Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
martedì 21 aprile 2026 | aggiornato alle 13:51| 118745 articoli in archivio

Giri di vite

Dall’Etna alle Langhe: ecco sei vini da provare questa primavera

Giuseppe De Biasi
di Giuseppe De Biasi
21 aprile 2026 | 09:30

Una sestina di bottiglie per salutare l’arrivo della primavera e della ritrovata voglia di aria aperta e di calici che l’assecondino, in giornate che si allungano e riportano con sé più luce e un clima generalmente più mite in tutto il nostro Paese.

Dall’Etna alle Langhe: ecco sei vini da provare questa primavera

Dalla Sicilia all’Alto Adige: una sestina di vini per la nuova stagione

Le sei bottiglie da stappare per la primavera

Partiamo da una storica cantina marsalese come quella degli Intorcia, dove il vulcanico Francesco, con la sua linea Heritage, ha apportato nuova linfa sia ai suoi Marsala sia a una chicca come il Pre-British, ovvero il Grillo della tradizione prima che gli inglesi lo trasformassero nell’iconico fortificato. Una cuvée perpetua che dà vita a un bianco abbagliante come il sole di Sicilia, con profumi di frutta gialla ed erba tagliata, fra note balsamiche, speziate e scie ammandorlate. Un fresco sorso minerale, dai piacevoli sentori salmastri, capace di reggere tutto il pasto.

Dal vertice opposto dell’isola incrociamo un’altra antica casata come i Benanti e il loro elegante Etna Bianco Contrada Rinazzo 2023, Carricante in purezza dai vigneti di Milo a 800 m slm. Ottenuto usando un lievito autoctono selezionato in vigna, nel calice il suo giallo paglierino con riflessi verdolini esprime un bouquet olfattivo ampio e variegato di mela gialla, zagara ed erbe aromatiche, con sorso armonioso e minerale, di spiccata acidità e decisa persistenza gustativa. Un vino appagante e diretto, perfetto per risotti e grigliate di pesce, magari serviti vista “A Muntagna”.

Dall’Etna alle Langhe: ecco sei vini da provare questa primavera

Le sei bottiglie per brindare alla primavera

Dalla Sicilia si plana nell’Oltrepò Pavese per un Classese Docg (il metodo classico d’Oltrepò che, dal nuovo disciplinare, sarà identificato da tale attestata dicitura), che ben rappresenta la novella stagione come il Brut Rosé de La Genisia. Un giovanile alfiere della territoriale vocazione per il nobile vitigno borgognone, dal bel rosa pastello con riflessi ramati e fine perlage. Profilo olfattivo di piccoli frutti rossi, ciliegia e note di carcadè, dal sorso cremoso e avvolgente, di bella acidità. Perfetto da aperitivo o come compagno di una tartare di gamberi o di un risotto ai frutti di mare.

Si scollina in Piemonte per degustare l’ultima creazione della giovane enologa Chiara Lanci, classe 1990: la Barbera d’Alba La Dimora 2025 della cantina Dosio di La Morra. Un nome preso in prestito dall’elegante relais familiare, ma anche un vino che omaggia la tradizione contadina langarola, che nel suo intenso rosso rubino propone un naso in cui piccoli frutti rossi dialogano con marasca e ciliegia moretta. In bocca la caratteristica acidità varietale abbina una succosità e bevibilità che la rendono una versatile compagna di merenda per ogni convivio, come la sua storia ci ricorda.

MWM

E infine due dolci sfumature. La prima è quella dorata della misconosciuta micro Docg del Torchiato di Fregona, il Ciàcoe di Ca’ di Rajo 2018, rarità ottenuta da grappoli di Glera, Verdiso, Boschera, Bianchetta e Daocio, passiti su graticci per 7 mesi e che, dopo la fermentazione con lieviti selezionati, affina 30 mesi in botte. Un nettare vellutato e di corpo, che al naso espande profumi di albicocca disidratata, fichi, dattero, miele di castagno e nota caramellata. Avvolgente e persistente, è da meditazione o da formaggi stagionati e foie gras.

La seconda è il rosso rubino intenso del Moscato Rosa Passito 2023 della storica Abbazia di Novacella, monumento simbolo della Valle Isarco, che nella sua selezionata linea Praepositus prevede due referenze passite: l’ottimo Kerner e, appunto, questo aromatico Moscato Rosa, dai profumi di rosa, geranio, pesca saturnina, frutti di bosco e terziari di cioccolato, chiodi di garofano, cannella e caffè. In bocca è rotondo e avvolgente, con lieve trama tannica e finale speziato e amarognolo. Da strudel, crostate ai frutti di bosco ma anche gorgonzola o caprini erborinati.

© Riproduzione riservata