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Le donne scelgono il vino soprattutto fuori pasto, ma una su quattro non lo beve affatto

Il 26% delle donne non beve vino contro l’11% degli uomini, con una frequenza quotidiana quasi doppia tra questi ultimi. Le donne lo associano più a momenti sociali, mentre gli uomini mantengono il legame con la tavola. Il consumo di rosso, invece, cresce con l'età: fino a 24 anni i giovani scelgono rosé e spumanti, mentre il bianco è il preferito tra i 25 e i 34 anni

di Redazione Italia a Tavola
10 aprile 2026 | 09:30
Le donne scelgono il vino soprattutto fuori pasto ma una su quattro non lo beve affatto

I 26% delle donne non beve vino, contro appena l’11% degli uomini. Anche la frequenza segna una distanza significativa, con il 21% degli uomini che consuma vino ogni giorno rispetto all’11% delle donne, secondo il sondaggio condotto da MCO Report. Un divario che non riguarda solo le quantità, ma anche il significato e i contesti di consumo, oltre alle preferenze: il rosso viene scelto più spesso con l'avanzare dell'età. I numeri raccontano una trasformazione profonda: secondo i dati Istat, il consumo quotidiano di alcol è passato dal 33,3% del 1999 al 19% del 2023, mentre cresce il consumo fuori pasto, salito dal 23,8% al 33,4%

Il vino resta maschile, ma cambia il modo di berlo

Il primo elemento che emerge riguarda il genere. Il consumo di vino continua a essere più diffuso tra gli uomini, sia per frequenza sia per quantità. Solo l’11% degli uomini dichiara di non bere vino, contro il 26% delle donne. Anche il consumo quotidiano mostra una distanza significativa: riguarda il 21% degli uomini e l’11% delle donne. Ma il dato più interessante non è solo quanto si beve, bensì come. Tra le donne il vino si sposta sempre più verso contesti conviviali, perdendo il legame con il pasto quotidiano. Il consumo si concentra in momenti scelti, spesso legati alla socialità domestica o agli incontri con amici, mentre tra gli uomini resta più radicato l’abbinamento con la tavola. Questa differenza contribuisce a ridefinire il ruolo del vino nella quotidianità, allontanandolo progressivamente da una dimensione alimentare per avvicinarlo a una più relazionale.

Le donne scelgono il vino soprattutto fuori pasto, ma una su quattro non lo beve affatto

Gli Under 35 preferiscono il vino bianco, rosé o lo spumante

Dal pasto all’occasione: il vino cambia funzione

Il passaggio dal consumo a tavola a quello fuori pasto è uno dei segnali più evidenti della trasformazione in corso. In poco più di due decenni, la quota di italiani che consuma alcol fuori dai pasti è cresciuta di quasi dieci punti percentuali. Il vino segue questa traiettoria. Non scompare, ma cambia funzione. Diventa un elemento dell’aperitivo, un accompagnamento a momenti informali, un segno distintivo di socialità più che una presenza costante nel quotidiano. È una trasformazione che riguarda soprattutto le fasce più giovani, ma che progressivamente si estende anche ad altre categorie di consumatori.

Giovani e over: due modelli opposti

L’analisi per età restituisce un quadro molto chiaro. Le preferenze cambiano in modo graduale e coerente lungo le diverse generazioni. Tra i più giovani, il vino rosso non domina più come in passato. Nella fascia 18-24 anni rappresenta il 39% delle preferenze, mentre cresce il peso di rosé e spumanti, che insieme raggiungono una quota rilevante. Già nella fascia 25-34 il bianco supera il rosso, segnando un ulteriore cambio di equilibrio.

Le donne scelgono il vino soprattutto fuori pasto, ma una su quattro non lo beve affatto

Consumi di vino: generazioni a confronto (grafico MCO Report)

Con l’avanzare dell’età, però, la situazione si ribalta. Nelle fasce intermedie il rosso torna progressivamente a crescere, fino a diventare nettamente prevalente tra gli over 65, dove arriva al 60%. Questo andamento non riflette solo gusti diversi, ma anche due modi distinti di vivere il vino. Per i più giovani è un prodotto occasionale, legato all’aperitivo e alla socialità; per le generazioni più mature resta un elemento della cultura alimentare quotidiana.

Le differenze territoriali: tra conferme e sorprese

Anche la geografia del consumo offre indicazioni interessanti. La Toscana si conferma la regione con il più alto consumo quotidiano, con il 29% degli abitanti che beve vino ogni giorno, ben al di sopra della media nazionale. Accanto a questa conferma emergono alcune dinamiche meno scontate. Il Lazio si distingue per una preferenza più marcata verso il vino bianco rispetto al rosso, mentre la Sardegna rappresenta un caso simile nel Sud Italia, segnalando una varietà culturale che sfugge alle letture più semplificate. Il Veneto, nonostante la centralità nella produzione di spumanti, mostra un consumo interno orientato soprattutto al rosso. Le bollicine, in questo caso, sembrano trovare una collocazione più forte nei mercati esteri e nelle occasioni speciali piuttosto che nella quotidianità domestica. Nel complesso, resta evidente la differenza tra Centro-Nord e Sud, con livelli di consumo più elevati nelle regioni settentrionali e centrali.

Reddito e vino: più frequenza, ma non più valore

Il reddito incide sulle modalità di consumo, ma non modifica in modo significativo la spesa media per bottiglia. Le fasce con maggiore disponibilità economica tendono a bere più spesso e in contesti diversi, come ristoranti e aperitivi. Tuttavia, quando si osserva il prezzo, il dato è trasversale: la maggioranza degli italiani, anche tra chi ha redditi elevati, resta sotto i 10 euro a bottiglia, mentre solo una quota limitata supera i 20 euro. Questo elemento suggerisce che il vino economico non sia soltanto una scelta dettata dal reddito, ma un comportamento consolidato, legato a una cultura diffusa che attraversa tutte le classi sociali.

Le donne scelgono il vino soprattutto fuori pasto, ma una su quattro non lo beve affatto

Il prezzo medio del vino resta sotto i 10 euro a bottiglia

Un cambiamento culturale in atto

Il quadro complessivo non indica una crisi del vino, ma una sua ridefinizione. Il consumo non scompare, ma si trasforma: diventa meno frequente, più consapevole e più legato alle occasioni. L’Italia continua a essere uno dei principali protagonisti del panorama vitivinicolo globale, ma al suo interno sta emergendo un nuovo modello di consumo. Un modello in cui il vino perde centralità nella quotidianità alimentare e acquista valore come scelta, esperienza e momento di relazione. Un cambiamento che, nel medio periodo, potrebbe influenzare non solo i comportamenti dei consumatori, ma anche le strategie produttive e commerciali di tutto il settore.

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