La presenza della Lombardia a Vinitaly 2026 si inserisce in una strategia che prova a superare la logica del prodotto isolato. L’impostazione regionale punta a mettere in relazione vino, territori, cucina, accoglienza e turismo, costruendo un racconto unitario che tenga insieme le diverse componenti della filiera. In questa prospettiva, il vino non è soltanto un prodotto da presentare ai buyer internazionali, ma uno strumento di lettura del territorio. La partecipazione al salone veronese diventa quindi un passaggio dentro un progetto più ampio, che coinvolge istituzioni, consorzi e operatori. «Vinitaly è per la Lombardia una vetrina strategica» ha dichiarato il presidente della Regione Attilio Fontana, evidenziando come l’obiettivo sia quello di presentare non solo le etichette, ma anche il contesto produttivo che le genera.

La presentazione del Padiglione Lombardia a Vinitaly
Olimpiadi e visibilità internazionale
Il percorso si inserisce in un momento favorevole per la regione. L’onda lunga delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 sta contribuendo ad accrescere la visibilità internazionale della Lombardia, con effetti diretti sul turismo e sulla capacità di attrazione del territorio. In questo scenario, il vino si conferma uno degli strumenti più immediati per raccontare un sistema territoriale complesso. Non a caso, l’integrazione tra produzione vitivinicola e accoglienza turistica viene indicata come una delle leve principali per consolidare la crescita.
Numeri in crescita per export e produzione
Il comparto vitivinicolo lombardo si presenta a Vinitaly con indicatori solidi. Nel 2025 l’export ha raggiunto 331,5 milioni di euro, segnando un incremento del 7,1% rispetto all’anno precedente. Un dato particolarmente rilevante, se confrontato con il calo registrato a livello nazionale. La Lombardia si muove quindi in controtendenza, confermando una capacità di tenuta e di sviluppo su scala internazionale. Anche la produzione conferma questa dinamica: la vendemmia 2025 ha portato a oltre 143 milioni di bottiglie potenziali, con una crescita significativa rispetto al 2024. Un risultato che si accompagna a una forte incidenza delle denominazioni, che superano il 90% della produzione totale. Secondo l’assessore Alessandro Beduschi, «la qualità, in Lombardia, è un dato concreto», frutto di un lavoro strutturato sulla filiera e sulla capacità di competere sui mercati.

Padiglione Lombardia a Vinitaly: saranno presenti oltre 150 produttori e mille etichette
Il dato sulle denominazioni rappresenta uno degli elementi distintivi del sistema lombardo. A fronte di una media nazionale inferiore, la regione si caratterizza per una forte concentrazione su produzioni certificate, che diventano il punto di riferimento per il posizionamento sui mercati esteri. Questa impostazione riflette una scelta precisa: non inseguire quantità, ma rafforzare il valore medio della produzione. Una strategia che si riflette anche nelle politiche di investimento e nelle azioni di promozione.
Enoturismo e crescita dei flussi
Accanto ai dati produttivi, emerge con chiarezza il ruolo crescente dell’enoturismo. Nel triennio 2022-2024 i flussi hanno registrato una crescita media annua del 16%, confermando il legame sempre più stretto tra vino e turismo. Il vino diventa così un elemento di connessione tra cantina, territorio e ospitalità. Le visite, le degustazioni e le esperienze dirette contribuiscono a costruire un rapporto più stabile con il consumatore, rafforzando la percezione del territorio. Questo modello si inserisce in una tendenza più ampia, che vede il turismo enogastronomico come una delle componenti più dinamiche dell’offerta italiana.
Investimenti e sostegno al comparto
Il sistema regionale si regge anche su strumenti di sostegno mirati. La misura OCM ha rappresentato un elemento importante per accompagnare il comparto vitivinicolo nella fase di innovazione e crescita. Nella campagna 2025-2026, gli interventi hanno attivato 3,7 milioni di euro di contributi, capaci di generare oltre 9,3 milioni di euro di investimenti complessivi. Un meccanismo che consente alle imprese di affrontare mercati sempre più competitivi, sostenendo al tempo stesso processi di modernizzazione e miglioramento qualitativo.

La Lombardia punta su un sistema integrato tra vino e accoglienza
Il settore vitivinicolo lombardo si distingue anche per la sua struttura occupazionale. Le imprese attive sono circa 3.000, con una forza lavoro stabile di circa 6.500 addetti, a cui si aggiunge una componente stagionale significativa. Negli ultimi dieci anni l’occupazione è cresciuta dell’8,2%, segno di un comparto che continua a generare lavoro e valore sul territorio. I dati confermano come il vino non sia solo un asset economico, ma anche un elemento rilevante per la tenuta sociale e produttiva delle aree rurali.
Il Padiglione Lombardia a Vinitaly
Il Padiglione Lombardia sarà uno dei punti centrali della partecipazione regionale. Ospitato al primo piano del Palaexpo, si sviluppa su oltre 3.000 metri quadrati, con la presenza di più di 150 realtà tra produttori, consorzi e associazioni. L’obiettivo è offrire una rappresentazione articolata della produzione lombarda, attraverso oltre mille etichette in degustazione. Uno spazio pensato non solo per l’esposizione, ma anche per incontri e confronti tra operatori. La partecipazione si fonda su una collaborazione strutturata tra Regione Lombardia, Unioncamere e consorzi di tutela, che rappresentano le principali denominazioni del territorio.
Cultura, identità e riconoscimento Unesco
Il valore del vino si intreccia con quello della cultura gastronomica. Il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco contribuisce a rafforzare questo legame, sottolineando come il sistema enogastronomico sia parte integrante dell’identità nazionale. «Un patrimonio fatto di gesti, conoscenze e relazioni che si tramandano nel tempo» ha osservato l’assessore alla Cultura Francesca Caruso, evidenziando la dimensione culturale della filiera. In Lombardia questo patrimonio assume caratteristiche specifiche, legate alla varietà dei territori e alla presenza di tradizioni diverse.

Nel 2025 l’export ha raggiunto 331,5 milioni di euro
Una traiettoria da consolidare
La partecipazione a Vinitaly 2026 si inserisce in un percorso di medio periodo che punta a consolidare i risultati raggiunti. L’integrazione tra vino, turismo e cultura rappresenta una delle direttrici su cui si muove la strategia regionale. L’obiettivo non è soltanto aumentare i numeri, ma rendere stabile un modello che sappia connettere produzione e valorizzazione territoriale, trasformando le opportunità in risultati duraturi per le imprese e per l’intero sistema.
I consorzi di Tutela presenti
- Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese
- Ente Vini Bresciani
- Consorzio Franciacorta
- Consorzio Tutela Moscato di Scanzo
- Consorzio Volontario Vino Doc San Colombano
- Consorzio Montenetto
- Consorzio Vini IGT Terre Lariane
- Consorzio Vini Mantovani
- Consorzio Tutela Lugana Doc
- Consorzio Tutela Valcalepio
- Consorzio Tutela Vini di Valtellina
- Consorzio Valtènesi Riviera del Garda Classico
- Produttori San Martino della Battaglia Doc
- Consorzio Botticino Doc
- Consorzio Tutela IGT Valcamonica