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oltrepò pavese

Etichette d’autore, un nuovo capitolo del Buttafuoco Storico di Bosco del Sasso

di Redazione Italia a Tavola
17 aprile 2026 | 14:59

Bosco del Sasso presenta la terza edizione dell’etichetta d’artista dedicata al suo Buttafuoco Storico, affidata anche quest’anno al linguaggio visivo di Lele Picà. Il progetto si inserisce nel percorso dell’azienda di Canneto Pavese dopo l’ingresso nel Club del Buttafuoco Storico, esperienza che ha segnato un passaggio di riconoscimento e di consolidamento all’interno della denominazione. La nuova veste arriva in un momento simbolico, quello dei trent’anni del Club, e prosegue un lavoro che negli ultimi anni ha intrecciato produzione vitivinicola e interpretazione artistica del territorio.

Etichette d’autore, un nuovo capitolo del Buttafuoco Storico di Bosco del Sasso

Lele Picà ha firmato per la terza volta l‘etichetta del Buttafuoco Storico di Bosco del Sasso

Il linguaggio di Lele Picà e la continuità del progetto

Per il terzo anno consecutivo, l’etichetta è firmata da Lele Picà, che sviluppa una narrazione coerente con le edizioni precedenti, introducendo però un elemento di continuità visiva più marcato. La linea diventa il segno strutturante dell’intera composizione, costruendo una lettura che unisce paesaggio, simbolo e identità produttiva. Al centro dell’immagine ritorna la figura dell’uomo con il cappello, elemento ricorrente nell’immaginario dell’artista. In questa versione la figura assume una tonalità rossa, in dialogo diretto con il vino, e viene rappresentata mentre si solleva grazie a un palloncino. L’elemento introduce una dimensione di movimento che richiama una lettura più ampia del tempo e della trasformazione del paesaggio.

Il filo del palloncino si sviluppa senza interruzioni e diventa una linea narrativa che attraversa l’intera etichetta. Dalla parte superiore, dove delimita il cielo, fino alla rappresentazione delle colline e dei filari, il segno costruisce un percorso visivo che richiama l’ambiente della viticoltura dell’Oltrepò pavese. La stessa linea si chiude idealmente nel punto in cui viene definita l’identità del Bosco del Sasso, riportando l’immagine a una dimensione di radicamento. L’etichetta non si limita così a un elemento decorativo, ma diventa una trasposizione grafica del rapporto tra azienda e territorio.

Etichette d’autore, un nuovo capitolo del Buttafuoco Storico di Bosco del Sasso

L‘etichetta del nuovo Buttafuoco Storico di Bosco del Sasso

Accanto alla componente artistica, la composizione mantiene i riferimenti iconografici legati alla tradizione del Buttafuoco Storico. Il veliero che attraversa i torrenti Versa e Scuropasso rimanda alla narrazione della battaglia mai combattuta, uno degli elementi fondativi del racconto storico che accompagna questo vino. Il dialogo tra mito e contemporaneità si inserisce nella costruzione identitaria della denominazione, che nel tempo ha assunto anche una dimensione culturale oltre che produttiva.

Un progetto tra vino e racconto territoriale

Secondo la titolare Manuela Centinaio, l’etichetta rappresenta una sintesi tra prodotto e lettura del paesaggio. «Per questa annata proponiamo un’etichetta che nasce dall’osservazione del territorio, dalle sue forme e dai suoi colori, con l’obiettivo di restituire un’immagine immediata del lavoro in vigna e della sua evoluzione», ha dichiarato.

Etichette d’autore, un nuovo capitolo del Buttafuoco Storico di Bosco del Sasso

Manuela Centinaio, presidente di Bosco del Sasso

Nel percorso del progetto, il Buttafuoco Storico viene quindi interpretato come elemento che supera la dimensione del vino in senso stretto, per diventare parte di una narrazione più ampia che coinvolge identità agricola, memoria e rappresentazione artistica.

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