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Jacquesson, il programma 2026 punta su millesimi e identità dei terroir

di Redazione Italia a Tavola
16 aprile 2026 | 09:30

Pellegrini Spa, importatore e distributore per l’Italia della Maison Jacquesson, ha presentato il programma 2026 che rinnova il percorso della casa francese attorno alle cuvée numerate e alle espressioni parcellari. Al centro della nuova selezione si colloca la Cuvée n.749 Extra Brut, affiancata dalla Cuvée n.744 Dégorgement Tardif e dalla parcella Avize Champ-Caïn 2015, una delle interpretazioni più definite del lavoro sui singoli cru. La proposta si inserisce nella continuità di una serie che ha progressivamente costruito un linguaggio riconoscibile, fondato sulla lettura delle annate e sulla loro interpretazione attraverso assemblaggi progressivi.

Jacquesson, il programma 2026 punta su millesimi e identità dei terroir

Pietro Pellegrini, presidente di Pellegrini Spa

La Cuvée 749 e la lettura dell’annata 2021

La nuova Cuvée n.749 nasce dall’annata 2021, un millesimo segnato da condizioni climatiche non lineari che hanno richiesto un approccio selettivo in vigneto. Dopo un inverno asciutto e una primavera fredda, le piogge estive hanno inciso sull’equilibrio vegetativo, mentre la fase finale della maturazione, più stabile, ha permesso di ottenere uve con una definizione più precisa. La vendemmia, avviata il 20 settembre e conclusa il 1° ottobre, ha restituito basi caratterizzate da tensione e finezza. L’assemblaggio vede una prevalenza dei villaggi di Aÿ, Dizy, Hautvillers e Champillon, integrati da Avize e Oiry, con una componente di vini di riserva che contribuisce alla costruzione della complessità.

Jacquesson, il programma 2026 punta su millesimi e identità dei terroir

Jacquesson: la Cuvée n.749

Nel profilo sensoriale, la Cuvée 749 si muove su un registro dominato dallo Chardonnay, con richiami agrumati e floreali, a cui si affiancano note più evolute. Il dosaggio contenuto e la struttura lineare mantengono il vino su un asse di freschezza e verticalità, con un apporto del Pinot Noir che emerge in seconda battuta nella trama gustativa.

Il lavoro sui lunghi affinamenti: la 744 Dégorgement Tardif

Accanto alla nuova cuvée, il programma 2026 include la Cuvée n.744 Dégorgement Tardif, proveniente dalla vendemmia 2016 e sottoposta a un affinamento sui lieviti di 92 mesi. La scelta del dégorgement tardivo si inserisce in una logica di evoluzione controllata, dove il tempo diventa parte integrante della definizione del vino.

Jacquesson, il programma 2026 punta su millesimi e identità dei terroir

Jacquesson: la Cuvée n.744 Dégorgement Tardif

Il risultato è uno Champagne che si muove su registri più evoluti, con richiami affumicati e speziati, accompagnati da una componente gessosa che sostiene la progressione gustativa. Il finale si sviluppa su una sensazione cremosa e salina, in equilibrio tra maturità e tensione.

Le parcelle e l’identità del millesimo: Avize Champ-Caïn 2015

La selezione si completa con Avize Champ-Caïn 2015, Chardonnay proveniente da una parcella di 1,3 ettari esposta a sud. In questo caso la lettura del territorio è ancora più diretta, con un’impronta che riflette le condizioni di un millesimo caldo.

Jacquesson, il programma 2026 punta su millesimi e identità dei terroir

Jacquesson: Avize Champ-Caïn 2015

Il vino si sviluppa su note tostate e richiami di pasticceria, con una struttura ampia e un profilo gustativo che privilegia la rotondità rispetto alla tensione. La persistenza finale mantiene però un elemento sapido che riporta il sorso alla matrice calcarea del terroir.

Una continuità di progetto tra annata e territorio

Il programma 2026 di Jacquesson conferma una linea produttiva che continua a muoversi tra assemblaggio e parcella, tra lettura del millesimo e interpretazione del tempo. Un approccio che non si limita alla costruzione di cuvée successive, ma che utilizza ogni annata come elemento di una sequenza coerente. Come sintetizzato da Pietro Pellegrini, presidente di Pellegrini Spa, «ogni nuova cuvée rappresenta un passaggio di un percorso che si rinnova nel tempo, mantenendo una continuità di identità e stile».

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