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Vino, under 30 sempre più orientati ai rossi. E la lattina non è un tabù

di Redazione Italia a Tavola
27 marzo 2026 | 11:36

Il vino continua a parlare linguaggi diversi a seconda delle generazioni, ma il quadro che emerge dal report “Profilo e attitudini dei nuovi consumatori di vino in Italia” dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly introduce alcune variabili inattese. La ricerca, presentata alla Camera dei Deputati in occasione della 58ª edizione di Vinitaly, fotografa un mercato in movimento, dove tradizione e nuove abitudini convivono senza schemi rigidi. Se per i consumatori più adulti resta forte il richiamo degli spumanti, con il Prosecco punto di riferimento trasversale, tra i più giovani si registra un ritorno deciso ai vini rossi. Un dato che rompe una narrazione consolidata e riporta al centro denominazioni strutturate e storicamente legate a un consumo più maturo.

Vino, under 30 sempre più orientati ai rossi. E la lattina non è un tabù

Vino, sorpresa tra i giovani: boom di rossi

La “rivincita” dei rossi tra gli under 30

Tra i consumatori della Generazione Z, gli under 30, la classifica dei vini più scelti è dominata dai rossi. In testa si colloca l’Amarone della Valpolicella, seguito da Barbaresco, Taurasi, Bolgheri e Chianti. Solo al sesto posto compare un bianco, il Soave, mentre le bollicine restano più indietro.

«C’è una sorta di rivincita per i vini rossi, che forse abbiamo dato prematuramente per spacciati», osserva Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly. «I giovanissimi si dimostrano i più curiosi e aperti ai consigli, e questo li porta a esplorare anche etichette meno scontate».

Generazioni a confronto tra tradizione e sperimentazione

Il quadro cambia progressivamente salendo con l’età. I Millennials mantengono una forte preferenza per le bollicine, con il Prosecco scelto da circa tre consumatori su quattro, ma mostrano anche un equilibrio tra rossi e bianchi, inserendo in classifica denominazioni come Doc Sicilia e Salice Salentino. Tra i consumatori più maturi, tra i 45 e i 60 anni, emergono scelte più legate alla tradizione territoriale, con vini come Aglianico del Vulture, Verdicchio dei Castelli di Jesi, Chianti Classico e Vermentino Sardo. Gli over 60 confermano questa tendenza, premiando vini riconoscibili e consolidati, tra cui anche il Primitivo di Manduria e i bianchi campani come Greco di Tufo e Fiano d’Avellino.

Nuovi formati e nuove modalità di scelta

Oltre alle preferenze per tipologia, la ricerca evidenzia un cambiamento nelle modalità di consumo e acquisto. La Generazione Z è quella più incline a lasciarsi guidare, sia al ristorante sia online. Il 61% dichiara di consultare recensioni e consigli su siti e blog prima di acquistare, una percentuale che si riduce sensibilmente tra Millennials e Boomer.

Vino, under 30 sempre più orientati ai rossi. E la lattina non è un tabù

Quattro giovani su dieci comprerebbero vino in lattina

«L’impatto generazionale si riflette anche nella disponibilità a sperimentare nuovi formati», aggiunge Flamini. «Quattro giovani su dieci comprerebbero vino in lattina, mentre una quota più contenuta si apre anche al pouch». Un atteggiamento che si riduce drasticamente nelle fasce più adulte, dove prevale un approccio più tradizionale.

Un mercato ampio e trasversale

Nel complesso, i vini fermi restano la tipologia più diffusa, con circa 25 milioni di consumatori e livelli di penetrazione elevati in tutte le fasce d’età. Gli spumanti, trainati dal Prosecco, coinvolgono circa 20 milioni di italiani, mentre le altre bollicine secche raggiungono quasi 16 milioni. Il quadro che emerge è quello di un mercato articolato, dove le differenze generazionali non si traducono in fratture nette ma in una pluralità di approcci. Tra ritorni inattesi, come quello dei rossi tra i più giovani, e nuove modalità di consumo, il vino continua a evolversi seguendo dinamiche meno prevedibili di quanto si possa immaginare.

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