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fino al 15 marzo

Le Donne del Vino, al via le Giornate 2026: al centro cibo, vino e responsabilità

di Redazione Italia a Tavola
05 marzo 2026 | 18:50

In un contesto internazionale segnato da nuove tensioni e da conflitti che riportano al centro il tema della sicurezza e dell’accesso alle risorse, il cibo torna a essere un tema che supera la dimensione gastronomica. Non solo piacere o tradizione, ma nutrimento, diritto e, in molti casi, condizione di sopravvivenza. Un equilibrio fragile che riguarda territori, economie e comunità. È in questo scenario che prende forma l’undicesima edizione delle Giornate delle Donne del Vino, l’iniziativa promossa dall’associazione nazionale che riunisce professioniste della filiera vitivinicola italiana. Gli appuntamenti, diffusi in tutte le regioni, si svolgeranno fino al 15 marzo coinvolgendo delegazioni territoriali e centinaia di socie. Il tema scelto per il 2026 è «Donne, Vino, Cibo», un titolo che unisce cultura gastronomica, sostenibilità e riflessione sul ruolo sociale dell’alimentazione.

Le Donne del Vino, al via le Giornate 2026: al centro cibo, vino e responsabilità

Tornano le Giornate delle Donne del Vino

Il cibo come diritto e responsabilità

«In un momento internazionale così delicato, parlare di cibo significa parlare di diritto, responsabilità e futuro» osserva Daniela Mastroberardino, presidente dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino. «Per noi “Donne, Vino, Cibo” non è soltanto un tema culturale, ma una visione: mettere al centro qualità, sostenibilità e cura delle comunità come risposta alle fragilità del presente». Il cibo, in questa prospettiva, diventa elemento identitario e linguaggio universale. Racconta i territori, custodisce memorie e tradizioni, trasmette saperi. Insieme al vino rappresenta anche una leva economica importante per l’enoturismo e per la valorizzazione delle comunità locali, creando relazioni e opportunità.

Le Donne del Vino, al via le Giornate 2026: al centro cibo, vino e responsabilità

Daniela Mastroberardino, presidente Donne del Vino

Ma la riflessione proposta dall’associazione invita ad andare oltre la dimensione conviviale. Parlare di cibo significa interrogarsi sul modo in cui produzione, distribuzione e accesso alle risorse vengono gestiti. Una questione che riguarda sostenibilità, equità e responsabilità collettiva.

Un racconto corale che passa dai social

Accanto agli eventi sul territorio, l’edizione 2026 prevede anche un’iniziativa digitale pensata per coinvolgere direttamente le socie. L’associazione ha invitato le partecipanti a realizzare uno scatto fotografico ispirato al tema “Donne, Vino, Cibo”, facendosi ritrarre insieme a un prodotto simbolo del proprio territorio. Il progetto darà vita a una narrazione diffusa sui social network, costruita attraverso immagini e racconti personali. L’obiettivo è creare un mosaico visivo dell’Italia del vino e del cibo, dove volti, calici e prodotti locali diventino parte di una storia collettiva.

Il logo 2026: broccoli e spaghetti come metafora

A interpretare il tema dell’edizione è anche il logo realizzato da Federica Cecchi, architetta e wine designer toscana, che ha scelto una metafora visiva costruita su due elementi simbolici della cultura alimentare. «Ho immaginato la Donna del Vino come simbolo di sostenibilità e consapevolezza» spiega Cecchi. «Gli elementi scelti sono due: broccoli e spaghetti. Non rappresentano una ricetta, ma una metafora».

Le Donne del Vino, al via le Giornate 2026: al centro cibo, vino e responsabilità

Il logo 2026

Il broccolo richiama salute e attenzione alla qualità dell’alimentazione, mentre lo spaghetto, icona della gastronomia italiana nel mondo, diventa nel disegno un filo che unisce e crea movimento. Nel logo la figura femminile si muove tra questi elementi in un equilibrio che vuole evocare energia, creatività e responsabilità. Il vino completa il racconto, rafforzando il legame tra territorio, lavoro agricolo e cultura gastronomica.

Leadership femminile: meno diffusa ma più performante

Il tema dell’edizione 2026 si intreccia con alcuni dati che riguardano la presenza femminile nel settore vitivinicolo. Le donne guidano una quota minoritaria di imprese agricole, ma generano una percentuale di valore superiore rispetto alla loro incidenza sulla superficie coltivata. Secondo le analisi del settore, le aziende guidate da donne coltivano circa il 21% della superficie agricola utilizzata, ma contribuiscono al 28% del Pil agricolo. Un dato che evidenzia una forte capacità di valorizzazione delle produzioni.

Le imprese femminili mostrano inoltre una maggiore presenza di vini DOC e DOCG, una spiccata apertura verso i mercati internazionali e un’attenzione strategica verso marketing, comunicazione ed enoturismo. Non manca un orientamento marcato alla sostenibilità, con una percentuale più elevata di vigneti biologici o in conversione.Il modello organizzativo tende a essere meno gerarchico e più collaborativo. Se l’impresa tradizionale può ricordare un’orchestra guidata da un direttore, quella femminile assomiglia spesso a un ensemble in cui il risultato nasce dall’equilibrio tra le diverse competenze.

Una rete che riunisce tutta la filiera

Fondata nel 1988, Le Donne del Vino è oggi considerata la più grande associazione al mondo dedicata all’enologia al femminile. Riunisce oltre 1.250 socie tra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier, giornaliste e professioniste della filiera. Presente in tutte le regioni italiane con delegazioni attive, l’associazione promuove iniziative legate alla cultura del vino, alla formazione e alla sostenibilità, con progetti dedicati anche alle nuove generazioni e alla riduzione del divario di genere nel settore.

Donne del Vino: gli appuntamenti 2026

Ecco l’elenco degli appuntamenti previsti:

Calabria

  • 7 marzo | ore 11.00–14.00 | Mara Restaurant Vinarte, Piazza dell’Immacolata, Crotone (KR)“Korale, il vino delle Donne per le Donne”
  • 8 marzo | ore 17.00 | Azienda Ceraudo, Ristorante Dattilo, Contrada Dattilo, Strongoli (KR)“Racconti di donne, storie di passione, imprese”

Campania

  • 8 marzo | ore 12.00 | Tenuta Sorrentino, Via Fruscio 2, Boscotrecase (NA)“Donne in fiore”

Friuli-Venezia Giulia

  • 7 marzo | ore 11.00 | Tenuta Valdomini, Borgo Piccoli, Piccoli (UD)“Quanto costa il tempo”
  • 9 marzo | ore 16.30 | Webinar online“Generare presenza, competenza e impatto: guidare il cambiamento insieme tra storie, sfide e futuro della leadership al femminile”

Piemonte

  • 8 marzo | ore 10.00–16.00 | Azienda Agricola La Scamuzza, Cascina Pomina 17, Vignale Monferrato (AL)“Facciamo le torte Fluffose”

Lombardia

  • 7 marzo | ore 18.30 | Cantina Taia, Frazione Casella 14-15, Montecalvo Versiggia (PV)Degustazione sensoriale

Puglia

  • 7 marzo | ore 20.00 | Ristorante Riontino, Corso Garibaldi 147, Margherita di Savoia (BT)“Vitigni autoctoni e profumi degli Arenili”

Sardegna

  • 8 marzo | ore 12.30 | Azienda Mulas, Agriturismo Inza su Re, Bono (SS)“Calici di Donna. Un viaggio nei sapori di Sardegna”

Sicilia

  • 1 marzo | ore 10.00 | Camera di Commercio di Messina, Piazza Cavallotti 3, Messina“Stare bene con gusto”

Toscana

  • 6 marzo | ore 18.00 | Distilleria Nannoni, Località Aratrice 135, Civitella Paganico (GR)“Arte al femminile in distilleria”
  • 8 marzo | ore 11.00 | Chiesa di Sant’Agostino, Via Ricasoli 31, Montalcino (SI)“Non chiamarlo Amore”
  • 8 marzo | ore 15.30 | Stazione Leopolda, Via Fratelli Rosselli 5, Firenze“I vini rari delle Donne del Vino”

Trentino-Alto Adige

  • 8 marzo | ore 11.00–18.00 | Rifugio Doss del Sabion, Madonna di Campiglio – Pinzolo (TN)“Calici in vetta”

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