Il dibattito europeo sulle politiche di prevenzione oncologica torna a intrecciarsi con il comparto vitivinicolo. La prima bozza pubblicata dalla Commissione Salute del Parlamento europeo nell’ambito del piano “BECA” (Europe’s Beating Cancer Plan) ha riacceso l’attenzione del settore vino sul tema dell’etichettatura e degli health warning, le avvertenze sanitarie in esse contenute. Secondo Unione italiana vini (Uiv), il documento introduce un’impostazione che rischia di riaprire una discussione considerata già definita a livello comunitario, con possibili ricadute su un comparto ritenuto strategico per l’economia e la cultura del made in Europe.

Le avvertenze sanitarie sulle etichette du vino tornano al centro del dibattito
Il nodo degli health warning in etichetta
Nel testo della bozza si invita la Commissione europea a presentare “senza ulteriori indugi” nuove proposte legislative sugli health warning in etichetta. Un passaggio che ha suscitato la reazione del settore vitivinicolo, preoccupato per un possibile irrigidimento del quadro normativo. Il presidente di Uiv, Lamberto Frescobaldi, ha evidenziato come l’impostazione rischi di ignorare i precedenti passaggi istituzionali: «Colpisce e preoccupa che si torni a mettere in discussione un equilibrio già raggiunto a livello europeo, ignorando sia il voto espresso dal Parlamento europeo solo tre anni fa, sia le indicazioni della Dichiarazione politica delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili».

Lamberto Frescobaldi, presidente Uiv
Frescobaldi ha inoltre sottolineato il rischio di un approccio percepito come poco equilibrato: «Si tratta di un’impostazione che rischia di alimentare un approccio ideologico e punitivo, anziché fondato su evidenze scientifiche e sulla distinzione tra abuso e consumo responsabile».
Le richieste alle istituzioni europee
Secondo Uiv, il tema centrale riguarda la necessità di evitare ulteriori interventi su un quadro normativo già oggetto di confronto politico e scientifico. «Non è accettabile che si continui a intervenire su temi già chiariti, distogliendo l’attenzione dalle vere priorità di sviluppo e competitività del settore vitivinicolo europeo» ha dichiarato ancora Frescobaldi, invitando le istituzioni a riconsiderare l’impostazione del documento. L’appello si concentra quindi sulla richiesta di una revisione della bozza, con l’obiettivo di evitare misure considerate dal settore potenzialmente indiscriminate e con impatto su un comparto che rappresenta una componente rilevante dell’economia agroalimentare europea.