merlot e Vermentino. Infine, in Puglia, la masseria Feudo Croce rende protagonisti i vitigni locali con tre etichette dalla forte identità.

Il progetto vitivinicolo Tinazzi tra territori e identità produttiva

«Passo dopo passo, con la crescita dell’azienda, la nostra famiglia ha sempre scelto di reinvestire nel fulcro del nostro lavoro: la terra. Nel corso del tempo abbiamo acquisito vigneti, terreni e aziende agricole con l’obiettivo di costruire un patrimonio vitivinicolo solido e distintivo. Oggi questo progetto raggiunge un traguardo ambizioso: in ognuna delle cinque tenute agricole abbiamo dato vita a vini capaci di raccontare con autenticità il proprio terroir d’elezione. È un percorso che attraversa tre regioni d’Italia e che valorizza territori straordinari e la loro natura, mantenendo sempre come filo conduttore la nostra filosofia in vigneto e in cantina», afferma Francesca Tinazzi, amministratrice delegata del gruppo.

Francesca Tinazzi, al centro, assieme alla sua famiglia gestisce l'azienda
Francesca Tinazzi, al centro, assieme alla sua famiglia gestisce l'azienda

Presso lo stand di Tinazzi, il B8 nel padiglione 4, sarà possibile degustare l’intero portfolio Tinazzi che comprende anche il brand Ca’ de Rocchi e le etichette di Cantine San Giorgio.

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