Non soltanto soci storici di Terre d’Oltrepò. Tra i viticoltori che hanno manifestato disponibilità a conferire l’uva alla cooperativa veneta Collis in vista della vendemmia 2026 figurano anche alcune aziende esterne alla base sociale della cantina oltrepadana. Secondo fonti interne, tra i potenziali conferitori ci sarebbero perfino realtà che in passato erano state escluse dalla cooperativa e che ora potrebbero essere nuovamente coinvolte nel progetto di rilancio.

Oltrepò Pavese, Collis allarga la base: pre-adesioni anche da aziende fuori dalla cooperativa
Pre-adesioni e volumi stimati per la vendemmia 2026
L’apertura a tutto il territorio era stata del resto chiarita fin dall’incontro pubblico svoltosi due settimane fa a Broni, durante il quale i vertici di Collis e l’amministratore unico di Terre d’Oltrepò, Giampaolo Cocconi, avevano invitato i produttori a manifestare il proprio interesse attraverso una pre-adesione. A venerdì 6 marzo le manifestazioni raccolte si attestavano attorno ai 100mila quintali di uva. Un dato che, per chi non è addetto ai lavori, va interpretato come una stima potenziale: le pre-adesioni indicano infatti la disponibilità dei viticoltori a conferire il raccolto proveniente da una determinata superficie vitata, dalla quale - secondo i disciplinari di produzione - è possibile ottenere un certo quantitativo di uva per ettaro.

Vendemmia 2026, Collis raccoglie pre-adesioni nell’Oltrepò: superata quota 100mila quintali
Si tratta quindi, almeno per ora, di volumi teorici. Alla pre-adesione dovrà infatti seguire l’adesione formale, che prevede il versamento di una quota di ingresso pari a 500 euro per ettaro - fino a un massimo di 1.500 euro - oltre al conferimento di un capitale sociale della stessa entità. Nonostante questa premessa, i numeri raccolti finora vengono considerati superiori alle aspettative. E potrebbero crescere ulteriormente: il termine per le pre-adesioni, inizialmente fissato al 6 marzo, è stato prorogato di almeno una settimana proprio per consentire ad altri produttori di valutare la proposta.
Il piano industriale di Collis e il ruolo della base produttiva
Dalle pre-adesioni, spiegano fonti vicine al dossier, dipenderà in larga parte la definizione del piano industriale che Collis intende costruire per il rilancio della filiera oltrepadana. L’obiettivo, assicurano, non è escludere nessuno, ma poter contare su una base produttiva chiara e definita su cui impostare il progetto. Intanto sul futuro della cooperativa interviene anche Confagricoltura Pavia, che nei giorni scorsi ha riunito i propri soci per fare il punto sulla trattativa in corso. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, la presidente provinciale Marta Sempio, il direttore Alberto Lasagna e alcuni tecnici di Terre d’Oltrepò.

Le richieste di chiarimento avanzate da Confagricoltura
Al termine della riunione l’associazione ha chiesto l’apertura di un tavolo di confronto con tutti i soggetti coinvolti: le organizzazioni agricole, i commissari, la cooperativa Collis e l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi. L’obiettivo è chiarire i diversi aspetti ancora aperti e definire con maggiore precisione i contorni dell’operazione. Tra i punti sollevati dai soci figurano, in particolare, i rapporti che si instaureranno tra Collis e la cooperativa in liquidazione in vista della vendemmia 2026 - con l’ipotesi di acquisto o affitto del ramo d’azienda - ma anche questioni tecniche come i differenziali di grado per le diverse varietà, le modalità e i tempi di pagamento dei conferimenti e il futuro dei dipendenti della cantina. Temi che, secondo Confagricoltura, richiedono un confronto diretto tra tutte le parti per arrivare a una soluzione condivisa e offrire ai viticoltori dell’Oltrepò Pavese un quadro più chiaro sulle prospettive della prossima vendemmia.